[themoneytizer id=”27127-1″]
Serie A vs Streaming illegale: le 4 mosse della Lega Calcio per fermare la Pirateria e il caso spagnolo
La Serie A si schiera con forza contro la pirateria. La Lega Calcio è infatti pronta a lanciare una battaglia contro la pirateria, con una strategia in quattro fasi e un budget da un milione di euro.
L’amministratore delegato Luigi De Siervo ha illustrato il piano per contrastare la pirateria online.
Le quattro fasi saranno quelle di analisi e monitoraggio delle violazioni, attività legale, lobby e comunicazione. Per quanto riguarda il monitoraggio, verranno aggiunti due sistemi a quelli attuali che permettono di individuare in maniera tecnica tutte le fonti di contenuti illegali sulla rete, anche quelli trasmessi sui social network. La volontà è quella di spegnere alcuni siti e tutte le attività a loro collegate.
A dar forza all’azione anti-pirateria, la Lega ha ottenuto dal tribunale di Milano il provvedimento con cui potrà andare dalle Telco, compagnie telefoniche e provider internet, e chiedere lo spegnimento e oscuramento dei siti pirata nel nostro paese. Il problema però è che per spegnere un sito ci vogliono giorni mentre per spostare i contenuti di un sito pirata su un altro indirizzo meno di 5 minuti con un software da pochi dollari. E soprattutto basta pagare un servizio VPN da pochi spiccioli per ottenere un altro IP camuffando la propria provenienza e criptando cosa si sta visitando.
Anche a livello legislativo bisognerà fare passi in avanti, l’Italia ha il primato di paese più piratato e i dati ci dicono che un utente su quattro è un pirata per un danno al calcio italiano pari a 150 milioni di euro l’anno.
De Siervo ha poi svelato la sua maggiore preoccupazione, il medio-oriente: “La nostra attenzione è soprattutto sull’area del medio oriente, per noi fondamentale: lì il fenomeno è sconvolgente, con un sistema come BeoutQ che pirata illegalmente il segnale di BeIn Sports. L’obiettivo è spegnere BeoutQ prima della prossima assegnazione dei diritti internazionali. Non vogliamo introdurre uno stato di polizia, ma vogliamo il rispetto delle regole“.
La stretta sulla pirateria va di pari passo con quanto fatto dalla Liga Spagnola di recente. Attraverso l’app ufficiale, infatti, era in grado di geolocalizzare e ascoltare l’audio ambientale di coloro che l’avevano scaricata al fine di scovare eventuali bar o pub che trasmettevano le partite così da controllare in seguito se lo stessero facendo in modo legale o meno. Questa sperimentazione ha avuto termine il 30 giugno, ma avuto seri problemi relativi alla privacy, da cui la Liga si è subito difesa evidenziando la presenza di condizioni d’uso ben esplicite al momento dell’utilizzo. Il garante ha infatti multato il calcio spagnolo per 250 mila euro, ma la Liga ha dichiarato di voler presentare il ricorso, sottolineando che continuerà a combattere la pirateria con le maniere forti per fermare un sistema fraudolento di soldi che toglie circa 400 milioni al calcio iberico.
[themoneytizer id=”27127-28″]








