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Una poltrona per due: Milic-Olivera e i dubbi di Sousa per la fascia mancina

“Marcos se ne è andato e non ritorna più”  canterebbe, giusto con un “esse” in più nel nome, Laura Pausini in uno dei suoi singoli di maggior successo. Ad intonare questa melodia è stato anche l’allenatore della Fiorentina Paulo Sousa nella calda estate di quest’anno, quando la società ha preso l’ardua decisione di cedere l’esterno sinistro Marcos Alonso; uno dei punti di riferimento del mister viola.

Lo spagnolo è emigrato in terra londinese, sponda Chelsea alla corte di Antonio Conte; è ora l’ex CT della Nazionale Italiana si crogiola nei cross e nelle falcate mancine del giocatore e ringrazia il caro amico ai tempi della Juventus Paulo.

La Fiorentina ha quindi dovuto far fronte ad una pesante perdita ed ha cercato di limitare i danni intervenendo sul mercato, regalando al proprio allenatore due elementi: Hrvoje Milic e Maxi Olivera.

Il primo, croato classe ’89 ex Rostov, ha nell’immediato raccolto le preferenze di Sousa che ne ha sin da subito apprezzate le doti e schierato titolare in campionato. Dal canto suo, però, il giocatore ha sempre dato un contributo più di sostanza che di qualità, sfornando un solo assist in stagione.

Olivera, invece, tralasciando i primi 27 minuti della gara con il Genoa poi sospesa aveva sempre avuto il piacere di esprimesti solo in Europa League; prima delle ultime due uscite contro Sassuolo e Lazio, dove è riuscito ad avere la meglio su Milic  e a scendere in campo da titolare. Negli ultimi due turni di Serie A, infatti, Sousa ha sovvertito le gerarchie sulla fascia mancina rilegando il croato in panchina e dando fiducia all’uruguaiano; più indisciplinato tatticamente, ma dal piede più educato e dalla più spiccata propensione offensiva.

Questa stessa situazione di perenne ballottaggio tra i due esterni lascia intendere come l’addio di Marcos Alonso abbia pesato sull’economia del gioco della Viola e su come l’allenatore non abbia ancora le idee chiare su come sopperire al meglio la sua partenza. Un calciatore come lo spagnolo, che sta dimostrando tutto il suo valore anche in Premier League, è difficilmente sostituibile soprattutto se si interviene sul mercato senza il benestare dell’allenatore; come accaduto per l’acquisto di Olivera, tesserato dalla Fiorentina senza aver consultato Sousa. Che la finestra di trattative invernali venga in aiuto del mister portoghese per sistemare tatticamente la squadra e risalire la china in campionato?

Redazione
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