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VICTORIA PENDLETON: DALLA MECCANICA DEL CICLISMO ALL’IMPREVEDIBILITÀ DELL’IPPICA

Un bel salto. Dal sellino alla sella. Dalla massima potenza che occorre esprimere sulla bici per vincere, alla capacità di saper guidare nel migliore dei modi il cavallo per portarlo a compiere la gara in modo eccellente. Da vera artefice delle sue imprese sulle due ruote, a guida del puledro a quattro zampe. Forse la pressione della competizione e il sentire tutto il peso sulle proprie spalle (nel bene e nel male) gli hanno fatto perdere l’amore per la fatica, quella che ti porta a dover allenarti per ore (in tutte le condizioni metereologiche) per poter competere. O resisti o prima o poi ti lasci andare.

Lei è Victoria Pendleton, 35 anni e da poco ha trovato una seconda vita agonistica. Sul sellino della bici ci sapeva fare: con la Gran Bretagna è diventata due volte campionessa olimpica (Pechino 2008 nello sprint e a Londra 2012 nel keirin) oltre a nove titoli mondiali. Da quando però è salita sul cavallo (non ci era mai salita) ha deciso di non scendere più. Si è appassionata sempre di più sino ad abbandonare il ciclismo e decidere di gareggiare sulle “quattro zampe”. Altre sensazioni, altre emozioni e altre gioie.

Al quotidiano Times ha dichiarato: “Mi sento felice come una ragazzina di 13 anni”. Ama il suo pony e nonostante alcune volte l’abbia fatta “volare” per terra, ha saputo rialzarsi e ripartire. Dopo aver appreso come funziona stare in groppa, ha cominciato a gareggiare e a vincere, anche lì. La determinazione che si è costruita negli anni del ciclismo non l’ha dimenticata e la trasferisce anche sul cavallo, più che mai.

Victoria Pendleton at The Britsh Racing School  Pic Dan Abraham / Racingfotos.com Britsh Racing School 25.6.15 THIS IMAGE IS SOURCED FROM AND MUST BE BYLINED "RACINGFOTOS.COM"

Nel Regno Unito è una degli sportivi più popolari ed è stata premiata dalla regina Elisabetta come membro dell’Ordine dell’Impero Britannico. Una volta abbandonato il ciclismo, ha pubblicato un’autobiografia, ha creato una marca di bici con il suo nome e ha partecipato ad un reality di ballo inglese. La “scoperta” del cavallo ha fatto nascere un nuovo amore: “Mi piace anche l’odore delle stalle e adoro l’imprevedibilità della corsa. Nel ciclismo è tutto calcolato, nell’ippica si è in due a determinare come finirà.

Riuscire a costruire un legame forte ed empatico con il proprio cavallo può rivelarsi l’arma segreta che porta al successo. La bici risponde ai comandi del corridore, giusti o sbagliati che siano senza ribellioni. Il cavallo sente e percepisce ogni dettaglio. Se corretto porta sintonia tra lui e il fantino, se errato il segnale subisce delle interferenze che offuscano il canale. Forse a Victoria al di là delle vittorie, mancava proprio questo, sentiva di dover colmare un vuoto. Dopo averlo scoperto come riempirlo, ha deciso di abbandonarsi a tutto ciò e a non smettere di nutrirsi di questa bellezza.

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