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Tifosi o Clienti? Tre modi opposti di trattare con la passione della gente

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Tifosi o Clienti? Tre modi opposti di trattare con la passione della gente

Tifosi o clienti? Sono queste le due grandi categorie in cui possono essere suddivisi coloro che, nel mondo attuale, si ostinano a seguire dal vivo un qualunque incontro sportivo della propria squadra del cuore. Tale divisione, per l’esattezza, interessa principalmente l’ambito calcistico mondiale; tuttavia, e aggiungiamo noi purtroppo, non mancano però casi simili anche in altri sport.

Un bell’esempio, sotto questo punto di vista, viene dalla Francia. Qualche settimana fa infatti, come da noi spiegato in un precedente articolo, la Federcalcio transalpina ha preso una decisione epocale per quel che riguarda i biglietti dei settori ospiti degli stadi di calcio.

Dalla stagione calcistica 2019/2020 infatti, i biglietti di questi settori, avranno un prezzo unico e fisso. Esso sarà pari a 10 euro per i tifosi in trasferta in Ligue 1 e 5 per quelli in Ligue 2.

Una vera e propria mano per i tifosi che, per seguire i loro beniamini, anche durante le partite fuori casa, devono spendere centinaia di euro a causa di viaggi, cibo e, appunto, biglietti dello stadio. Così facendo, la Federcalcio francese, potrebbe aumentare, e di parecchio, il numero di coloro che si potranno permettere, almeno una volta nella vita, una esperienza del genere.

Un gesto che, almeno a parere di chi scrive, rappresenta un vero e proprio capovolgimento nel mondo del cosiddetto calcio moderno. Infatti, in Italia e non solo, quante volte ci siamo lamentati, o almeno posti qualche domanda, sul prezzo, molte volte giudicato eccessivo, dei biglietti di settori ospiti che rappresentano più di qualche disagio come brutta visuale o stadi carenti?

Purtroppo, però, anche in questo campo, dobbiamo registrare un caso che rappresenta un vero e proprio “rovescio della medaglia”. E manco a dirlo, ciò che andiamo a descrivervi, è avvenuto in uno di quei paesi in cui è il cosiddetto Dio Denaro “a farla da padrone” sotto numerosi punti di vista: l’America.

Nel gigante d’oltreoceano, infatti, si stanno disputando le Finali NBA. Queste partite, per chi non lo sapesse, sono le finali “nazionali” del campionato di pallacanestro americano: la National Basketball Association (NBA), a cui partecipano le vincitrici dei gironi di Western ed Eastern Conference.

A sfidarsi sono i Toronto Raptors contro i Golden State Warriors. Anche in questa occasione, manco a dirlo, si è aperto un caso sul prezzo folle dei biglietti.

Già sui canali ufficiali, che però hanno chiuso le vendite dopo trenta minuti causa “sold out”, i tickets  per le due gare in Canada avevano prezzi parecchio alti: tra i 100 e i 1.200 dollari a seconda del settore. A questo punto, ai numerosi fan rimasti senza biglietto, non è rimasta che una sola alternativa: il mercato del secondary ticketing. Ma qui i prezzi raggiungevano cifre proibitive: per fare qualche esempio, quelli più economici, che sono finiti comunque in un brevissimo lasso di tempo, costavano 883,19 dollari; per la categoria “Best Seats”, invece, c’erano due biglietti a 60.487 dollari.

In questo caso si può tranquillamente affermare che gli spettatori non siano visti come dei tifosi da aiutare ma come dei clienti da tentare da spennare in ogni modo nonostante la loro passione. Altre volte, invece, alcuni spettatori, che hanno deciso di sottoscrivere dei veri e propri abbonamenti annuali, sono stati “messi da parte” dai club che supportano perchè non considerati “troppo fidelizzati”. Un esempio in questo senso, ci viene, dalla squadra tedesca del Borussia Dortmund.

Il team della Germania occidentale, infatti, dopo aver chiuso l’ultimo campionato in maniera abbastanza deludente ha lanciato un vera e propria campagna contro il cosiddetto “assenteismo da stadio”.

E’ stato deciso, infatti, di annullare le tessere dei tifosi che non avevano preso parte, nonostante il loro abbonamento sottoscritto, ad un numero sufficiente di partite casalinghe. Tale soglia, che era di 7 partite giocate al Signal Iduna Park su 17 totali dell’intera stagione, presa dalla dirigenza della squadra giallonera, lascia più di qualche dubbio.

Va detto che il Borussia Dortmund è una delle società col miglior rapporto qualità-prezzo in materia di abbonamenti, basti pensare che il più economico costa circa 230 euro. Motivazione che potrebbe aver spinto alcuni tifosi a sottoscriverlo con leggerezza, fan tuttavia ritenuti inadempienti e di fatto allontanati dallo stadio.

Allo stesso tempo, però, il fatto che alcuni tifosi debbano giustificarsi se non riescono ad essere presenti ad una partita ci sembra eccessivo, e forse anche contestabile legalmente. Questi stessi tifosi, infatti, hanno comunque pagato e la società non è che ha dei biglietti invenduti.

Esso, in chiusura di pezzi, ci sembra insomma un comportamento che si dovrebbe tenere verso dei clienti che non rispettano un contratto e non verso persone che sono disposte a spendere tempo e denaro per una semplice partita di calcio.

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