Connect with us

Cerca articoli

Altri Sport

Yomna Nasri, la Campionessa Italiana che deve aspettare per essere italiana

[themoneytizer id=”27127-1″]

Yomna Nasri, la Campionessa Italiana che deve aspettare per essere italiana

Mi presento sono Yomna Nasri, nata a Roma, sono campionessa italiana di Taekwondo ma devo aspettare ancora 3 anni per avere la cittadinanza.
.
Poche settimane fa il caso Rami e la diatriba terminata poi con il  lieto fine intorno alla concessione della cittadinanza italiana al ragazzo-eroe che aveva salvato i propri compagni dall’incendio appiccato, come attentato-vendetta, dal conducente cittadino italiano di origini senegalesi Ousseynou Sy, ha riaperto anche la questione intorno allo Ius Soli e alla concessione tardiva della cittadinanza italiana a chi nato qui da genitori stranieri deve attendere il compimento del 18°anno di età.
.

Oggi vi raccontiamo la storia di un ragazza, un’atleta, che è italiana, si sente italiana, vince i campionati italiani ma che dovrà aspettare ancora 3 anni per ottenere il passaporto. 

L’atleta in questione si chiama Yomna Nasri,  nata a Roma il 2 luglio 2004 che a 15 anni è da poche settimane diventata campionessa italiana di Taekwondo categoria junior sotto i 44 kg ed è una delle speranze azzurre per le future kermesse internazionali in questo sport.

Yomna si allena nella palestra Taekwondo Mattei, a Roma,  sotto l’egida e lo sguardo vigile  dei due allenatori Carmen Goffredo e Francesco Tortorella. Ha origini tunisine, è infatti  figlia di mamma Neila e di papà Raf, un bravissimo chef, e ha due fratelli Dalia, di cui avevamo già parlato in un precedente articolo, universitaria Poliglotta è finalista di Miss Africa Italia e Ahmed promettente calciatore.

Yomna e la sua famiglia abitano a Corviale, complesso residenziale sito vicino Via Portuense a Roma, definito dagli autocnoni “il serpentone” poiché lungo circa un kilometro. Un complesso residenziale che vide il prematuro termine dei suoi lavori nel 1982 per il fallimento della ditta costruttrice. Fino ad allora i primi tre piani adibiti ad abitazioni vennero assegnati dal comune, i piani superiori, invece, adibiti a zona commerciale, vennero occupati. Lasciato in stato di semi abbandono è considerato una delle zone più difficili di Roma.

“Sono passata dai palazzi (di Corviale ndr) ai palazzetti” dice ridendo Yomna mentre fa la battuta con la medaglia d’oro al collo. Si sente italiana perché è italiana. Nata, cresciuta e residente a Roma combatte per sport e passione sul tatami ma anche nella vita per i suoi diritti.

Ora tirare in ballo sempre lo Ius Soli ogni 3×2 è abbastanza stucchevole e ridondante. Però una cosa va detta: la proposta italiana dello Ius Soli non è pura come negli Stati Uniti ma temperata, ovvero deve esaudire anche altri vincoli per l’ottenimento della cittadinanza.

Per questi ragazzi l’attesa, che non è essa stessa il piacere, del compimento del 18° anno di età è troppo lunga e rischia di precludergli esperienze di vita fondamentali e segnanti come ad esempio i viaggi all’estero con le scuole. Se la sua classe va ad esempio a Londra, il passaporto tunisino e non italiano di Yomna le creerà problemi e con molta probabilità non potrà partire. Al di là di come la si pensi è ingiusto che questi ragazzi, compagni dei nostri figli, debbano rinunciare perché il tempo per ottenere qualcosa che gli spetta di diritto sia così lungo.

Abbiamo già scritto di Ius Soli e sport e di come l’esempio di nazioni diverse sia fuorviante e ingannevole  nel tentare di convincere sulla bontà del disegno di legge, però la differenza con quelle nazioni (Francia e Germania) che hanno la legge simile alla nostra sta nel tempo di attesa per l’ottenimento. Lì è la differenza. Se a 18 anni si acquisisce la maturità, questi ragazzi hanno maturato per tutta la loro adolescenza la convinzione che per lo Stato dove vivono non sono come gli altri e nonostante, come il caso di Yomna, siano delle eccellenze italiane vengano trattati in modo diverso.

Non volete fare lo Ius Soli? Benissimo. Abbassate però l’età per l’ottenimento della cittadinanza a chi è nato qui, vive qui, va a scuola qui, fa sport qui e vince con il tricolore sul petto. Proprio come la piccola Yomna Nasri.

.

[themoneytizer id=”27127-28″]

Emanuele Sabatino

Nato a Roma nel 1990, anno delle notti magiche. Ex giocatore di basket, nonostante gli studi in legge, dopo una lunga parentesi personale negli States, decide di seguire la sua passione per lo sport e per il giornalismo. Giornalista iscritto all'albo, da quattro anni vice caporedattore di GiocoPulito.it, speaker radiofonico a Tele Radio Stereo e co-conduttore a TeleRoma 56.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

Campioni del mondo! Gli azzurri di Mancini riportano a casa…il titolo non ufficiale “Campioni del mondo! Grazie alla rete di Nicolò Barella gli azzurri...

Calcio

Calcio Moderno e Diritti Tv, Ciampi ci aveva avvertito sulla crisi del Pallone Il 16 settembre 2016 moriva l’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio...

Calcio

Coppa del Bicentenario: quando i SuperEroi del Team America sfidarono il Mondo Nell’estate del 1976, in territorio statunitense, il mondo del calcio diede vita...

Altri Sport

Gimondi contro Merckx, la rivincita dell’Eterno Secondo nell’Inferno del Montjuïc Il 16 agosto 2019 ci salutava Felice Gimondi, eroico ciclista italiano. Per ricordarlo vi...

Calcio

Erano i mondiali di calcio del 2002. La partita era Italia – Messico. Io ero in ospedale con mio padre. Lui odiava il calcio....

Calcio

Tributo a Francesco Rocca, il Kawasaki giallorosso Per ricordarsi di Francesco Rocca, escludendo gli appassionati incalliti e gli addetti ai lavori, bisogna avere qualche...

Storie di Sport

Andrea Gaudenzi, il cuore e la racchetta Per i 47 anni compiuti ieri Andrea Gaudenzi, vi raccontiamo quando il tennista italiano ci fece vivere...

Storie di Sport

Uruguay 1930, l’inizio di tutto (dove successe di tutto) Il 30 luglio 1930 terminava la prima edizione dei Mondiali di calcio della storia, con...

Basket

Mahmoud Abdul Rauf: il cecchino del Mississippi che ce l’aveva con gli Stati Uniti Le forti prese di posizione degli sportivi durante questi giorni...

Non solo sport

Facce da virus Pur avendo io un’idea tutta mia della situazione che stiamo vivendo ormai da oltre due mesi, mi sono accorto che, volente...

Altri Sport

Festa d’Europa: perché alle Olimpiadi non vedremo mai il Team Europe Il 9 Maggio si celebra la Festa d’Europa (Giorno Europeo) per ricordare il...

Web e Tecnologia

Habemus Tracking: l’assalto alla privacy di una (non) startup che ha vinto a tavolino La storia di quello che oggi viene sbandierato come un...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro