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Tangenti, tangenti e ancora tangenti: così la FIFA decideva le elezioni mondiali

E’ iniziato a New York il processo per lo scandalo Fifa che ha visto coinvolti i vertici del massimo organo del calcio mondiale. Il primo testimone chiamato in causa è stato Alejandro Burzaco, amministratore delegato della Torneos una società che si occupa della distribuzione e dei contenuti dei più importanti canali sportivi in Argentina e in tutto il Sud America. La testimonianza di Burzaco è stata a dir poco esplosiva dato che non ha lesinato di fare nomi e cifre che riguardano lo stato della corruzione in Sud America della Fifa e non solo. Le parole di Alejandro Burzaco hanno avuto subito una conseguenza tragica, il suicidio poche ore dopo di Jorge Delhon, che si è gettato sotto un treno. Nella sua deposizione ha chiamato in causa il citato Jorge Delhon e Pablo Paladino, accusandoli di aver accettato cospicue mazzette in cambio dell’attribuzione dei diritti della partite di calcio. Delhon e Paladino all’epoca lavoravano “Football Para Todos”, programma governativo negli anni della presidenza di Cristina Kirchner, incaricato della ripartizione dei diritti in Argentina che proprio pochi mesi fa è stato chiuso, rimettendo nelle mani dei club i diritti tv. Un programma di tangenti che è durato per ben 10 anni, pagate da Burzaco per l’assegnazione dei diritti Tv dei maggiori tornei sudamericani.


Nonostante il dramma che si è già consumato a seguito della testimonianza di Burzaco, le parole iniziali dell’uomo d’affari argentino sono sembrate poca cosa rispetto a quello che poi ha raccontato davanti alla corte di New York circa la Fifa e sul giro di tangenti che si è messo in moto negli ultimi anni. Burzaco ha raccontato nel dettaglio di come Julio Grondona, presidente dell’Afa fino alla sua morte nel 2014, ricevette delle mazzette in cambio del suo voto in favore del Qatar come paese ospitante dei mondiali del 2022. Le affermazioni di Burzaco sono alcune delle prove più solide a sostegno dell’accusa secondo cui l’elezione che ha portato al Qatar i Mondiali siano state pesantemente truccate. Burzaco è poi entrato nel dettaglio raccontando nei minimi particolari i concitati momenti che hanno preceduto le elezioni per l’assegnazione dei Mondiali del 2022: in particolare Burzaco ha raccontato di come durante la votazione, Nicolás Leoz, l’allora presidente della Conmebol, aveva votato per il Giappone e la Corea del Sud e non per il Qatar come piani prestabiliti. Un voto che rischiava di far saltare tutto il piano. Durante una pausa, quindi, Ricardo Teixeira, importante dirigente Fifa, prese da una parte Leoz “convincendolo” con le maniere forti a votare per il Qatar. Leoz si fece convincere e aderì tranquillamente alla cospirazione che portò alla vittoria del Qatar. Dunque il processo per lo scandalo Fifa è solo all’inizio ma già ha regalato al Mondo un quadro a dir poco inquietante dello stato di salute morale e non solo del calcio sud americano.

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