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Ventura, le convocazioni e l’Italia nazional popolare

La pausa della Serie A sposta l’attenzione sulla Nazionale di calcio in vista del doppio incontro con Liechtenstein e Germania. Sotto la luce dei riflettori le convocazioni di Giampiero Ventura. L’ex tecnico del Torino per i due prossimi match ha stilato la lista di coloro che parteciperanno al ritiro azzurro, facendo chiamate a sorpresa che non possono che far riflettere.

Partendo dal reparto difensivo, dove tra i convocati vediamo Antonelli, Rugani e Darmian. Buoni, se non buonissimi giocatori, ma che nell’ultimo periodo hanno faticato ad imporsi nella propria squadra di club, vuoi per esigenze di gerarchia, vuoi per infortunio. Proprio il milanista è da poco rientrato dopo un problema al polpaccio e non vede il campo da parecchie domeniche. Stesso discorso per lo juventino che, avendo davanti a lui giocatori del calibro di Benatia e l’invincibile BBC, non riesce a guadagnarsi un posto stabile tra i titolari. Infine l’ex Toro ora in forza al Manchester United non è quello che si può definire un “pupillo” di Mourinho. Malgrado gli antefatti di cui sopra, Ventura decide comunque di chiamarli, preferendoli a calciatori cardine del campionato come Acerbi, pilastro del Sassuolo, che nelle idee del Mister viene dopo nelle preferenze di Izzo del Genoa, chiamato a sostituire l’infortunato Barzagli. A centrocampo scelte obbligate, con l’inserimento del giovane Gagliardini in grande spolvero con l’Atalanta, dopo il forfait di Marchisio che ha ricominciato da poco a rigiocare e ovviamente soffre del ritorno all’attività agonistica vera e propria.

Ma le scelte più discutibili avvengono in attacco dove il tecnico genovese decide di chiamare giocatori assolutamente part time lasciando a casa titolari inamovibili. I casi che stanno facendo più scalpore sono quelli relativi a Mario Balotelli e Sebastian Giovinco. I due, per motivi differenti, non rientrano ancora nei piani dell’allenatore che per giustificare le sue decisioni usa un leitmotiv già tante volte ascoltato negli anni passati. Per l’ex Juventus, la militanza in un campionato come quello americano considerato poco allenante, per SuperMario una fiducia da ricostruire con l’ambiente azzurro. Al loro posto Simone Zaza, Eder e Gianluca Lapadula. Non volendo metterci a fare gli allenatori da bar, e rispettando le scelte di un tecnico navigato come Ventura, è rilevabile, però, un percorso mentale contorto e contraddittorio nello scegliere i propri giocatori. Se vogliamo dare per buona la dichiarazione per cui due mesi sono pochi per riconquistare la nazionale, riferito a Balotelli, allora sarebbe interessante capire il perchè della convocazione dell’ottimo Gagliardini, anche lui salito agli onori non prima dell’inizio del campionato, quindi anche qui due mesi, o addirittura quella di Lapadula, il bomber di Serie B che, però, non è mai stato una prima scelta di Montella che anzi l’ha spedito in panchina la maggior parte delle volte. O ancora quella del contestatissimo Simone Zaza che a Londra sponda West Ham sta vivendo con la valigia pronta speranzoso di una chiamata da parte di qualche club dello Stivale. Anche lo stesso Eder, ormai punto fisso in nazionale, con l’Inter sta trovando parecchie difficoltà ad imporsi.

Con Giovinco, invece, Ventura se l’è cavata con le stesse motivazioni utilizzate da Conte all’epoca, per le quali finì nel mirino della stampa a stelle e strisce per l’uscita poco elegante in merito al livello del calcio statunitense, lo stesso calcio che agli ultimi mondiali ha raggiunto gli ottavi di finale in un percorso sicuramente migliore di quello nostro e all’ultima Copa America si è classificato quarto.  Si potrà dire che viste le partite in calendario poco significative contro Liechtenstein per le qualificazioni mondiali e l’amichevole contro la Germania, il mister voglia sperimentare nuove soluzioni o tattiche vedi anche le convocazioni di giovani come Politano e Cataldi, ma, anche qui, che senso ha non chiamare un giocatore che va avanti a triplette e l’altro, che si è sì meritato tutta la sfiducia di questo mondo, ma da settembre ad oggi è il leader a suon di assist e goal della squadra prima in classifica in Francia con il Nizza? Se esiste davvero l’intenzione di recuperare questi due calciatori, tra i più dotati per quel che riguarda il talento puro tra gli italiani, perchè non chiamarli anche solo per fargli respirare di nuovo l’aria della nazionale e del gruppo azzurro?

Discorso a parte merita il cattivo di turno Graziano Pellè che, incredibilmente, prende le sembianze di un mostro mitologico metà Giovinco metà Balotelli. Da una parte il campionato cinese e il suo basso livello e dall’altro la scandalosissima, si fa per dire, mancata stretta di mano in occasione della sostituzione di qualche settimana fa che ha fatto scattare il codice etico e messo in punizione, a tempo indeterminato a questo punto, l’attaccante salentino, l’unico che stava segnando con la maglia azzurra. Codice improprio che poco a che fare con le questioni di campo e questo Ventura lo sa sicuramente.

L’Italia sta cercando di ricostruirsi e ritrovare lo splendore del tempo che fu. Impresa difficile vista il materiale con cui lavorare non di primissimo piano. Ma se poi quelli “buoni” li lasci a casa, quelli che fanno prestazioni ottime idem, che senso ha dare la colpa al movimento? Oppure, se non è l’impegno e la performance a farti guadagnare la maglia azzurra, cosa altro serve?

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