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Superga 72 anni dopo: il Mito del Grande Torino e il legame con l’America Latina

Superga 72 anni dopo: il Mito del Grande Torino e il legame con l’America Latina

Il 4 Maggio 1949 alle 17.03 il trimotore con a bordo il Torino Calcio si schiantava contro il terrapieno della Basilica di Superga, portandosi via una squadra unica nel suo genere, il Grande Torino, gli Invincibili, i più forti. Una tragedia rimasta nella memoria di tutti, come dimostrano gli onori provenienti addirittura dall’altra parte dell’Oceano.

C’è un filo indissolubile che lega alcuni ambienti del Sud America al Torino. Una società gloriosa, quella granata, che ha sfiorato asintoticamente l’antologia. Una società che ha dovuto interiorizzare una tragedia come quella di Superga. Una società che rappresenta una sorta di ponte tra il Mito e la Realtà. Un ponte affascinante che non poteva non rimanere nell’immaginario collettivo dell’America Latina calcistica, celebre per le sue note popolari e romanzesche.

Come quando il Club América, decise, in collaborazione con lo sponsor Nike, di rendere omaggio al Torino con una divisa celebrativa con maglia granata, calzoncini bianchi e calzettoni anch’essi granata. La compagine di Città del Messico costituisce la società più titolata della storia della Primera División messicana, grazie ai suoi dodici successi complessivi, uno in più del Chivas de Guadalajara e due in più del Deportivo Toluca. Come mai questa scelta? Se nell’ottobre del 2016 fu celebrato il centenario del club, fondato nel 1916, durante il mese di maggio venne festeggiato il cinquantesimo anno dall’inaugurazione dell’Estadio Azteca, in grado attualmente di ospitare circa 95 mila spettatori. Stadio molto caro ai tifosi italiani in quanto ospitò ai Mondiali 1970 il Partido del Siglo tra gli Azzurri e la Germania. Chi venne chiamato per inaugurare la nuova struttura? Proprio il Torino, con il quale le Aguilas pareggiarono con il risultato di 2-2. Il difensore messicano Paul Nicolás Aguilar, nella capitale messicana dal 2011, a proposito della decisione della società dichiarò: «È speciale, unica e sacra. Rappresenta la storia della squadra in un modo diverso e ci ricorda che il Club América è destinato a grandi cose».

Nel novembre 2015 un’altra società decise di omaggiare il Torino. Si sta parlando del Timão, soprannome con il quale viene indicato il Corinthians. Qualche anno fa, infatti, la società di São Paulo decise di presentare una maglia di colore granata non da gara, bensì da collezione. Ma questo non è stato l’unico gesto da parte dei brasiliani. Già nel 2011 il Timão aveva scelto una divisa granata come terza maglia, colore indossato in partita anche qualche giorno dopo la strage di Superga per ricordare i loro avversari di due anni prima. Perché il Corinthians aveva affrontato e sconfitto il Grande Torino nel 1948, in occasione del tour sudamericano organizzato dalla società piemontese. Come se non bastasse, il Toro era stato anche la prima avversaria internazionale del Corinthians nel 1914, quattro anni dopo la sua fondazione.

E come non citare la metà ″ricca″ di Buenos Aires. Il River Plate è sicuramente la società che negli anni è rimasta più legata al Toro. Un legame indissolubile, «Unidos por la Historia». Il tutto cominciò, manco a dirlo, all’indomani della Strage di Superga. Antonio Liberti, l’allora presidente dei Millonarios, di chiare origini italiane, rimase sconvolto dalla notizia della morte dei torinisti, gli unici atleti che contendevano il titolo popolare di squadra più forte al mondo alla sua Máquina. Così, dimostrò la sua solidarietà portando i suoi giocatori a Torino per disputare un’amichevole, dopo 36 ore di volo, contro una selezione di giocatori italiani che portava il nome di Torino. Il ricavato di tale evento fu donato alle famiglie delle vittime, gesto che non ha fatto altro che cementare il rapporto tra queste due società. In occasione del loro cinquantesimo anniversario della fondazione, nel 1951, i Platensi invitarono una selezione in maglia granata per disputare un’amichevole a Buenos Aires nel loro storico El Monumental, soprannome con il quale si indica solitamente l’Estadio Antonio Liberti.

Al termine della partita, vinta dagli argentini, gli italiani donarono delle maglie di color granata che i Millonarios utilizzarono in seguito. Scambio di reciproca amicizia frequente nel corso degli anni: se nel 2002 il River Plate scese spesso in campo con una divisa di color granata, il Torino ha utilizzato divise con la banda diagonale in almeno tre occasioni, la più recente delle quali nella stagione 2010/11 con sponsor Kappa. All’epoca un gruppo di tifosi dei Millonarios portò avanti una petizione per ottenere una seconda divisa celebrativa di questa grande amicizia. L’Adidas li accontentò a metà, utilizzando una sfumatura di colore diverso, scelta che non sembra essere andata giù. Mike Duval, co-fondatore del Museo del River, così dichiarò: «Purtroppo il colore non è granata. L’Adidas non ha ancora fatto nessun tipo di maglia di quel colore. Si vede che quello è cremisi e non granata. Noi continuiamo a chiedere senza mollare. Prima o poi capiranno».

Nel frattempo il Toro rese omaggio ai compañeros con una scritta nel colletto: «Cordium consensus vitam parit novellam», ovvero «Il consenso dei cuori prepara il rinnovarsi della vita», ovvero la scritta incisa su un piatto d’argento che l’allora presidente del Toro, Ferruccio Novo, regalò a Liberti come ringraziamento per l’amichevole al Comunale.

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    Stefano Iamoni

    Maggio 9, 2018 at 11:51 am

    Ho finito il liceo classico più di 30 anni fa ma ricordo bene che “parit” viene da “parere” (pario, paris, peperi, partum, perere) che vuol dire “generare, dare vita” (cfr. parto, primipara ecc.) e non da “parare” (paro, paras, paravi, paratum, parare) che significa “preparare” (cfr. “si vis pacem para bellum”).

    Il motto latino – peraltro non elegantissimo – si traduce “l’armonia dei cuori genera nuova vita”

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