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Senna vs Prost, il Duello: una storia da raccontare

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Senna vs Prost, il Duello: una storia da raccontare

Il primo maggio 1994 durante il Gran Premio di San Marino, perdeva tragicamente la vita Ayrton Senna. Ricordando le gesta del fenomeno brasiliano non possiamo non parlare del suo storico dualismo con un altro fenomeno della F1, Alain Prost. Per farci raccontare questa splendida rivalità, abbiamo intervistato Paolo Marcacci, autore di un libro dedicato a loro.

Quando parliamo di rivalità sportive ci possono venire in mente tanti esempi. Ma quando parliamo di dualismo, non possiamo non ricordare una delle più grandi sfide della storia dello Sport, quella tra Ayrton Senna e Alain Prost. Due piloti agli antipodi, che hanno scritto pagine memorabili dell’almanacco dei motori mondiale. Paolo Marcacci, già autore di “Lauda. L’uomo, la macchina”, torna a scrivere di Formula Uno per raccontarci l’eterna rivalità dei due piloti, con il libro “Senna vs Prost. Il Duello” (Kenness Publishing).

Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo per scoprire in profondità un rapporto tra due sportivi unici nel loro genere, così diversi ma inesorabilmente necessari l’uno per l’altro. Ecco cosa ci ha detto.

Ciao Paolo, la rivalità tra Senna e Prost è una delle più accese e belle della Storia dello Sport. Come è nata la voglia di raccontarla?

La voglia di raccontarla nasce dallo schema immortale del dualismo, che tradotto in una vicenda sportiva, ai massimi livelli, dà luogo al confronto, che nella sua versione più aspra e serrata si trasforma in vero e proprio duello. Con l’editore Kennes pensavamo, originariamente, di rendere omaggio a Senna a venticinque anni dalla scomparsa. In seguito, ha prevalso la suggestione del confronto che lo ha impegnato per anni contro il suo eterno rivale e termine di paragone. 

In Formula Uno sono molti i casi in cui una scuderia con un campione del mondo decide di puntare su un giovane rampante. La McLaren dopo Senna e Prost, l’ha rifatto anche con Alonso e Hamilton. Pensi che questa strategia possa pagare?

Paga quando si salvaguardano gli equilibri e quando c’è rispetto della gerarchia, seppur minimo, o in alternativa superiorità assoluta della scuderia e della macchina, il che consente ai piloti del team di giocarsela dall’inizio alla fine, senza osservanza alcuna di gerarchie o anzianità. Quella McLaren poteva permetterselo. Ovviamente, i conflitti nacquero presto, ma lo spettacolo fu indimenticabile anche in ragione di quell’assoluto stato di tensione che ho cercato di riprodurre.

Spostiamo la rivalità tra Senna e Prost avanti nel tempo fino ai giorni nostri. Nell’epoca dei social e della polemica facile, come si sarebbe gestita questa situazione? Con chi si sarebbe schierata l’opinione pubblica?

Domanda interessantissima, risposta da articolare: va tenuto conto di un paio di fattori, ossia che Prost tra i due era il più “politico”, in senso lato, quindi sarebbe stato forse più in grado, anche con una punta di cinismo, di utilizzare ogni tipo di media, a maggior ragione i social, per tentare di far prevalere le sue versioni circa i tanti episodi controversi che li hanno visti protagonisti. Senna è divenuto un idolo “totale” soprattutto dopo la sua tragica scomparsa, questo va ricordato. Non godeva dell’unanimità della critica, o del pubblico mondiale, finché è stato in vita. Di certo in pista era più spettacolare di Prost, soprattutto per quanto riguarda le velocità di punta e i virtuosismi esibiti in decine di episodi memorabili. Dico che oggi, più di allora, infiammerebbero ogni tipo di dibattito, a cominciare da quelli virtuali. L’opinione pubblica sarebbe ancora più spaccata, fidatevi.

Un brasiliano e un francese: due personalità diverse, entrambi dominanti. La più grande differenza tra i due?

Forse nel modo di intendere l’esistenza, tutta, non solo la dimensione sportiva. Prost era ed è un cartesiano, un uomo che ha fatto del raziocinio e del calcolo una lente attraverso la quale inquadrare ogni aspetto della vita, anche oltre la sua parabola sportiva. Senna, con la sua religiosità che toccava punte di ascetismo, era una sorta di sciamano, che in ogni minimo evento, anche infinitesimale, individuava il segno di una volontà superiore.

Il rapporto tra i due dopo il ritiro di Prost fino a quella maledetta curva Tamburello a Imola nel 1994?

Uno degli aspetti o forse l’aspetto più importante del libro, che io ho trattato soprattutto nel capitolo intitolato “L’era del rispetto”. Atttaverso gli studi effettuati per quest’opera ho capito, credo di aver capito, che l’odio (perché c’è stato odio assoluto tra i due, forse più da parte di Senna nei confronti di Prost che viceversa) è l’unico sentimento più forte e radicato dell’amore. Lo dimostra il fatto che, dopo il ritiro di Prost, al termine della stagione 1993, il primo a sentirsi orfano del francese fu proprio Ayrton Senna.

Il ricordo più emozionante che hai rivivendo i momenti di quella rivalità?

Troppi. Non tanti: troppi. Da Montecarlo ‘84 in poi, parlando degli avvenimenti in pista. In assoluto, l’atmosfera che si respirò al funerale di Senna.

Chiudiamo con un classico: chi era più forte dei due?

Vi aspetto in libreria, nell’attesa di capirlo del tutto. Aggiungo che se uno dei due avesse avuto anche ciò che gli mancava dell’altro, avremmo avuto il pilota perfetto “all time”. 

 

 

Titolo: Senna vs Prost. Il Duello

Autore: Paolo Marcacci

Editore: Kenness Publishing

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