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E’ un atto responsabile far innamorare proprio figlio della Roma?

E’ un atto responsabile far innamorare proprio figlio della Roma?

di Giacomo Padellaro

Ieri per la prima volta ho assistito ad una partita della Roma con mio figlio Tommaso. Sia chiaro, a 5 mesi “assistere” è una parola grossa. Diciamo che stanziava sul divano al mio fianco osservando curioso e composto reazioni che i suoi occhi innocenti mai avevano assaggiato. Un fiume di sbalzi d’umore degni del miglior Fantozzi sotto la doccia. La rassegnazione di chi “già sa” prima dell’inizio della partita, gli occhi orgogliosi durante l’inno, la postura rigida al fischio di inizio, come se a 36 anni non sapessi ancora che i piccoli gesti scaramantici sono diversivi a cui può credere forse un tifoso del Real Madrid non certo della Roma.

L’esultanza moderata al gol di Abraham spaventa mio figlio Tommaso che dopo qualche istante in cui sembra voler scoppiare a piangere riprende composto ad osservare incuriosito un giovane uomo, suo padre, che invecchia minuto dopo minuto. Un pugno di stizza sul divano fa ridere mio figlio. Farebbe ridere anche me se Dybala non mi avesse appena fatto ripiombare in una sensazione mista tra rabbia e consapevolezza. Fine primo tempo. Cerco di tornare un genitore normale per 15 minuti. Fingo di essere sereno agli occhi della madre che si affaccia ripetutamente in salone per vedere se il marito è capace di gestire contemporaneamente un neonato e un Roma-Juventus.

Inizia il secondo tempo, caro Tommaso, ora bisogna stare concentrati, basta con questa superficialità. Due a uno. Tre a uno per noi. Il vento è cambiato, Tommy caro, la Roma che i tuoi avi hanno conosciuto sta cambiando pelle, il nostro Josè la sta rendendo grande e la Juve che gli stessi avi ci hanno insegnato ad odiare sembra una squadra persa e al tappeto. Quasi non più degna di così tanto odio. Sei fortunato ad essere nato nel 2021 e non nei precedenti 92 anni. In casa si respira un clima di improvvisa serenità, ottimismo e fiducia. Rimane sempre quel pizzico di insensato pessimismo che neanche il miglior analista al mondo può eliminare dal subconscio del 100% dei tifosi romanisti. “Maddai sono solo paranoie, questa partita è vinta”.

Caro Tommaso, vorrei dimenticassi ciò che è successo da questo momento in poi. Quello che hai visto è solo una piccola parte del fantastico carattere di tuo padre. Non capiterà più. Giusto 90 minuti a settimana più o meno 2 volte al mese per tutta la vita.

La partita è finita e per Tommy è ora di andare a dormire. Non sembra aver capito la gravità della situazione psicofisica del padre. Gli occhi di Tommaso non sembrano far trasparire nulla di diverso dalle altre sere in cui si addormenta tra le carezze dei genitori. Menomale.

Ora sono solo, non ho il coraggio di accendere la tv per sentire giornalisti e pseudo esperti di calcio analizzare e spiegare qualcosa che non ha alcuna logica. Questa volta non ho voglia di sentire neanche l’intervista di Mourinho. Qualsiasi cosa possa dire non riuscirei a reputarla credibile e non migliorerebbe il mio stato d’animo. Non ho fame, non ho sonno, sono nauseato e stanco di dover sopportare dalla Roma questo tipo di trattamento. La Lazio perde ma a differenza loro sono persino stanco di accontentarmi delle disgrazie altrui.

Ormai sono le due di notte. Mi metto nel letto, domani si lavora, ma una serie di domande mi assale e mi leva anche quella sensazione di autodifesa che il sonno ti garantisce:

Un buon padre dovrebbe evitare che il proprio figlio sia condannato a questa perpetua sofferenza?

E’ giusto trasmettere a chi ami di più al mondo un amore che è in grado di darti così tanta indifferenza, sofferenza e che tradisce così spesso i tuoi sentimenti?

E, infine, è giusto che mio figlio debba vivere con paura e preventivo pessimismo tutte le domeniche della sua vita?

No, non è giusto, caro Tommaso. E’profondamente sbagliato. Dovrei difenderti da tutto questo. Dovrei farti appassionare al ciclismo e rendere le tue domeniche un momento di gioia e spensieratezza a contatto con la natura. Lei non ti tradirà mai.  

Buonanotte.

Caro Tommy, stamattina mi sono svegliato e il senso di dolore è addirittura peggiore rispetto a quello di eri.  Ma la notte ha attenuato la rabbia e non vedo l’ora di vederti dentro quello stadio sulle mie spalle a soffrire e cantare orgogliosamente il nostro inno. Solo allora capirai cosa significa amare incondizionatamente qualcosa che continuerà a voltarti le spalle ogni volta che il tuo cuore sarà aperto e gonfio di emozioni. L’importante è che tu sia sempre pronto al peggio e promettimi che non penserai mai che ciò che la Roma ti ha proposto sia la cosa  più dolorosa che potevi immaginare perché è proprio in quel momento che ne arriverà una peggiore.

Lì diventerai uomo e nulla ti farà più paura. Sarai Romanista e sarà la sensazione più bella del mondo perché capirai veramente cos’è l’amore.

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