Raccontiamo lo sport dal 2015 - Direttore Antonio Padellaro
Luglio 30, 2026

A Gubbio il nuoto che guarda oltre la vasca: il TVN Camp tra tecnica, storia olimpica e psicologia dello sport

Gubbio, la città dei ceri e delle pietre medievali, si prepara a diventare per una settimana il crocevia di un’esperienza che va ben oltre l’allenamento sportivo. Dal 23 agosto al 5 settembre, il territorio ospiterà la nuova edizione del TVN Camp, un progetto nato quindici anni fa che, con il tempo, si è trasformato in una delle realtà natatorie più strutturate del panorama italiano.

Non si tratta del solito ritiro estivo per giovani atleti. Il camp ideato da Simone Palombi, allenatore con oltre vent’anni di carriera alle spalle e un curriculum che include la formazione di nuotatori arrivati fino ai Giochi Olimpici di Tokyo, punta a qualcosa di più ambizioso: fondere in un’unica settimana tecnica, esperienza diretta dei protagonisti del nuoto internazionale e, aspetto meno scontato, un affondo serio sulla dimensione psicologica dello sport.

Un parterre che parla di medaglie olimpiche

Tra gli ospiti attesi ci sono nomi che raccontano da soli la credibilità dell’iniziativa. Marco Pedoja, il tecnico che ha portato Nicolò Martinenghi sul gradino più alto del podio olimpico, e Cesare Casella, insignito del titolo di miglior allenatore dell’anno nel 2025, condivideranno con i partecipanti non solo esercitazioni tecniche ma il bagaglio di chi vive quotidianamente ai vertici della disciplina. 

È questa la filosofia dichiarata del progetto, che ha l’intento di portare dentro la stessa struttura chi il nuoto lo insegna e chi lo ha vissuto da protagonista assoluto, in modo che l’esperienza si trasferisca tanto agli atleti quanto agli allenatori che scelgono il camp come momento di formazione personale.

Il programma della settimana è scandito da sessioni mattutine dedicate alla preparazione a secco e al rinforzo della core stability, masterclass tematiche su ciascuno dei quattro stili — libero, rana, delfino e dorso — e un lavoro specifico su partenze, virate e fase subacquea, quella che gli addetti ai lavori chiamano ironicamente il “quinto stile”. Non manca la parte più fisica della giornata, con sessioni pomeridiane e momenti di svago serale, in un equilibrio tra disciplina e vita di gruppo che sembra pensato per non far perdere di vista la natura ancora giovanile di molti dei partecipanti.

Lo spazio alla psicologia dello sport

L’elemento che più distingue questa edizione dalle precedenti, però, arriva di venerdì, quando il camp lascia per due ore la vasca e si sposta su un terreno meno consueto per un evento sportivo giovanile, vale a dire quello della salute mentale nello sport

Ospite della tavola rotonda sarà Bruce Lawrie, per anni collaboratore del team England di nuoto e oggi affermato specialista in psicologia delle prestazioni, con un dottorato di ricerca alle spalle e un’affiliazione alla British Psychological Society. Nel suo percorso professionale, Lawrie ha lavorato anche con vittime di traumi, compresi veterani, e attualmente segue tra gli altri l’australiana Lani Pallister, bronzo iridato negli 800 stile libero ai Mondiali di Singapore.

Il tema scelto per l’incontro, tradotto simultaneamente per permettere la partecipazione anche dei genitori, è tutt’altro che marginale nel dibattito sportivo contemporaneo: il rapporto tra atleta e allenatore, letto attraverso una lente psicologica, e il ruolo — spesso delicato, talvolta ingombrante — che i genitori giocano nella crescita di un giovane sportivo. 

Un tema che negli ultimi anni ha guadagnato centralità in tutte le discipline, complice una maggiore consapevolezza dei rischi di burnout e pressione precoce a cui sono esposti gli atleti in età evolutiva, e la scelta di dedicargli uno spazio strutturato, aperto anche alle famiglie, segnala un’attenzione che va oltre la pura prestazione cronometrica.

Un modello di coaching dichiaratamente “positivo”

Dietro l’organizzazione tecnica del camp emerge anche una filosofia pedagogica esplicita, che l’organizzazione definisce di “coaching positivo”. Lo scopo è di valorizzare ogni progresso per quanto piccolo, dedicare tempo paritario a ogni nuotatore in corsia e fornire un feedback costruttivo indipendentemente dal livello di partenza. Sono principi non nuovi nella letteratura sportiva internazionale, ma che raramente vengono dichiarati con questa esplicitezza in un contesto di alta prestazione, dove la tentazione di privilegiare i profili più promettenti è spesso forte.

La cornice scelta, non a caso, è quella di Gubbio. Un contesto che l’organizzazione descrive come funzionale a un condizionamento che non sia solo fisico e tecnico, ma anche mentale, complice il paesaggio umbro e il ritmo diverso che una città d’arte, lontana dal caos delle metropoli, può imprimere a una settimana di lavoro intenso.

Un settore in crescita silenziosa

Il TVN Camp si inserisce in un fenomeno più ampio che negli ultimi anni ha interessato il nuoto giovanile italiano: la proliferazione di camp estivi che uniscono perfezionamento tecnico ed esperienze extra-sportive, in un settore che vale sempre di più anche dal punto di vista economico e formativo. 

Il camp di Gubbio, con il suo programma che intreccia alto livello agonistico e attenzione al benessere psicologico dei più giovani, rappresenta un caso di studio interessante per capire come lo sport giovanile italiano stia provando, non senza difficoltà, a ripensare il proprio rapporto con la pressione agonistica e le aspettative — spesso proiettate dagli adulti — su chi ancora deve completare la propria crescita, sportiva e personale.

Redazione

GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.