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Tottenham – Liverpool: ma quale sorpresa! Un’inglese che alza la Champions dovrebbe essere la normalità

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Tottenham – Liverpool: ma quale sorpresa! Un’inglese che alza la Champions dovrebbe essere la normalità

Una tra Liverpool e Tottenham riporterà la coppa dalle grandi orecchie in Inghilterra, il paese con il campionato di calcio più ricco d’Europa.

Due club della perfida Albione si contenderanno la Champions League il 1 giugno al Wanda Metropolitano di Madrid. L’ultima e unica volta accadde il 21 maggio del 2008 quando allo stadio Lužniki di Mosca il Manchester United vinse ai rigori contro il Chelsea. Non è sicuramente una sorpresa la finale tutta inglese se si utilizza come parametro di riferimento il giro di affari enorme che la Premier League genera da svariate stagioni. Il dato più curioso, unico in questo secolo, è un altro e riguarda l’aspetto strettamente calcistico: una tra Liverpool e Tottenham alzerà la Champions League, ma nessuna della due squadre ha vinto un campionato nazionale in questo secolo (a meno che il Liverpool riesca nell’impresa superando il Manchester City al fotofinish dell’ultima giornata). L’ultimo trionfo dei Reds in campionato risale al 1990, mentre dall’altra parte il Tottenham non vince una Premier League dal 1961.


Si tratta, ad ogni modo, di due grandi squadre che possono contare su una solida base economica e su due gruppi di calciatori di primo ordine. Soldi, tanti, che circolano corposamente nelle due società come risalta agli occhi dal dato di Transfermarkt sul valore complessivo della rosa del Liverpool che sfiora il miliardo di euro. Naviga nell’oro anche il Tottenham che nonostante un recente calciomercato nullo in fatto di nuovi acquisti, può contare su una rosa dal valore di 834 milioni di euro. Il Tottenham non vince un trofeo europeo dal 1984 quando superò ai rigori l’Anderlecht nella finale di Coppa delle Coppe e a Madrid contro il Liverpool partirà sfavorito secondo le quote dei bookmakers.

Gli Spurs, però, sono stati la squadra più rappresentata alle semifinali degli ultimi mondiali in Russia. Hugo Lloris, Toby Alderweireld, Jan Vertonghen, Moussa Dembélé (venduto a gennaio al Guangzhou), Harry Kane, Danny Rose, Kieran Trippier, Eric Dier e Dele Alli fanno parte del gruppo che in quattro delle tre nazionali semifinaliste al Mondiale ha tenuto alto i colori dei londinesi. Per quanto concerne questo dato si è difeso bene anche il Liverpool che hanno portato quattro giocatori alle semifinali di Russia 2019. Con 5 Champions League vinte (l’ultima nel 2005 dopo un’epica rimonta al Milan in finale) gli Scousers sono storicamente più abituati alle finali della competizione continentale più importante.

I ricavi della Premier League: più del doppio della Serie A

I numeri sono eloquenti e il confronto economico tra il campionato inglese e quello italiano si presenta come una lotta impari. Sono addirittura 6 i club di Premier League nella top 10 dei club più ricchi al mondo, una crescita esponenziale in cui proprio il Tottenham è l’esempio cardine: gli Spurs hanno appena fatto registrare il record di ricavi della loro storia con 430 milioni di euro. Nella stagione 2017/2018 in Premier League il fatturato totale dei club, secondo i dati raccolti dal Deloitte Sports Business Group, ha toccato quota 4,8 miliardi di sterline (4,6 nella stagione precedente) che equivalgono a circa 5,5 miliardi di euro. Il doppio dell’Italia. Una cifra enorme, un raggiungimento agevolato dal record di cinque club inglesi in Champions League nella scorsa stagione: il quintetto di club ha fatto aumentare di 71 milioni complessivi i ricavi proveniente dall’Uefa. Ma anche le voci matchday e commerciali, rispettivamente dell’8% e del 12%, contribuiscono ad arricchire le casse delle società.

Un boom destinato inevitabilmente a calare. Le previsioni a lungo termine non sono tutte rosee secondo Daniel Levy, attuale presidente del Tottenham che qualche mese ha spiegato con una sola frase la strategia del suo club di non fare acquisti: “La mole di investimenti della Premier è insostenibile: con i prezzi che stanno circolando non vedo un piano a lungo termine”.  Non a caso gli stipendi della Premiership sono saliti del 15% in due anni e il rapporto stipendi/ricavi è salito al 59% nel 2017/18, contro il 55% della stagione precedente. “Con il valore totale dei diritti di trasmissione della Premier League che si prevede aumenteranno solo marginalmente nel ciclo dei diritti di trasmissione 2019/22, si prevede che gli aumenti delle spese salariali e di trasferimento rallenteranno nel medio termine. Con l’enfasi dei club nel generare una crescita dei ricavi da fonti diverse dai diritti tv, è possibile che i livelli di profitti prima delle tasse possano diminuire nei prossimi anni”, ha ammonito il direttore dello Sports Business Group di Deloitte.

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Commenti

4 Comments

  1. ferrari

    Maggio 10, 2019 at 3:20 pm

    in quattro squadre quanti sono i britannici ? non è che la nazionale inglese faccia sfracelli

    • Michele o pazzo

      Maggio 12, 2019 at 8:50 pm

      Il Tottenham ha più inglesi di juve, inter e Napoli messi insieme…

      • Michele o pazzo

        Maggio 12, 2019 at 8:52 pm

        Di quanti italiani hanno juve inter e Napoli, ovviamente…

    • Michele o pazzo

      Maggio 12, 2019 at 8:58 pm

      Non è strano che le inglesi dominino il calcio europeo, dal momento che, come ha spiegato l’articolo, la premier domina il mercato europeo.
      Ciò che è curioso, è che dalle finali di coppe europee mancheranno i fuoriclasse migliori e più celebrati del pianeta (cr7, messi, neymar, mbappe’, modric ecc.).

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