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Truffe, Pornostar e sospetti di camorra: il calcio a Mantova è un morto che cammina

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Povero Mantova. Il destino della squadra della città di Virgilio legato a faccendieri, prestanomi, malavitosi e…pornostar. Dalla B, alla Buoncostume il passo è breve. Poco da meravigliarsi: la Lega PRO o serie C, di questi tempi regala storie tragicomiche. Specialmente nella prima decade di luglio, quando molte società sono alle prese con fidejussioni e costi d’iscrizione al campionato. Trattasi di colpi al cuore, anzi, un po’ più a destra, zona portafoglio. Dove spesso la carta di credito è esaurita. E allora? A Mantova hanno trovato una soluzione originale. Si spacchetta la società in una schiera di soci. Nessuno possiede più del 10% delle quote. Una soluzione ad hoc per evitare controlli.

La situazione è tragicomico-surreale. Il presidente è Claudio De Sanctis, ma né lui, né i soci, offrono le garanzie necessarie per l’iscrizione. Difficile, del resto, ottenerle se hai dei precedenti di “finanza creativa” che sfocia in illecito fiscale e truffa. A dire il vero De Sanctis ha anche provato a salvare la società, trovando in Piervittorio Belfanti un acquirente interessato. Peccato che l’affare sia sfumato poco prima delle firme. Belfanti ha avuto un contrattempo. É agli arresti per associazione a delinquere finalizzata a truffa. Gli “advisor” però, non mancano. Portano dritti a Luca Tillia: ex presidente della Casertana. Proprietario di una concessionaria di cabriolet, intesa come assegni. Candidatura scartata. De Sanctis è comunque sicuro di potercela fare. E come?

I conti, non tornano. Neanche se fra i soci, risultante come “fiduciario” c’è un laureato in matematica. Ricordate Luca Tassinari? Bene. Un curriculum vitae a cinque stelle: dalla cattedra alla televisione, con la “Pupa e il Secchione”. Quindi passa al cinema: attore protagonista  de la  “Pupa e il Nerchione”.  Alti livelli. Sfida a Rocco Siffredi. Moralmente discutibile, però è pur sempre uno che coi numeri ci mastica. Firma un contratto. Entrano altri soci: Antonio Palmieri e Gaetano Russo, da Santa Maria Capua Vetere, rilevano Andrea Barberis e prendono, ciascuno il 9% delle quote. Un rimpasto societario che preoccupa non poco i tifosi del Mantova. Palmieri risulta in affari con Salvatore Diana. Chi è costui? Il marito di Anna Iovine. Sorella di Antonio Iovine. Quindi cognato del boss della camorra pentito dopo anni di attività illecite con il clan dei casalesi. Il sospetto, in città, è che ci siano relazioni fra Palmieri, De Sanctis e lo stesso Tassinari. E l’interrogativo è sul perché è interessato a una società in fallimento. Intanto il Mantova è iscritto grazie a questa fitta schiera di azionisti. Resta da capire se supererà la soglia della fidejussione e i controlli COVISOC. Difficile. Il fallimento sembra dietro l’angolo.

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