Quantcast
Connect with us

Cerca articoli

Calcio

Giuliano Fiorini, il “fiore del bene” che non appassirà

Giuliano Fiorini, il “fiore del bene” che non appassirà

Il 5 agosto 2005 ci salutava Giuliano Fiorini, l’attaccante della Lazio scomparso prematuramente a causa di un tumore ai polmoni. Un calciatore, un uomo che i tifosi biancocelesti non dimenticheranno mai. Perchè Giuliano Fiorini, per i tifosi della Lazio, non è05 stato un giocatore come gli altri. Non ha vinto uno scudetto come Giorgio Chinaglia e non aveva la classe di Bruno Giordano. E’ rimasto a Roma due sole stagioni (50 presenze e 10 gol) ma per lui, nella storia laziale, un posto ci sarà per sempre. Perché a Giuliano Fiorini, i tifosi della Lazio devono veramente tanto. Forse tutto. Che cosa sarebbe successo, d’altronde, se Fiorini non avesse segnato quel giorno di giugno in quel Lazio-Vicenza? Che cosa sarebbe stato se sulla traiettoria di quel tiro sbilenco del terzino Podavini non ci fosse stato lui, il “fiore del bene” (come volle definirlo Franco Melli nel suo libro “Cara Lazio”) ad arpionare la sfera per poi girarsi, liberandosi del difensore avversario e spingere con la punta del piede il pallone alle spalle del portiere Dal Bianco, che quel giorno per i 70 mila dell’Olimpico sembrava uno scoglio insuperabile? Semplice, la Lazio sarebbe retrocessa in serie C. E un’intera generazione di tifosi sarebbe sprofondata nel dramma. La storia della Lazio sarebbe stata la stessa? Chi può dirlo. Ma fu grazie a quel gol di Fiorini che la Lazio allora guidata da Eugenio Fascetti potè arrivare ai famosi spareggi di Napoli contro Taranto e Campobasso. Al termine dei quali i biancocelesti riuscirono a salvarsi vincendo la gara decisiva contro il Campobasso (dopo aver perso quella iniziale contro il Taranto) grazie ad un altro importantissimo gol realizzato di testa da Fabio Poli.

Era quella la famosa Lazio dei -9 (per tutti i laziali gli “eroi del -9”) che riuscì comunque a salvarsi in serie B nonostante la pesante penalizzazione iniziale di 9 punti, rimediata in seguito al coinvolgimento in un’altra brutta storia relativa al calcio scommesse. La seconda, a distanza di pochi anni dal primo grande scandalo nel quale rimasero coinvolti anche alcune stelle della Lazio dell’epoca, come Bruno Giordano e Lionello Manfredonia. E che, anche quella volta portò la Lazio alla retrocessione. Che però non fu pesante come quella del 1986. In serie B con 9 punti in meno rispetto a tutte le altre squadre. Quando la vittoria assegnava ancora i 2 punti e non i 3 attuali. Quanti, prima che iniziasse il campionato avrebbero creduto in una possibile salvezza? Fu dunque quella la Lazio del “chi vuole può andarsene” pronunciato da Fascetti all’indomani della notizia della penalizzazione nel ritiro estivo di Gubbio. Quanti calciatori sarebbero rimasti in una squadra quale era la Lazio in quell’estate del 1986? Ma in quella Lazio restarono tutti, come ha ricordato lo stesso Fascetti in una recente intervista rilasciata proprio a Io Gioco Pulito. La storia di quella Lazio è uno di quei ricordi che tutte le generazioni di laziali (anche quelle più recenti cresciute con i trionfi della Lazio di Cragnotti) porteranno sempre nel cuore. Il gol di Fiorini, la sua esultanza sotto la curva, e la foto che lo ritrae in mutande tra i tifosi alla fine della partita, è l’immagine di un calcio che non esiste più. Come scrisse Franco Melli, la storia di quella Lazio è stata veramente un romanzo d’amore. A lieto fine.

Avatar
A cura di

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Facebook

Da non perdere

Calcio

Don Mario De Ciantis: un prete al calciomercato Una preghiera e una trattativa. Don Mario De Ciantis: dall’altare alle stanze del calciomercato. Signore e...

Calcio

Neve, Black out e colpi di pistola: i 5 episodi del Derby di Roma che (forse) non conoscete Il derby non è mai una...

Calcio

Luis Vinicio, ‘O Lione Un sudamericano napoletano d’adozione. Nelle scorse settimane vi abbiamo parlato di Bruno Pesaola, stavolta è il turno di Luis Vinicio,...

Calcio

Che squadra tifava Sergio Leone? Il 30 aprile 1989 ci lasciava uno dei più grandi e conosciuti registi italiani di tutti i tempi: Sergio Leone....

Calcio

Gaizka Mendieta, dai 90 miliardi ai dischi in finale di Champions League Ha compiuto ieri 47 anni Gaizka Mendieta, il centrocampista basco che dopo...

Altri Sport

Fosse Ardeatine: Anticoli e Gelsomini, storie di sportivi uccisi dai nazisti Il 24 marzo 1944 si consumò uno degli eventi più tragici del periodo...

Economia

Società italiane di calcio quotate in Borsa, andamento degli ultimi mesi Tra le società quotate in Borsa, da tempo, ci sono anche alcuni dei...

Calcio

Francesco Acerbi: storia di una rinascita Compie oggi 33 anni Francesco Acerbi, colonna difensiva della Lazio, la cui storia, oggi più che mai, ci...

Calcio

Luciano Re Cecconi: il tragico destino di un giocatore che veniva dal futuro Il 18 Gennaio 1977 se ne andava Luciano Re Cecconi, iconico...

Calcio

La Tigre Arkan e un sogno chiamato Champions League Il 15 Gennaio del 2000 moriva Željko Ražnatović, meglio conosciuto come la Tigre Arkan, il...

Calcio

A tu per tu con Igor Protti, lo Zar del Goal Abbiamo intervistato Igor Protti, bomber che ha militato in diverse squadre quali Rimini,...

Calcio

Gennaio 2003: Quando a Cragnotti “scipparono” la Lazio C’è stato un tempo in cui, anche il calcio italiano ebbe i suoi “sceicchi”.  Non portavano...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro