Connect with us

Cerca articoli

Tennis

Stan Wawrinka, l’uomo delle finali: un passo alla volta è diventato grande

Si dice spesso che “vincere aiuta a vincere”. Soprattutto per chi ha grandi doti, questo “mantra” può essere di vitale importanza e forse quasi di ordinaria amministrazione. Per chi invece, come lo svizzero Stan Wawrinka, 31 anni, non è poi così tanto facile imporsi e vincere – sia per i 4 fenomeni che si trova davanti e sia per un talento grezzo che occorre tenere sempre vivo per non rischiare di perderlo – ogni vittoria è come un gradino di una lunga scala che avvicina alla cima, alla meta a cui tutti i campioni aspirano.

Dopo aver piegato agli Us Open un Djokovic meno perfetto – tennisticamente ma soprattutto fisicamente – del solito in 4 set (3 ore e 54 minuti di partita), nelle interviste post match lo svizzero, tra incredulità e stanchezza estrema – “Sono vuoto, ho dato tutto in queste due settimane” – spiega il suo percorso e come sia riuscito ad arrivare sino a questi livelli. Stan, nelle ultime 11 finali non ne ha persa una, segno che il salto è stato grande e che ora mente e corpo viaggiano insieme e che alla vittoria ora gli dà del tu.

Trattandosi di una finale Slam, la tensione pre match era altissima ed infatti Wawrinka l’ha sentita e accusata tutta: “Poco prima di entrare in campo ho iniziato a tremare e sono scoppiato a piangere. Mi ci sono voluti alcuni minuti per calmarmi. Colpa della pressione che mi metto addosso. Perché adesso non mi accontento solo di esserci in una finale degli Slam: voglio vincerla”. Un cambio di mentalità che certamente sta dando frutti: dopo la vittoria di domenica, ha riempito un’altra casella nelle finali Slam vinte, 3, raggiungendo il numero due al mondo Murray a quota 3 Slam vinti.

La svolta della sua carriera è arrivata nel 2014 quando ha capito che i “fab 4” non erano poi così irraggiungibili. In quell’anno conquista il suo primo Slam (Australian Open) eliminando Djokovic nei quarti e Nadal in finale. Lui stesso ammette questo cambio di passo: “Fino a Melbourne non avevo neppure mai osato sognare una vittoria così importante, la vedevo come una possibilità remota per le mie capacità”. Capacità che ha saputo temprare e raffinare, anche grazie all’aiuto del coach Norman che ha trovato la chiave per farlo rendere al meglio e per far sì che il suo gioco diventasse sempre più efficace. Tutta quest’esperienza l’ha portato ad avere una consapevolezza diversa di sé e del suo tennis: “Oggi so che quando scendo in campo posso battere chiunque”.

Questo cambio di mentalità da dove è partito? Come è iniziato? A Wawrinka gli imputano di essere arrivato tardi – a 29 anni è il più vecchio vincitore degli Us Open – ma lui non si fa schiacciare da queste considerazioni e anzi, risponde molto chiaramente: “Forse perché non ho mai pensato in grande, sempre con l’idea di fare un passo alla volta. E allora ci vuole tempo. Il primo obiettivo era fare il professionista e trasformare la mia passione in lavoro. Poi entrare nei top 50 e così via”. Passo dopo passo, con umiltà e consapevolezza dei propri mezzi, non ha bruciato le tappe ma allo stesso tempo non si è bruciato. È tra i protagonisti indiscussi di questi anni e con questa mentalità lo rimarrà ancora per parecchi anni e potrà togliersi altre grandi soddisfazioni – come Wimbledon dove sin qui ha sempre faticato più del previsto -. “Una cosa è fondamentale per darmi tranquillità: devo sapere di aver dato il massimo perché quando smetto non voglio avere rimpianti, non voglio dover rimproverarmi di non essermi allenato abbastanza”.

Per i fantastici 4 non sarà più come prima e forse potremmo parlare dei fantastici 5.

Avatar
A cura di

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Tennis

Un campione può permettersi di sbagliare? A quanto pare no. Mi riferisco alla ormai nota pallata che Djokovic ha tirato a fondo campo, durante...

Storie di Sport

Jimmy Connors e quel desiderio indomabile di lottare per vincere Compie oggi 68 anni Jimmy Connors, iconico e fenomenale tennista statunitense. Per celebrarlo vi...

Storie di Sport

Jimmy Arias: la stella cadente che inventò il dritto moderno Compie oggi 56 anni Jimmy Arias, il tennista statunitense considerato il padre del dritto...

Storie di Sport

Roger Federer: alla scoperta della persona più importante della sua carriera Compie oggi 39 anni Roger Federer, il fenomeno svizzero considerato da molti il...

Storie di Sport

Andrea Gaudenzi, il cuore e la racchetta Per i 47 anni compiuti ieri Andrea Gaudenzi, vi raccontiamo quando il tennista italiano ci fece vivere...

Storie di Sport

Arthur Ashe, il tennista con una missione Il 10 luglio 1943 nasceva Arthur Ashe, il leggendario tennista afroamericano, unico nero ad aver vinto Wimbledon....

Interviste

70 anni di Adriano Panatta: a tu per tu con la Leggenda del tennis italiano In questa delicatissima fase storica rivedere la luce di...

Storie di Sport

L’amore di Andre per Steffi Ho poche persone come riferimento nella mia esistenza. Ognuna ha il suo bravo posto arredato e un contratto a...

Storie di Sport

Bjorn Borg, l’uomo di ghiaccio vissuto nell’eccesso Compie oggi 64 anni il fenomeno del Tennis Bjorn Borg. Un uomo di ghiaccio che nascondeva una...

Altri Sport

Sportivi da laboratorio: dammi il DNA, farò di te un campione Vi ricordate Gattaca – La porta dell’Universo? Nel film di Niccol si ipotizzava...

Storie di Sport

[themoneytizer id=”27127-1″] Andrea Whitmore-Buchanan: se il destino è più infame anche del razzismo Negli anni 2000 il tennis femminile è letteralmente stato dominato da...

Azzardo

[themoneytizer id=”27127-1″] Tennis Match Fixing: fermata l’organizzazione che truccava le partite L‘FBI sta sgominando una banda criminale, localizzata in Armenia che avrebbe alterato tantissimi...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro