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A tu per tu con Antonio Cairoli

A tu per tu con Antonio Cairoli

Abbiamo avuto l’onore e il piacere di intervistare Antonio Cairoli, uno dei più grandi piloti di motocross di tutti i tempi. Antonio, che gareggia attualmente nella classe MXGP in sella alla Ktm, fa parte della Red Bull Italia insieme a molti altri importanti atleti di vari sport. Ha vinto 9 Mondiali di cui 2 in MX2 in sella alla Yamaha YZ-F 250 e con la stessa casa nipponica vince un mondiale in MX1 con la Yamaha YZ-F 450. Poi passa in Ktm dove sempre in MX1 si laurea campione altre 4 volte di fila con la Ktm SX-F 350 e poi vince altri 2 Mondiali in MXGP rispettivamente con la Ktm SX-F 350 e la SX-F 450. Ecco cosa ci ha raccontato.

Cosa rappresenta per te il motocross? 

Un tempo ti avrei risposto che è tutto, oggi invece ti dico che rappresenta quasi tutto. La mia vita è cambiata molto negli ultimi anni, mi sono sposato con mia moglie Jill, abbiamo avuto il piccolo Chase Ben che ha un anno e mezzo e le moto, pur occupando un posto da protagoniste nella mia vita, sono diventate una parte e non più il centro delle mie attenzioni. Questo non ha tolto nulla all’impegno che profondo ogni giorno in palestra, bici o moto, anzi, e Chase è un validissimo motivatore per affrontare carichi di lavoro che ogni anno si fanno più pesanti ma ora oltre la moto c’è altro.

Sei uno dei più grandi piloti di motocross di tutti i tempi. Qual è la gara a cui sei più legato e invece qual è la gara da dimenticare nella tua lunga e trionfante carriera? 

Di gare ne ho disputate tante, più di 250, solo citando i Gran Premi, in tutto saranno quasi 500 e trovare una gara preferita ed una da dimenticare è un po’ difficile. Sicuramente ci sono gare che sono rimaste nel cuore e negli occhi dei tifosi, come quella del Trentino nel 2017 che mi ha fatto capire che il nono titolo era alla mia portata, o Maggiora 2014 davanti ad un pubblico in visibilio ma sono tante le gare che mi hanno regalato emozioni indissolubili che forse sarebbe più logico rispondere che la più bella vittoria sarà la prossima. Tra le gare da dimenticare invece, se potessi metterei quelle nelle quali mi sono fatto male, come il Sudafrica nel 2008, Maggiora 2015 e la Lettonia nel 2019 quando mi sono infortunato la spalla, ecco, quelle se potessi le dimenticherei, così come farei col dolore provato.

Prima del tuo approdo in Ktm sei stato in Yamaha con la quale hai vinto 2 mondiali in MX2 con la 250 YZ-F e uno con la 450 YZ-F in MX1. Che ricordi hai di quell’esperienza? 

Un ottimo ricordo, all’epoca facevamo tutto in casa, non eravamo un team ufficiale e Claudio (De Carli ndr), faceva tutto da solo, inventando soluzioni che si sono rivelate un asso nella manica fantastico e che ci hanno aiutato ad ottenere le nostre vittorie. Sono stati anni belli e spensierati, durante i quali lottavamo contro i giganti ufficiali senza timori reverenziali.

In Ktm hai avuto la consacrazione definitiva e a breve inizia il mondiale 2021. La moto di quest’anno è competitiva per puntare al titolo o c’è un divario da colmare con la Honda Hrc del campione in carica  Gajser?

Le moto che KTM ci ha messo a disposizione sono sempre state competitive, lo erano quando vincevo e lo sono state quando mi hanno battuto. Sicuramente Honda ha fatto un grande passo in avanti negli ultimi anni e corrono con un prototipo che va molto forte ma noi abbiamo sempre lottato ad armi pari, lo dimostrano le vittorie di Herlings, Prado e mie di questi ultimi anni, da questo punto di vista non temiamo nessuno anche se la concorrenza è sempre più agguerrita.

Sei il Valentino Rossi del motocross e come per Valentino in MotoGp con i vari Bagnaia, Morbidelli c’è un ricambio generazionale per il motociclismo, lo stesso vale per te in motocross.  Tale ricambio può essere rappresentato da Mattia Guadagnini che quest’anno sarà in MX2 proprio su Ktm? 

E se per una volta dicessero a Valentino che è il Cairoli della Motogp? Scherzo, ma il paragone tra questi due universi paralleli e distanti è sempre difficile se non azzardato. Tornando alla tua domanda, Mattia è un ragazzo in gamba, estroverso, educato e simpatico, un ottimo comunicatore insomma e sicuramente rappresenta una buona occasione per i nostri colori; ha dimostrato di andare forte ed ha già vinto parecchio nelle categorie minori, ora deve fare un ulteriore step per affrontare i concorrenti della MX2 che vanno molto forte. Da quest’anno è in squadra con Jorge (Prado ndr) e me e Claudio De Carli può dargli tutto ciò di cui ha bisogno per fare bene, come fece con me nel 2004.

Che consiglio dai a tutti quei ragazzini che per la prima volta salgono su una moto da cross e che magari sognano di essere i futuri Cairoli? 

Divertitevi, divertitevi, divertitevi. Non ci sono segreti, anch’io sognavo da bambino e speravo di diventare un giorno il McGrath italiano. La mia storia insegna che se ci si impegna al massimo e si lavora duro, restando umili, ci sono buone possibilità di arrivare in alto ma non dimenticatevi mai di divertirvi, altrimenti rischierete di arrendervi davanti ad allenamenti estenuanti e ripetitivi. Questo consiglio lo do soprattutto ai genitori dei ragazzi che si avvicinano a questo sport; occhio alla sicurezza a 360°, meno al look e fate fare tanto sano sport ai vostri ragazzi per essere preparati, altrimenti non si va da nessuna parte e ci si fa pure male!

In ultimo ti chiedo di pensare all’Antonio Cairoli dei prossimi anni. So perfettamente che la mentalità del pilota è quella di pensare a breve termine, anzi gara dopo gara ma ti vedi tra qualche anno con il tanto desiderato e meritato decimo titolo vinto? O meglio non dirlo ad alta voce visto che ci sono tanti imprevisti dietro l’angolo sopratutto per chi fa uno sport come il tuo? 

Non sono mai stato particolarmente scaramantico, quindi parlare del decimo titolo non mi fa ne caldo ne freddo, di certo io non ci penso in continuazione e non è una mia fissa. Vado in moto e faccio questo lavoro perché mi regala ancora grande piacere ed è la cosa che amo di più fare al mondo; avere un obbiettivo è fondamentale e serve a motivarsi ma non è tutto. Francamente fatico a vedere come sarò tra qualche anno o a immaginare cosa farò; sono quasi certo che avrò a che fare con i motori, magari con le quattro ruote, forse ancora col motocross in un ruolo diverso, forse no, davvero difficile dirlo, ad ogni modo avrò sempre a che fare con qualcosa che regala adrenalina.

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