Connect with us

Cerca articoli

Storie di Sport

Strage di Monaco, le colpe dei tedeschi

Strage di Monaco, le colpe dei tedeschi

Durante le Olimpiadi di Monaco 1972, nella notte tra il 5 e il 6 Settembre un gruppo di terroristi palestinesi irrompe nel villaggio olimpico, uccidendo due atleti israeliani e prendendone in ostaggio altri nove che successivamente trovarono la morte allo stesso modo. Una tragedia terribile che, però, poteva essere evitata.

Roma, 15 luglio 1972. Due leader del Fath, Abu Dawud e Salah Khalaf,  si incontrano al tavolo di un bar di Piazza della Rotonda a Roma con Abu Muhammad uno dei capi dell’organizzazione “Settembre Nero“.  Ghigna Abu: “Se non ci permettono di partecipare ai Giochi olimpici, perché non proviamo a prenderci parte a modo nostro?”.  Sotto il sole di uno dei più bei luoghi del mondo, l’infernale dado è tratto.

Ma torniamo indietro, l’Olimpiade non si addice alla Germania. Siamo nel 1936 a Berlino Jesse Owens sconfisse nei cento, duecento, salto in lungo e staffetta l’idolo tedesco Luz Long e fece arrabbiare Hitler e i tedeschi tutti. Era un nero americano, un negro a quei tempi, una razza considerata – non solo da Hitler- inferiore, e che in quell’occasione, e in molte altre, si dimostrò imbattibile; la verità trionfava, la preparazione, l’impegno, ancora non c’era il doping.

Molti anni più tardi, nell’estate del 1972, stavolta a Monaco, i tedeschi cercarono di far dimenticare Hitler e compagni grazie a un’olimpiade simpatica e gioiosa, dove non si vedessero in giro facce feroci di poliziotti, ma piuttosto graziose hostess del tutto sprovvedute come quella che aprì le porte della residenza israeliana, permettendo ai terroristi di mappare per bene la situazione. Si pensava che la spensieratezza della gioventù potesse allontanare il male, che mai più avrebbe toccato la redenta Germania. Invece, per ricordare che il male è sempre in agguato, l’olimpiade del 72’ fu ben più tragica di quella del 1936: undici atleti di Israele furono massacrati da un commando palestinese; fu il primo attacco terroristico spettacolarizzato in Occidente, la strage del Bataclan in qualche modo lo rievoca portandolo al parossismo.

Perché il bersaglio furono proprio gli atleti e non piuttosto un gruppo di civili israeliani? Per vari motivi. L’Olimpiade era ed è un avvenimento di forte richiamo internazionale, inoltre gli atleti rappresentano la forza fisica e lo slancio della nazione, la dedizione all’impegno e alla vittoria, quindi quale più derisoria sconfitta di quella d’essere spazzati via dalla competizione in modo brutale, bruciati vivi o mitragliati?

Si è obiettato che se fossero stati rispettati i patti con i terroristi che chiedevano la liberazione di altri terroristi, tutto ciò non sarebbe avvenuto, ma non è vero: fin da subito due atleti israeliani furono uccisi e, come in questi giorni è venuto dolorosamente alla luce, i due eroi che sapendo di andare incontro alla morte si scagliarono contro gli assassini, barbaramente furono torturati, segno evidente di quale fosse la sorte a loro comunque destinata. Se gli atleti che volano per la pista simili a ghepardi, o che s’innalzano nel cielo del salto in alto come aquile, rappresentano la libertà, la capacità dell’uomo di superare se stesso, azzoppare un atleta e poi mutilarlo lentamente è una diabolica umiliazione.

La convergenza di tutti i paesi del mondo in un magico momento che superi ogni contesa che non sia quella sul campo dell’onore atletico, fu orribilmente derisa, come a dire che non c’è luogo sicuro, esente dalla violenza. Questi sportivi dai potenti bicipiti non credano mai di essere al riparo, le esigenze del terrore sono più forti, possono penetrare ovunque e abbattere coloro che sono i più muscolosi tra gli uomini, capaci di imprese impossibili, possono falciarli nel pieno della giovinezza e della gloria con una sventagliata di mitra.

Quei tedeschi che avrebbero dovuto riscattare in tutti i modi l’olimpiade di Berlino, ostentazione del male nazista sbeffeggiata da Owens, non erano in alcun modo preparati a fronteggiare questo tipo di incursione. Non solo ma, quando si trattò di salvare i prigionieri, pasticciarono le cose all’inverosimile. Sarebbe stato meglio avessero dato loro una chance, facendoli partire con l’aereo dei terroristi al Cairo. O, come era stato inutilmente invocato, permettendo che intervenissero gli israeliani con i loro reparti speciali  della Sayeret Matkal per tentare un blitz.

Niente di tutto questo, l’arroganza tedesca fu enorme quanto la loro faciloneria, come se la vita degli atleti israeliani non meritasse tutta questa attenzione. Poi, concluso il massacro, bandiere a mezz’asta – non tutte, quelle arabe e sovietiche continuarono a sventolare – ennesima beffa. La cerimonia funebre coi parenti sortì l’unico effetto di far venire un infarto mortale alla straziata cugina di una delle vittime.  Ancora una volta erano morti ebrei sul suolo tedesco.

FOTO: www.ilsole24ore.it

Clicca per commentare

0 Comments

  1. Avatar

    imad

    Dicembre 21, 2015 at 11:47 am

    Pare che la Germania porti male agli ebrei, comunque bisonga prendersila piu con gli inglesi che con i tedeschi, dovevano pulire la palestina per bene prima di consegnarla agli ebrei.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

“La strage e il miracolo – 23 giugno 1994, la Mafia all’Olimpico”: la partita che poteva cambiare tutto “La strage e il miracolo –...

Altri Sport

“La Guerra meno lo sparo”: la stroncatura dello Sport secondo George Orwell Il 21 gennaio 1950 moriva lo scrittore inglese Eric Arthur Blair, da tutti conosciuto...

Basket

Don Haskins, il Martin Luther King bianco del Basket americano Il 18 Gennaio 2021 si festeggia negli Stati Uniti il Martin Luther King Day,...

Altri Sport

Momenti difficili per tutto il comparto degli sport invernali che stanno vivendo sulle loro spalle i danni causati dalla seconda brusca ondata di Covid...

Storie di Sport

Julius Yego, da YouTube alla Leggenda Compie oggi 32 anni Julius Yego, il campione del giavellotto la cui vita ci spiega come nello Sport...

Altri Sport

Yvonne de Ligne: Omicidio sul Ghiaccio Le storie olimpiche  a volte si intersecano con vicende di altro genere, non ultime quelle della cronaca nera....

Altri Sport

Fate lo Sport, non fate la guerra: Pierre De Coubertin e le Olimpiadi moderne Il primo gennaio 1863 nasceva Pierre De Coubertin, l’uomo a...

Altri Sport

Edwin Moses, i passi di un dio Scrivere di sport equivale, anche perché ci piace e ci diverte, a profondere una serie di aggettivi;...

Altri Sport

Charlie Chaplin: storia di un atleta diventato il più grande comico di sempre Il 25 dicembre 1977 moriva quel genio artistico di Charlie Chaplin,...

Altri Sport

Miruts Yifter: tra ori e misteri, l’etiope senza età Il 22 Dicembre 2016 moriva Miruts Yifter, la Leggenda etiope dell’atletica leggera, la cui storia,...

Altri Sport

A tu per tu con Isolde Kostner, la leggenda dello sci azzurro In questo caotico ed indecifrabile momento che sta vivendo il Paese, tra...

Calcio

Strage di Piazza Fontana: quando (quasi) tutto il calcio si voltò dall’altra parte Il 12 dicembre 1969 avvenne quella che, da 51 anni a...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro