Vincerà Trump. Lo dice l’algoritmo che dal 1912 non sbaglia “quasi” mai

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Wake Up America, it’s time to vote. Oggi, martedì 8 Novembre, i cittadini a stelle e strisce sono chiamati ad eleggere il prossimo presidente degli Stati Uniti d’America e uomo, o forse donna, più potente del mondo. Se oltreoceano è tutto pronto per la diretta second by second, anche in Italia le grandi emittenti hanno preparato varie maratone sfidandosi su chi inizierà prima e su chi darà per primo l’annuncio. Il vizio di “Entertainmentizzare” tutto, tipico della cultura americana, ha colpito anche qui.

TRUMP E L’ALGORITMO:

 I numeri dicono Donald Trump. Non si parla di sondaggi, spesso di parte, che negli ultimi giorni davano a turno davani prima Trump e poi la Clinton, ma di un algoritmo, sviluppato da Helmuth Norpoth, professore di Scienze Politiche alla Stony Brook University, che ha predetto una percentuale schiacciante di vittoria, 97%, da parte del  tycoon qualora avesse battuto Ted Cruz, cosa poi accaduta, nella corsa alle primarie Repubblicane. Anche qualora Trump avesse perso le primarie e ceduto il passo a Ted Cruz, le chance d’insediamento da parte dei repubblicani sarebbero state comunque alte con ben il 61%.

 INFALLIBILITA’ ED IL CASO DEL 1960

Questo modello teorico,  messo in piedi da Norpoth, basandosi sulle performance dei candidati durante le primarie dei partiti d’appartenenza, a cui si uniscono ciclici indizi elettorali, è riuscito a prevedere in modo esatto tutte le elezioni presidenziali dal 1912 ad oggi ad eccezione di una, quella del 1960, che una larga parte di esperti americani considerano “Rigged – manipolata” in favore di J.F. Kennedy. J.F.K. battè Nixon nonostante quest’ultimo vinse in più stati rispetto a lui, 26 contro 22, ma per il meccanismo elettorale basato sui grandi elettori non gli bastò per conquistare la Casa Bianca.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE – TRUMP PIU’ POPOLARE DI OBAMA

Un sistema di intelligenza artificiale, che ha predetto in modo esatto le ultime tre elezioni presidenziali americane, ha confermato che sarà Trump a spuntarla nel testa a testa con Hillary Clinton. MogIA, questo il nome del sistema, sviluppato da Sanjiv Rai, fondatore della start-up indiana Genic.ai, ha preso in considerazione 20 milioni di dati dalle piattaforme pubbliche come Google, Facebook, Youtube, Twitter ecc, e ha creato la predizione.

Creato nel 2004, il sistema in questi 12 anni si è evoluto molto. Ha già predetto in modo esatto entrambi gli esiti delle primarie repubblicane e democratiche. Non solo, i dati presi in esame hanno rivelato che Trump ha superato, su internet, la popolarità che ebbe Barack Obama quando fu eletto presidente per la prima volta nel 2008.

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