Connect with us

Cerca articoli

Basket

Schea Cotton, il giocatore “più forte di LeBron” che non avete mai visto

[themoneytizer id=”27127-1″]

Schea Cotton, il giocatore “più forte di LeBron” che non avete mai visto

A metà degli anni 90, due teenagers si contesero il titolo di miglior prospetto d’America nei summer camps. Il primo ragazzo è diventato una leggenda che siamo stati costretti a salutare con le lacrime agli occhi, ed il suo nome è Kobe Bryant, il secondo invece, potreste sentirlo nominare per la prima volta: Schea Cotton.

Venti e più anni anni dopo, Schea Cotton è caduto nell’oblio, e quel sogno di sentir pronunciare il proprio nome dal commissioner NBA al draft non l’ha mai potuto realizzare.

SCHEA COTTON : SPORTS ILLUSTRATED, LA NIKE ED IL “LEBRON BEFORE LEBRON”:

Vernon Scheavalie Cotton è nato a Inglewood, Los Angeles California nel 1978. Da bambino i suoi coetanei non riuscivano a pronunciare il suo nome quindi divenne per sempre solo Schea. A dodici anni era già alto 1.80 e pesava 82 kg, rendendolo di fatto devastante dal punto di vista fisico tant’è che riusciva a schiacciare in alley-oops cosa molto rata a quel tempo. Divenne famoso ancora prima di entrare al liceo. ESPN nel 2010 lo definì: “il giocatore pre-liceo più grande di tutti i tempi compreso Lebron James”.

Una volta al liceo, il suo fisico rimase il suo punto di forza, 193 cm per 100 kg di muscoli. I suoi numeri furono pazzeschi, 24 punti e 10 rimbalzi di media tant’è che Sports Illustrated lo considerò uno dei migliori talenti americani. In un’era dove le partite del liceo non venivano trasmesse in tv e prima del boom dei social media, la sua leggenda si tramandava oralmente con i ragazzi che facevano file di ore per avere il suo autografo, l’autografo di una futura e certa star NBA. Durante la sua carriera, dove gli venne affibbiato dagli addetti ai lavori, Kevin Garnett e Ron Artest compresi, il titolo di “Lebron before Lebron”, al liceo la Nike gli regalò un paio di scarpe nuove a settimana, per un totale di 37, una diversa per ogni partita. “Era come avere un contratto di sponsorizzazione ma senza soldi” rivelò lui all’interno del documentario sulla sua storia dal titolo “Manchild”.

IL SAT, LA BATTAGLIA CON LA NCAA ED IL DRAFT IMBARAZZANTE:

Terminato il liceo, le sue intenzioni erano quelle di saltare l’università per approdare direttamente in NBA. Decise invece di passare per il college per completare il suo gioco, migliorare le sue qualità, e perché era ancora la via più diffusa. Restando nella sua terra natia, la California, decise di andare ad UCLA nell’Aprile del 1997, dove sarebbe dovuto diventare compagno di squadra di Baron Davis, altro freshman che avrebbe firmato il contratto qualche giorno dopo. Conditio sine qua non per l’ammissione il superamento del SAT, test di ammissione standard utilizzato dalle università americane. Schea fallì i primi due tentativi, prese 900 al terzo, il punteggio minimo per entrare è 700, ma la NCAA invalidò la terza prova. A Schea venne diagnosticato un disturbo dell’apprendimento, nello specifico, la difficoltà nell’apprendere da fonti scritte rispetto a quelle verbali ed orali. La terza volta che fece il test ebbe quindi a disposizione un foglio con il testo scritto con un font più grande e del tempo in più. Le regole della NCAA, molto rigide, non ammisero questa semplificazione e lo invalidarono. Non solo, la NCAA investigò anche su un veicolo Ford guidato dal ragazzo con il sospetto che fosse fornito direttamente da UCLA come incentivo alla firma violando le regole del suo stato di dilettante. I parenti fornirono dei documenti in tal senso e il board della NCAA assolse Cotton.

Bloccato nella sua candidatura ad UCLA, riprovò con North Carolina ma ancora una volta la NCAA bloccò la sua ammissione. La famiglia Cotton decise allora di fare causa alla NCAA dove spese circa 60.000 dollari in spese legali. Ottenuta finalmente l’eleggibilità, vinse una borsa di studio per l’Università dell’Alabama. Al suo secondo anno aveva già 21 anni ed era uno dei giocatori più anziani. Alla fine di una buona stagione, assunse un agente e si dichiarò eleggibile per il draft NBA. Gli addetti ai lavori, visto il tempo perso, predissero la sua chiamata al secondo giro ma si sbagliarono. Schea infatti non venne scelto affatto e dichiarò che il draft NBA del 2000 fu: “il momento più imbarazzante della mia vita”. Continuò a giocare a basket vagando in giro per il mondo, Europa, Cina, Messico, ma non riuscì mai a realizzare il suo sogno di calcare i parquet più prestigiosi del pianeta insieme e contro i giocatori più forti del pianeta. Ora, dopo il suo ritiro, è diventato il coach della sua Academy e di alcune squadre di liceo.

[themoneytizer id=”27127-28″]

GUARDA IL VIDEO DI SCHEA COTTON

A cura di

Nato a Roma nel 1990, anno delle notti magiche. Ex giocatore di basket, nonostante gli studi in legge, dopo una lunga parentesi personale negli States, decide di seguire la sua passione per lo sport e per il giornalismo. Giornalista iscritto all'albo, da quattro anni vice caporedattore di GiocoPulito.it, speaker radiofonico a Tele Radio Stereo e co-conduttore a TeleRoma 56.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

Josef Bican, il più grande marcatore della storia dimenticato per colpa della Guerra Il 25 settembre 1913 nasceva Josef Bican, un nome che potrebbe...

Altri Sport

Un Gentiluomo chiamato Larry Lemieux: quando per vincere devi perdere Il 24 Settembre 1988 alle Olimpiadi di Seul, Larry Lemieux, un uomo che a...

Calcio

La Leggenda di Pelé che “ferma” la Guerra del Biafra in Nigeria Si è celebrata ieri la Giornata Mondiale della Pace Onu. Per l’occasione...

Calcio

Kyle Rote Jr, storia (dimenticata) della stella che non sapeva di esserlo Provate a chiedere a Kyle Rote Jr, oggi distinto sessantottenne residente in...

Calcio

L’Atlético Madrid ha usurpato l’identità dell’Athletic Bilbao? Oggi nella Liga spagnola si incontreranno Atletico Madrid e Athletic Bilbao, una delle sfide più antiche del...

Calcio

Christian Pulisic, l’oro americano scoperto ‘per sbaglio’ Compie oggi 23 anni Christian Pulisic, giovane talento statunitense, per anni gemma preziosa del Borussia Dortmund, oggi...

Calcio

La nascita della Coppa dei Campioni E’ iniziata ieri la 30esima edizione della Champions League. Per l’occasione vi raccontiamo la storia del glorioso trofeo...

Inchieste & Focus

Il 13 Settembre 2007, la FIA condanna la McLaren al pagamento di una multa di 100 milioni di dollari e l’azzeramento dei punti nel...

Altri Sport

Perché corro alla Maratona di New York Il 13 settembre 1970 si correva la prima edizione della Maratona di New York, quest’anno di nuovo...

Altri Sport

Jesse Owens: il nero che incantò Hitler Il 12 settembre 1913 nasceva Jesse Owens, leggendario corridore statunitense che alle Olimpiadi del 1936 nella Berlino...

Motori

Monza e la Ferrari: un Matrimonio e sei figli “speciali” Si corre domenica il Gran Premio D’Italia a Monza. Un circuito la cui storia...

Calcio

Roberto Donadoni, gli Usa e una simulazione ‘da Oscar’ Compie oggi 58 anni Roberto Donadoni, splendido centrocampista d’attacco del Milan imbattibile, oggi allenatore. Per...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro