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Un anno senza stipendi e condizioni di lavoro ‘aberranti’. E in Gabon il campionato non inizia

L’inizio del massimo campionato di calcio nella nazione del Gabon è stato posticipato al 19 novembre ma la minaccia di uno sciopero da parte degli atleti è sempre dietro l’angolo. Il motivo? Molto semplice, da circa 12 mesi i calciatori non ricevono stipendi.

A gennaio prossimo, peraltro, il Gabon ospiterà la trentunesima edizione della Coppa d’Africa; non si tratta certo di un biglietto da visita promettente in vista della più importante manifestazione calcistica esistente nel ‘continente nero’.

Il nostro obiettivo ormai è chiaro: far arrivare a chi di dovere il coro di protesta che si leva dai calciatori. Per questo non avremo problemi a scioperare se le condizioni non miglioreranno“, queste le parole Remy Ebanega, colui che è a capo dell’ANFPG, l’associazione calciatori del Gabon.

Nel paese africano, la nuova stagione avrebbe dovuto vedere la luce il 5 novembre scorso ma tutto è saltato per le condizioni di lavoro, definite ‘aberranti’, in cui sono costretti a stare i calciatori.

Ebanega ha poi spiegato che nei giorni scorsi gli atleti hanno subito minacce anonime (pervenute sui telefoni cellulari di molti giocatori e dello stesso Ebanega) in riferimento alla protesta che stanno portando avanti. “Nessun problema. Noi non ci fermeremo“, il grido dell’unica figura che sta cercando di difendere i diritti dei calciatori in Gabon.

Sono sostanzialmente quattro le richieste portate avanti dall’ANFPG per tornare sui propri passi ed evitare il rischio di un clamoroso sciopero.

Oltre alla volontà di avere ciò che spetta agli atleti, ovvero gli stipendi arretrati, l’associazione dei calciatori vuole: l’introduzione di un contratto standard per i calciatori, un volo charter che permetta alle squadre di spostarsi durante le proprie trasferte e l’introduzione di una camera centrale per eventuali contenziosi tra calciatori e società.

La scorsa settimana, spinti dalla disperazione di non vedere soldi da oltre un anno, alcuni calciatori dell’Akanda FC hanno protestato davanti all’abitazione del proprio presidente. La risposta? “Avete fatto una violazione di domicilio“. Oltre il danno, pure la beffa.

Venerdì scorso, alla fine, i calciatori Erwim Nguema, Rodrigue Moundounga e Vladimir Aworet sono stati costretti a presentarsi davanti ad una corte a Libreville, che li ha sostanzialmente ‘avvertiti’ di non effettuare più protese del genere in futuro, pena dei provvedimenti disciplinari pesanti.

Diversi calciatori si sono recati davanti al tribunale per mostrare il loro supporto ai colleghi coinvolti nella vicenda.

Eppure i dati affermano che il Gabon, essendo una nazione ricca di petrolio, detiene uno dei PIL pro capite più alti nell’intero continente africano. Una situazione paradossale.

Dal punto di vista calcistico, poi, per il Gabon piove sul bagnato. I padroni di casa nella Coppa d’Africa che vedrà la luce tra due mesi, infatti, si ritrovano oggi senza un vero capo allenatore, visto che Jorge Costa è stato sollevato dal proprio incarico soltanto pochi giorni fa e Jose Antonio Garrido può considerarsi soltanto un traghettatore.

Redazione
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