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A tu per tu con Marco Di Paola, presidente della Federazione Italiana Sport Equestri

A tu per tu con Marco Di Paola, presidente della Federazione Italiana Sport Equestri

In questo difficile e complesso momento che stiamo vivendo il mondo dello sport si sta preparando con mille dubbi e mille incertezze all’appuntamento per eccellenza, le Olimpiadi di Tokyo. A meno di tre mesi dalla cerimonia inaugurale una nube fitta di paure avvolge il Giappone alle prese con una vaccinazione lentissima e l’ennesimo lockdown, problemi non secondari per il C.I.O. impegnato in una corsa contro il tempo tra protocolli di sicurezza, e relative limitazioni, per garantirne il regolare svolgimento. Le Federazioni azzurre sono all’opera per sostenere tutti i loro atleti coinvolti nelle varie kermesse preolimpiche, un supporto fondamentale e prezioso in questa fase cruciale della stagione che la FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) porta avanti grazie alle solide redini del suo presidente, Marco Di Paola. Eletto in prima istanza nel 2017 il cinquantaduenne avvocato e imprenditore romano è stato rieletto lo scorso settembre per un secondo quadriennio con più del 95% dei voti degli aventi diritto, sintomo evidente di una fiducia totale verso il suo operato proiettato su più direttrici, con tante nuove sfide da affrontare in questa situazione non facile che anche il settore degli sport equestri sta vivendo. Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo per discutere gli scenari attuali e futuri legati al meraviglioso universo che ruota intorno alla figura del cavallo, amico instancabile e prezioso dell’essere umano.

Presidente buongiorno. Partiamo dalla stretta attualità, è stato un anno difficile per tutto il mondo dello sport, come avete gestito l’emergenza pandemica e quante e quali attività hanno sofferto di più questa fase? Il professionismo è comunque stato garantito dai protocolli di sicurezza?

Nessuno era pronto a fronteggiare una pandemia come quella che abbiamo vissuto e che speriamo di lasciarci presto alle spalle. È stato molto difficile per tutta l’umanità. Premesso questo, il mondo degli sport equestri e la nostra Federazione hanno reagito subito. Abbiamo pensato che dovevamo trovare subito delle soluzioni per arginare un possibile default dei nostri centri ippici, che avendo come il cavallo come compagno di lavoro e non certamente un qualsiasi attrezzo che puoi riporre nell’armadietto, nei primi mesi di lockdown hanno subito il danno e la beffa. Per assurdo sono dovuti rimanere chiusi, ma naturalmente hanno dovuto garantire la salute dei cavalli, che mangiano tutti i giorni e devono muoversi per il loro benessere psicofisico. Questo ha prodotto continue uscite ordinarie, senza avere un introito come la possibilità di far andare avanti la scuola. La Federazione ha cercato di contribuire, ma è grazie alla forza e al sacrificio dei presidenti dei circoli e di tutti gli istruttori che siamo usciti da questa iniziale difficoltà. Abbiamo la fortuna di praticare uno sport all’aria aperta che prevede il distanziamento solo per le caratteristiche delle attività che svolgiamo, vedasi la distanza necessaria tra i cavalli. Siamo uno sport a basso rischio. Questo ha consentito di portare avanti le attività di scuola e le attività agonistiche grazie a degli stretti protocolli che la Federazione ha studiato in ottemperanza alla normativa vigente.

Le Olimpiadi si dovrebbero comunque svolgere, è un bene e un segnale importante che il mondo dello sport deve dare, nonostante l’assenza del grande pubblico e del relativo circo mediatico?

Credo assolutamente di sì. Le olimpiadi sono il coronamento del sogno di ogni sportivo. È il bilancio del lavoro, del sacrificio e della preparazione di un intero quadriennio. Credo che con le dovute attenzioni e con un severo protocollo le Olimpiadi si debbano svolgere anche in assenza del pubblico. I mezzi di comunicazione che abbiamo a disposizione faranno il resto.”.

E’ stato rieletto per il quadriennio 2021/2024, quali sono i punti sui quali inciderà il suo secondo mandato?

Continueremo sulla strada tracciata già dal 2017 per dare un nuovo volto alla nostra Federazione. I frutti li stiamo già raccogliendo con costante incremento dei tesserati. Nel 2020 siamo cresciuti del 9% rispetto al 2019, anno maledetto.  Una FISE che si avvicini sempre di più alle esigenze dei tesserati, una istituzione sportiva che comunichi a tutti la bellezza del rapporto uomo cavallo, che si perde nei secoli e che è possibile ritrovare al centro ippico vicino casa. Il mio obiettivo è quello di valorizzare sempre più il territorio, perché è grazie ai Comitati regionali e alle loro attività che riusciamo ad arrivare alla base. Lavoreremo sulle Scuole federali e sulla Formazione, per ottenere quel salto di qualità necessario per accrescere le competenze già acquisite dai nostri tecnici e dai nostri istruttori, in un quadriennio in cui la formazione è stata al centro del lavoro del Consiglio federale. E poi ci avvicineremo ancora di più ai nostri tesserati proponendo servizi attraverso un incremento della digitalizzazione. Lavoreremo alla crescita dei nostri eventi, continuando a proseguire nella strada tracciata nel 2017 con una nuova Piazza di Siena e percorsa insieme a Coni, Sport e Salute, Roma Capitale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Lo sguardo va poi ai Mondiali dei Pratoni del Vivaro del 2022. Proprio in questi giorni il Comune di Rocca di Papa ci ha riaffidato l’impianto. In questo posto magico, invidiato da tutto il mondo dell’equitazione, lavoreremo con la stessa passione, lo stesso impegno che abbiamo profuso per Piazza di Siena.

La competitività del nostro sistema a livello olimpico, abbiamo frecce al nostro arco e in quali specialità? o siamo indietro rispetto ad altre nazioni che hanno investito di più? 

Il nostro sport è in continua crescita. Abbiamo a Tokyo una squadra nella disciplina del Completo, che può certamente far bene. Abbiamo anche un binomio a titolo individuale nel Salto Ostacoli. Sono tutti atleti agguerriti e pronti a dare il massimo. Purtroppo abbiamo tante variabili e una non indifferente che sono due atleti con il cavallo. Sono certo che ai Giochi del 2024 se continuiamo a lavorare in questo modo potremo ambire a portare squadre nelle tre discipline olimpiche. Un pensiero voglio rivolgerlo anche al paradressage azzurro che sarà a Tokyo per le Paralimpiadi con un team di ragazzi appassionati e pieni di grinta. Sono certo che anche loro, come hanno fatto in passato, sapranno regalarci grandi soddisfazioni.

Il movimento di base e di reclutamento. Sono aumentati i tesserati in quest’ultimi anni? Sfatiamo questo mito che il mondo del cavallo sia un’esclusiva dei ceti ricchi?

Proprio alla fine di marzo 2021 di quest’anno abbiamo registrato un +66% nel nostro tesseramento rispetto allo stesso trimestre del 2020 e al 2019. Questo vuol dire che il cavallo piace e attira nuove leve. Gli sport equestri sono un’attività che si svolge in sicurezza e all’aria aperta. Forse questa pandemia ci ha insegnato anche a cercare la libertà e godere delle bellezze della nostra terra ad altezza di sella, glielo posso assicurare, ha un sapore diverso. Credo che il mito sul mondo del cavallo sia già sfatato da tempo. Una lezione di sport equestri non costa più di una lezione di tennis e grazie a particolari accordi con i centri ippici è possibile anche iniziare l’attività agonistica a costi assolutamente contenuti. La condivisione del cavallo o del pony consente di diminuire molto i costi per gli utenti.

L’importanza della Formazione e come state agendo in questa direzione. Il cavallo ha tantissime prerogative e funzioni, penso per esempio all’Ippoterapia, bisogna ampliare e migliorare l’offerta formativa? In che direzione state agendo?

E’ diventata la priorità. E’ vero che i fini statutari sono volti al raggiungimento di primati sportivi, però la funzione sociale dello sport ha preso il sopravvento. Lo sport è un momento formativo per le nuove generazioni che lo frequentano in massa. Noi abbiamo la responsabilità di formare istruttori di sport e maestri di vita. Come ho accennato prima, abbiamo investito e stiamo investendo tantissimo in questo settore, perché crediamo che solo così riusciremo a fare il salto di qualità. Il cavallo è per noi un atleta, al pari dell’uomo, sa essere un semplice compagno e in alcuni casi è un grandissimo terapeuta. Come Federazione ci occupiamo di sport integrati con diversi progetti che riguardano le discipline del parareining, il paradriving e naturalmente il paradressage. Il cavallo ha questa grande peculiarità di riuscire a contribuire alle cure delle persone meno fortunate. Noi stiamo lavorando in questa direzione. Il nostro sogno è che questo tipo di terapia possa essere finalmente e definitivamente riconosciuta a tutti gli effetti.

La Commissione AntiMolestie che avete istituto ed entrare nell’Osservatorio Nazionale AntiMolestie che oggi partecipa ai tavoli tecnici della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento dello Sport e Pari Opportunità. Una battaglia di genere e un’iniziativa lodevole. Come è nata e con quali finalità? Obiettivi raggiunti?

Per noi, in qualità di federazione sportiva, quella di costituire una Commissione Anti-Molestie è stata una necessità etico-sociale e una risposta importante da dare al mondo dello sport e a chi lo vive. Siamo stati la prima federazione sportiva che ha voluto con la sua costituzione entrare all’interno dell’Osservatorio Nazionale AntiMolestie, presieduto dalla giornalista del Tg1 Patrizia Angelini, che oggi si fregia l’onore ma anche e soprattutto l’impegno di fare da capofila a tutte quelle federazioni sportive che vogliono mettere al centro dello sport quei valori determinanti che lo rendono “pulito”, partecipando ai due principali tavoli istituiti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il nostro sport rappresenta un’antica tradizione e la finalità del progetto, come sottolineato anche dal Procuratore Generale del Coni, Dott. Ugo Taucer,  per la Federazione che io rappresento, è quello di  guardare non solo agli allori sportivi ma anche al futuro, con iniziative concrete volte non solo a recepire le linee di indirizzo del CIO in tema di Safeguarding policy ma anche a rispondere alla sempre più diffusa sensibilità sociale sui temi del rispetto di genere e della prevenzione della sopraffazione, che sono alla base dei valori fondanti dello sport ad ogni livello. Gli obiettivi oggi sono quelli di farne parlare, di portare alla luce tutte quelle attività di prevenzione e lo facciamo attraverso un’adeguata formazione degli Istruttori e tramite il nostro Codice Etico, perché atleti, istruttori e famiglie possano dialogare insieme costruendo ogni giorno un tassello per far crescere in modo sano i propri figli ed il mondo dello sport.

Quali sono i valori fondanti degli Sport Equestri? Competitività esasperata e ricerca ossessiva delle performance non sembrano alla base del vostro movimento. O sbaglio?

È proprio il rapporto con il cavallo che fa la differenza nel nostro sport. Chi comincia lo fa iniziando a conoscerlo, interagendo con lui, comprendendo che si ha a che fare con un altro essere vivente. Credo sia questo il valore più importante che nei giovani riesce a far capire il vero senso del rispetto nei confronti degli altri.

A fine pandemia, speriamo presto, riusciremo a riprenderci la nostra vita e le nostre abitudini. Un motivo in più per invogliare la gente ad uscire e fare sport. Ci dia Tre buoni motivi per invogliare i ragazzi più giovani ad approcciare gli Sport Equestri, e magari ad allentare l’uso dei social e smartphone? 

Del primo ne abbiamo appena parlato, la magia del rapporto con un altro essere vivente. Certamente la possibilità di praticare uno sport all’aria aperta e a contatto con la natura, l’ultimo, ma forse il più importante: gli sport equestri sono una palestra di vita, grazie ai quali è possibile, imparare, crescere e conoscere il senso di responsabilità.

 

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