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Trapattoni a Cagliari: la ciambella senza il buco in terra sarda

Trapattoni a Cagliari: la ciambella senza il buco in terra sarda

Metti un’estate in Sardegna. Mare, sole e panchine. Il Cagliari è la cartina tornasole di un territorio che ha qualcosa di particolare, misterioso e al tempo stesso magico. Calcisticamente parlando la gloria maggiore, in effetti, rimane quella dello scudetto targato Riva e Scopigno nel 1970. Le successive annate non hanno mai toccato quelle incredibili vette.

Certo, la piazza è sempre rimasta calda ed esigente. Negli anni novanta del secolo scorso patron Cellino cercherà di alzare l’asticella con l’intento, non sempre raggiunto, di viaggiare stabilmente nelle arterie dell’Europa che conta.

Siamo partiti da lontano per raccontare una storia, breve nel suo svolgimento temporale, ma a dir poco paradossale. I sei mesi di Giovanni Trapattoni sulla panchina rossoblu meritano una particolare narrazione. Arrivato con il tappeto rosso e le luci della ribalta puntate verso uno dei migliori trainer italiani in quel frangente storico, la sua gestione si rivelerà purtroppo anonima. Il roster isolano arriva da una ottima stagione, con Tabarez al timone, culminata in nona posizione alle soglie della Coppa Uefa.

Ed è proprio nel palcoscenico della seconda competizione internazionale per eccellenza che il Trap vuole condurre la sua comitiva. Il pubblico sardo è in fibrillazione. Ovunque si parla sognando ad occhi aperti. Nei bar, dal barbiere, nelle edicole. Insomma, la favola sembra soltanto all’inizio. “Dove ci porterà Trapattoni da Cusano Milanino?”. Un mantra ripetuto giorno e notte senza soluzione di continuità.

Paradossalmente la squadra è tutt’altro che disprezzabile. Con il senno del poi, forse, deleterie si sono rivelate le cessioni di due degli stranieri più in voga. Stiamo parlando del geometrico centrocampista uruguaiano José Oscar Herrera e della punta panamense Dely Valdes. Sulla buonissima intelaiatura vengono aggiunte alcune pedine fresche e con tanta voglia di sfondare come i giovani laziali Bonomi e Venturin. Linea verde confermata anche con l’innesto del mediano scuola Foggia Bressan. Di nuovo dall’Uruguay arriva l’attaccante Dario Silva che duetterà con la stella pregiata del team: Luis Oliveira.

Capitan Firicano è il condottiero di un gruppo che sembra avere tutte le carte in regola per ben figurare. Cosa potrà andare mai storto? L’avvio capovolge tutti i buoni propositi della vigilia. Pancaro e compagni restano a secco di punti nelle prime tre giornate. Sconfitte chiare e meritate contro Udinese, Lazio e Fiorentina. Dopo il buon pari strappato alla big Juventus, tra le mura amiche, ecco il primo acuto sul campo della Sampdoria. Successo ottenuto, di misura, pure contro la Cremonese.

Sarà solo un fuoco di paglia. Bari, Roma e Milan non hanno pietà dei rossoblu. A cavallo tra novembre e dicembre, però, questo Cagliari sull’altalena sfodera una serie invidiabile di cinque risultati utili consecutivi. Cadono in serie Torino, Napoli, Atalanta e Vicenza. Interlocutorio il pari 1-1 con il Piacenza. Il bandolo della matassa, ora, sembra meno offuscato.

 

Sarà solo un’illusione. Un tris di tonfi senza fiato aprono ufficialmente la crisi isolana. Maramaldeggiano l’Inter con Ganz e Branca, il Padova ed il Parma di Nevio Scala. Debacle intervallate dal 4-1 rifilato all’Udinese con le marcature di Muzzi, Oliveira, Silva e Villa. Zemanlandia in salsa laziale non si risparmia nel match del 28 gennaio. Un 4-0 nella cornice dello stadio Olimpico. La difesa sarda è un autentico colabrodo. Incredibile, se si  pensa al perenne ermetismo tipico delle compagini allenate con trofei al seguito dal Trap.

Febbraio è il mese dei saluti. Appena il tempo per un pari a reti bianche, tra le mura amiche, contro la Fiorentina. Il trainer di Cusano Milanino annusa in ampio anticipo che i suoi ragazzi non lo seguono più. Lo spogliatoio è scollato e totalmente distaccato dagli ordini dello staff tecnico. La goccia che fa traboccare il vaso è il rovinoso 4-1 da parte della Juventus di Marcello Lippi. In un pomeriggio freddo e uggioso termina malinconicamente l’avventura di Giovanni Trapattoni alla guida del Cagliari. Il mister rassegnerà poco dopo le dimissioni. Il Presidente Cellino corre ai ripari con l’ingaggio di Bruno Giorgi che porterà la nave ad una tranquilla e dignitosa salvezza.

La ciambella senza il buco del Trap. Una scelta che, fin dal principio, apparve controcorrente e assai ardua.

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