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Sloane Sthepens e l’ascensore verso le Stelle

Mi sono operata al piede il 23 gennaio. Se mi avessero detto che quest’anno avrei vinto lo Us Open, avrei detto che non sarebbe mai stato possibile”. Sono queste le parole che più colpiscono di Sloane Sthepens, 24enne che in pochi mesi si è ritrovata da 900 al mondo a vincere un torneo del grande slam, gli Us Open.

Dopo esser stata operata le difficoltà non sono mancate: “Non è stato divertente non riuscire a camminare per praticamente sedici settimane, per non mettere pressione sul piede. Ho portato a lungo un tutore, poi le stampelle. Non c’è nulla di bello. Ho solo cercato di rimanere positiva, pensare che un giorno sarei tornata in campo e che le cose sarebbero andate meglio. Ho atteso con ansia il momento in cui sarei riuscita a giocare di nuovo a tennis” precisa l’americana. La sconfitta al primo turno a Washington, l’ha portata ad ammettere che nonostante la strada fosse in salita, certamente prima o poi avrebbe vinto una partita. Nel giro di qualche mese tutto si è capovolto: “…Ho lavorato duro per tornare in campo, e appena ce l’ho fatta tutto lo stress è volato via”. Le sue qualità sono rimaste intatte e, con tanta determinazione fisica e mentale, ha raggiunto la semifinale ai tornei di Toronto e Cincinnati. Arrivata in forma al grande evento, partita dopo partita ha inanellato vittorie e convinzioni. In semifinale (dove si sono sfidate quattro atlete americane) ha sconfitto la venere nera Venus Williams aprendosi le porte per la finale. Nell’ultimo atto ha dovuto fronteggiare la sua amica Madison Keys, giovane altrettanto talentuosa che con le sue fucilate ha steso una dopo l’altra le sue avversarie, conquistandosi la finale.

Entrambe hanno sentito la pressione del centrale: “Ho cercato di concentrarmi solo su me stessa. Prima di scendere in campo ero estremamente nervosa, e il mio allenatore mi ha solo suggerito di respirare, di fare dei respiri profondi, e tutto sarebbe andata meglio. Una volta entrata nello stadio mi sono sentita meglio. Nervi o non nervi, c’era da giocare una partita. Sono stata fortunata a riuscire a reggere la pressione un po’ meglio, e su quello mi sono concentrata” ha ammesso la Sthepens. Per la Keys il nervosismo ha predominato e non gli ha consentito di trovare il bandolo della matassa: “Sono stata nervosa per tutta la mattina, e Sloane è una giocatrice difficile da affrontare quando commetti tanti errori. Il problema è stato che quando sono scesa in campo non ero completamente sicura su cosa fare, e questo ha aumentato ancora di più il nervosismo. Non mi sono mai sentita completamente a mio agio, in nessun momento. Forse il suo stile di gioco le permette di gestire un po’ meglio la tensione, ma in fondo è lo stesso per entrambe”. Un 6-3 6-0 che ha deluso le aspettative ma che ha reso l’ultimo atto una bella immagine di amicizia tra due contendenti ad uno dei tornei più importanti al mondo.

Le due, dopo la conclusione del match-point si sono abbracciate calorosamente a rete, lasciando scivolare via tutta la tensione accumulata durante la settimana. Finita la contesa tutto è tornato come prima, non più rivali ma amiche sincere che si scambiano le forti emozioni vissute. La detentrice del titolo – seconda giocatrice non compresa tra le teste di serie a vincere i Campionati degli Stati Uniti da quando, nel 1968, sono diventati Open –  a sorpresa, ha invitato l’amica alla festa davanti ai giornalisti e gli ha offerto tutto.  Un successo che comunque sia la fa rimanere con i piedi per terra: “Non credo che questo titolo mi permetta di sentirmi a un livello diverso rispetto a prima. Dovrò comunque continuare a lavorare allo stesso modo. Il mio ranking sarà un tantino migliore, ma se solo penso che qualche settimana fa era fuori dalle prime 900 del mondo, parlare di livello è difficile. Voglio solo provare a continuare di questo passo, e cavalcare il più a lungo possibile questa onda positiva”. Che sia lei l’erede di Serena Williams?

Redazione
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