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Verso Tokyo2020: le strane seconde vite dei medagliati del passato

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Verso Tokyo2020: le strane seconde vite dei medagliati del passato

Gli schermidori britannici Bob Anderson e Steven Paul, e il pesista statunitense Harold Sakata pur essendo stati olimpionici ai Giochi estivi  in anni diversi e con risultati diversi hanno tra loro in comune una particolarità: l’aver partecipato alle riprese di almeno un film della saga dell’agente 007. Anche altri quattro atleti sono saliti su un set con James Bond, ma si tratta di protagonisti di edizioni invernali dei Giochi: tre sciatori alpini, i tedeschi Willy Bogner e Luggi Leitner e lo svizzero Bernhard Russi e un bobbista, Robert Zimmermann anche lui svizzero.

Harold Sakata hawaiano nato nel 1920 fu protagonista a Londra nel 1948, dove vinse una medaglia d’argento nei pesi massimi leggeri, sollevando un totale di 380 chili nelle tre prove previste allora dal regolamento della disciplina. Interpretò il ruolo del cattivo Oddjob in Operazione Goldfinger e divenne attore professionista: apparve anche in serie tv famose come Police Woman, conosciuta in Italia come Agente Speciale Pepper Anderson e Hawaii Five-O. Morì a Honolulu nel 1982.

Bob Anderson invece era uno spadista, rappresentò la Gran Bretagna alle Olimpiadi di Helsinki nel 1952, venendo eliminato al secondo turno nella prova individuale e terminando al quinto posto la prova a squadre. Ebbe una vita avventurosa, militare di carriera nei Royal Marines durante la Seconda Guerra Mondiale era a bordo della HMS Coventry quando fu affondata. Insegnante di scherma della Marina vinse titoli ai Giochi del Commonwealth e fu allenatore della nazionale britannica di scherma per una ventina d’anni dalla fine degli anni Cinquanta a quella degli anni Settanta. Istruttore di Errol Flynn durante le riprese di Il Maestro di Ballantrae nel 1952 fu controfigura in due film di James Bond, Dalla Russia con Amore e Die Another Day, e lavorò anche in diversi episodi della saga di Stars Wars. Fu lui a celarsi sotto la maschera di Darth Vader in occasione delle scene da combattimento con la sciabola di luce. Il suo nome non comparve nei titoli del film ma fu rivelato nel 1983 dopo che Marl Hamill insistette con George Lucas affinché la sua presenza nel film fosse resa nota. Nato nel 1922 morì novantenne nel 2012.

Steven Paul di presenze olimpiche, senza medaglie, ne ha tre, nel fioretto, nel 1980 a Mosca, nel 1984 a Los Angeles e nel 1992 a Barcellona. Suo padre, sua madre, uno zio e due cugini furono olimpionici. Tre volte campione britannico vinse anche cinque ori ai Giochi del Commonwealth. La sua presenza al cinema si limita all’aver fatto da controfigura a Pierce Brosnan e all’aver girato una pubblicità Mercedes. Nato a Londra il 28 settembre 1954 insegna scherma alla British Academy of Fencing.

Un solo atleta delle discipline estive ha invece scalato l’Everest. Si tratta di Steve Williams, medaglia d’oro nel Quattro di Coppia nel 2004 ad Atene e nel 2008 a Pechino, che arrivò in vetta nel 2011. Due invece ad esserci riusciti arrivando dai Giochi Invernali: il giapponese Gota Miura, freestyler ai Giochi del 1994 e 1998 e una donna, la nostra Manuela Di Centa, entrambi sono arrivati in vetta nel 2003.

In due invece, Mike Carter e Bob Hayes, dopo aver partecipato ai Giochi hanno vinto il Superbowl, sono ovviamente  statunitensi e provengono dall’atletica leggera.  Carter era stato argento nel Getto del Peso a Los Angeles e di Superbowl ne ha vinti tre: 1985, 1989 e 1990. Hayes invece ha al collo le medaglie d’oro dei cento metri e della 4X100 di Tokyo ’64 e il Superbowl lo ha vinto nel 1972. Un terzo atleta. Nate Ebner, ci è riuscito, ma prima ha vinto il Superbowl, nel 2015, poi, l’anno successivo ha fatto parte della nazionale americana che a Rio ha giocato il torneo di Rugby Seven.

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A cura di

Francesco Beltrami nasce 55 anni fa a Laveno sulle sponde del Lago Maggiore per trasferirsi nel 2007 a Gozzano su quelle del Cusio. Giornalista, senza tessera perché allergico a ogni schema e inquadramento, festeggerà nel 2020 i trent'anni dal suo primo articolo. Oltre a raccontare lo sport è stato anche atleta, scarsissimo, in diverse discipline e dirigente in molte società. È anche, forse sopratutto, uno storico dello sport, autore di diversi libri che autoproduce completamente. Ha intenzione di fondare un premio giornalistico per autoassegnarselo visto che vuol vincerne uno e nessuno glielo da.

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