Connect with us

Cerca articoli

Inchieste & Focus

Tranquilli davvero? La Formula Uno e il problema sicurezza con il sistema Halo

Nel momento in cui la Papa Mobile rinuncia alle protezioni, la F1 si dota dell’“aureola”. Alla fine ha vinto l’Halo. Brutto ma efficace, sebbene abbia poco di santo e salvifico e molto da spiaggia: senza mezzi termini, una infradito che s’intravede dalle on board camera.

Ma quali sono i pro e i contro? Come sempre, nei box si esprimono e rimangiano pareri come fossero gomme da masticare. La fotografia della contraddizione è nelle parole di Andy Green che non più di qualche mese fa ha presentato alla FIA una tesi che definisce “potenzialmente letale” l’Halo salvo poi definirlo al momento della presentazione della Force India 2018 una “sfida entusiasmante” per gli ingegneri aerodinamici. Alla fine dove è la verità?

Questione di centimetri e chili

L’Halo, come qualsiasi elemento introdotto in una monoposto destinata a sforare i 330 chilometri orari fa discutere. Chi ne sostiene l’utilità (così come la contesta) basa le proprie teorie sulla conformazione di un roll-bar che pesa sette chili ed è realizzato in titanio in grado di sostenere carichi di circa 8 tonnellate. Ovvero il peso di un bus a due piani sovraffollato. Chi lo boccia senza appello, punta il dito sulla forma ad aureola che, oltre ad essere esteticamente discutibile, ma sarebbe il minimo, rallenta l’uscita dall’abitacolo in caso di emergenza. In sintesi: la struttura sostiene pesi enormi e salverebbe la vita in caso d’incidente che coinvolgerebbe la testa, da sempre scoperta, del pilota. Le due ampiezze delimitate dal sostegno centrale sono di sette centimetri. Quanto basta per rivivere l’incubo di Felipe Massa al Gran Premio di Ungheria del 2009, quando fu colpito in pieno viso da un detrito a 200 chilometri orari. Un proiettile che l’Halo, cosi com’è concepito, non può respingere sempre che non colpisca uno dei sostegni.

E il campo visivo?

Le ultime obiezioni riguardano il campo visivo: secondo gli esperti, la riduzione della visibilità frontale del pilota è direttamente proporzionale all’aumentare della velocità. E il parametro si assesta su una riduzione di 45/50 gradi. Non a caso il perno centrale è stato assottigliato in modo da renderlo meno invasivo per il pilota. Alla resa dei conti? Halo è quasi “un male necessario”. Garantisce protezione nel caso d’impatto con il casco, a fronte di ciò che comunque era inevitabile anche prima. E allora? L’unica certezza, del resto, è che il più delle volte, è questione di destino più che di centimetri. Ne sarebbero bastati pochi in più o pochi in meno e avremmo ancora Ayrton Senna a commentare e Julies Bianchi a correre…

Luigi Pellicone
A cura di

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Altri Sport

Le Origini della Parigi-Roubaix: Théodore Vienne e “quel progetto diabolico” Ieri si sarebbe dovuta disputare l’edizione 2021 della Parigi – Roubaix, una delle cinque...

Calcio

Lo monetina di Alemao e gli altri misteri del Campionato 1989-90 L’8 aprile 1990 durante la partita tra Atalanta e Napoli, il centrocampista brasiliano...

Motori

Jim Clark, l’amore al volante Il 7 aprile 1968 sul circuito di Hockenheim perde la vita in un tragico incidente Jim Clark, leggendario pilota...

Storie di Sport

Andrea Whitmore-Buchanan: se il destino è più infame anche del razzismo Il 6 aprile 1956 nasceva Andrea Whitmore Buchanan, la talentuosa tennista afroamericana che...

Altri Sport

Gelindo Bordin e l’impresa impossibile di Seul 1988 Compie oggi 62 anni  il maratoneta Gelindo Bordin, l’atleta che vinse un incredibile oro alle Olimpiadi...

Altri Sport

Jesse Owens: il nero che incantò Hitler Il 31 marzo 1980 nasceva Jesse Owens, leggendario corridore statunitense che alle Olimpiadi del 1936 nella Berlino...

Motori

Elio De Angelis, il pilota e il pianoforte Avrebbe compiuto oggi 63 anni Elio De Angelis, sfortunato pilota romano che ha perso la vita...

Calcio

Johan Cruijff, la dittatura argentina e il rifiuto ai Mondiali del ’78 Il 24 marzo 2016 Johan Cruijff, il Profeta del Goal, massimo interprete...

Calcio

Lev Yashin: storia dell’invincibile Ragno Nero Il 20 marzo 1990 moriva Lev Yashin, fenomenale portiere russo, unico estremo difensore a conquistare il Pallone d’oro....

Calcio

Oronzo Pugliese, il Mago di Turi di un calcio che non esiste più L’11 Marzo 1990 ci lasciava uno dei primi allenatori pugliesi saliti...

Calcio

Malafeev era un portiere Compie oggi 42 anni Vjačeslav Malafeev, ex calciatore dello Zenit San Pietroburgo. La sua storia è una lezione di vita...

Calcio

La Dittatura di Videla e quella protesta attaccata ad un palo Molti al mondo sono i modi di protestare. Alcuni tranciano come il cordone...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro