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Super Champions League: la macchina da soldi che ucciderà i Campionati (e la passione)

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Super Champions League: la macchina da soldi che ucciderà i Campionati (e la passione)

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Il cancro del calcio è all'”ultimo stadio”. Stavolta non si torna indietro. Nasce la Super Champions League dal 2024.
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C’era una volta il calcio, uno sport bello e che appassionava milioni di persone in tutto il mondo. Una sorta di guerra tra comuni moderna dove dare libero sfogo per un’ora e mezza più recupero allo stress accumulato durante la settimana. Cori, urla, insulti, un clima divertente e spettacolare da guardare e vivere sugli spalti.
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I tempi cambiano, ci hanno insegnato, e bisogna adattarsi di conseguenza. Difficile se non impossibile per noi tifosi, un gioco da ragazzi per i “signori del calcio” spinti e convinti al cambiamento dai tanti zeri degli assegni dei diritti tv.
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Milioni di posti sugli spalti si stanno pian piano trasformando in milioni di posti sul divano a causa di molteplici motivi: prezzi dei biglietti troppo alti, poco parcheggio, pericolo scontri, orari impossibili e tanto altro ancora. Azzardo a dire che con il calcio attuale sia praticamente impossibile essere un tifoso militante (seguirla sempre e andare allo stadio) e avere anche una famiglia allo stesso tempo. Giocano sempre, a tutte le ore, dal lunedì alla domenica e qualunque partner, anche quello armato di maggior pazienza, se non coinvolto allo stesso modo ad un certo punto dirà basta.
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Del calcio ci hanno tolto tutto: il talento in campo che lascia sempre più spazio al fisico ma che rende le partite meno spettacolari, più tattiche e meno pregevoli. L’attesa, essa stessa il piacere, dell’arrivo della domenica per vedere i propri beniamini giocare. Anche quella negativa di dover attendere sette maledetti giorni, magari dopo una sconfitta cocente, per rifarsi. Ci hanno tolto quella sensazione che lo stadio fosse il posto dove entrare e non voler mai uscire, un posto che nonostante 60.000 persone creasse un rapporto intimo tra te e la squadra, che dove ti giri vedi di non essere solo al mondo, un posto che ti protegge purtroppo solo per meno di due ore dai problemi della vita.
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La data di scadenza e punto di non ritorno di tutto questo è il 2024. Anno in cui probabilmente nascerà la “Super Champions League”. Una riforma voluta da Andrea Agnelli e dall’ ECA (European Club Association) che stanno parlando con il presidente dell’UEFA Ceferin d’accordo sul progetto.
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Non sarà una Super Lega, dicono, ma una Super Champions e si capisce subito che sarà una cosa totalmente diversa. No? Questa Super Leg…scusate Super Champions sarà la più importante competizione europea delle tre. Eh sì perchè oltre a essa ci sarà l’Europa League ed una terza competizione di cui ancora non si sa il nome. Verrà istituito un sistema di promozioni e retrocessioni tra le competizioni che sostituiranno le qualificazioni e soprattutto le coppe si giocheranno nei week-end e i campionati in mezzo alla settimana. Al momento le squadre fondatrici di questa competizione sono 16 e le italiane sono Juventus, Inter, Milan e Roma. 
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Il numero minimo di partite europee in stagione per club in una delle tre competizioni europee dovrebbe essere 14. Il che vuol dire più soldi dai diritti tv. Le società che parteciperanno alla Super Champions guadagneranno in media 900 mln di euro a testa, un divario infinito e incolmabile con chi non partecipa alla medesima competizione.
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In questa triste storia pallonara ci sono anche degli oppositori, che purtroppo, è un dato di fatto, contano come il due di coppe a Briscola quando regna denari. Sono tutti i club piccoli dei vari campionati nazionali. Unica speranza la Premier League inglese ma non per motivi etici ma esclusivamente economici. Il massimo campionato inglese infatti è già il più ricco al mondo e ha quasi esclusivamente il controllo del mercato asiatico, quindi da questa riforma vedrebbe più ridursi il gap di fatturato con i club non-inglesi che un vantaggio e per questo sono, al momento, contrari.
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Il calcio sta compiendo un altro passo della sua evoluzione, passando da calcio a calcio business prima e da calcio business a business calcio oggi e con finalizzazione nel 2024. Sacrificare la passione di milioni di tifosi per accontentare appassionati di posti esotici e molto lontani, ma soprattutto rendere ricchissimi i pochi proprietari delle squadre top a discapito di quelle con meno bacino di utenza. Una storia già sentita, una realtà che già ci circonda e di cui il calcio è solo lo specchio e non il contrario. La deriva è davvero vicina, si vede all’orizzonte ma stavolta no, proprio no, il calcio non farà eccezione.
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A cura di

Nato a Roma nel 1990, anno delle notti magiche. Ex giocatore di basket, nonostante gli studi in legge, dopo una lunga parentesi personale negli States, decide di seguire la sua passione per lo sport e per il giornalismo. Giornalista iscritto all'albo, da quattro anni vice caporedattore di GiocoPulito.it, speaker radiofonico a Tele Radio Stereo e co-conduttore a TeleRoma 56.

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