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A tu per tu con Giacomo Tedesco

A tu per tu con Giacomo Tedesco

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Giacomo Tedesco, ex calciatore e attuale allenatore di tecnica individuale. Giacomo, di ruolo centrocampista, in carriera ha vestito le maglie di Palermo, Reggina, Salernitana, Napoli, Bologna, Cosenza e Trapani. È stato protagonista della promozione in A con la Salernitana nella stagione 1997-98 e della salvezza miracolosa con la Reggina sempre in Serie A nel 2006-07 con una penalizzazione di ben 11 punti dopo la sentenza di Calciopoli. Ecco cosa ci ha raccontato.

Quando hai iniziato a giocare a calcio?

Ho iniziato a giocare a calcio per divertimento all’età di 5-6 anni. Stavo sempre dentro il campo a giocare e ne risentiva un po’ lo studio (ride ndr). Poi all’età di 14 anni approdai nelle giovanili del Palermo e da lì iniziò la mia esperienza che mi ha portato a realizzare il mio sogno.

Hai giocato tante partite tra i professionisti, chi è stato il calciatore più forte che hai incontrato nella tua lunga carriera?

Sono tanti i calciatori forti che ho incontrato quali Ronaldo il Fenomeno, Del Piero, Ibrahimovic, Zanetti, Totti. Sicuramente il più forte che ho incontrato è stato Zidane. Era elegante e danzava sul pallone.

Nel 2006-07 la Reggina in Serie A dopo Calciopoli partì con 15 punti di penalizzazione poi successivamente ridotti a 11 e ottenne una salvezza storica. Che ricordi hai di quella impresa?

Ricordo che dopo la sentenza c’era un fuggi fuggi generale al ritiro. Tutti volevano andare via ma poi ci siamo messi faccia a faccia con il presidente che diede carta bianca a tutti per chi voleva andar via ma rimanemmo uniti e fu un anno indimenticabile. Dopo la partita persa a Palermo per 4 a 3 per noi ci fu la svolta e capimmo che potevamo andare lontano e così fu.

A proposito di impresa sei stato protagonista di un’altra impresa con la Salernitana nel 1997-98 con una storica promozione in A.

Ho piacevoli ricordi di quell’altra impresa. C’era anche mio fratello in squadra, Galeoto, Ciro Ferrara, Di Vaio e avevamo una fame di successo che ci portò a creare un gruppo unito e fortissimo e ottenemmo una promozione bellissima con tanti italiani forti che erano titolari di quella Salernitana.

Sei di Palermo e ad inizio carriera hai militato nella squadra della tua città. Come vedi il Palermo di oggi? Può tornare nel calcio che conta a breve? E vorrei sapere anche cosa ne pensi delle stagioni di Salernitana e Reggina.

Intanto ringrazio il Palermo per l’opportunità data e hanno creduto in me e mi lanciarono. Per il Palermo attuale nonostante qualcuno abbia già calcato campi importanti, il primo anno di Serie C non è sicuramente facile ma piano piano la squadra troverà i giusti risultati che permetteranno di conquistare un piazzamento Playoff. Invece su Salernitana e Reggina hanno avuto due inizi diversi e la serie B è un campionato combattuto. Mi auguro che la Salernitana possa andare diretta in Serie A e che la Reggina possa giungere ai Playoff.

Attualmente sei un allenatore di tecnica individuale, come nasce questa idea?

Questa idea nasce con la voglia di aiutare tanti bambini sulla parte tecnica spesso trascurata dalle scuole calcio. Spero che questo progetto si possa allargare per tutta la Sicilia e far crescere questi bambini che si allenano e sognano un giorno di giocare in Serie A.

In ultimo ti chiedo di pensare al Giacomo Tedesco tra 10 anni. Come ti vedi? Sempre nel mondo del calcio o magari altrove?

Mi vedo in un’isola sotto una palma con una noce di cocco (ride ndr). Ma anche nell’isola giocherei a calcio e mi auguro di poter allenare o un settore giovanile o una prima squadra perché il sogno di un calciatore è quello di rimanere nel mondo calcistico.

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