Connect with us

Cerca articoli

Snooker

Ronnie O’Sullivan: il profeta dello Snooker che tra vizi e guai vi ha portato il biliardo dentro casa

[themoneytizer id=”27127-1″]

Ronnie O’Sullivan: il profeta dello Snooker che tra vizi e guai vi ha portato il biliardo dentro casa

Il 5 dicembre 1975 nasceva Ronnie O’Sullivan, il fenomeno inglese dello Snooker. Un uomo fuori dagli schemi che nel corso della sua vita ha combattuto contro i suoi demoni e che grazie al tavolo verde si è saputo rialzare, regalandoci aneddoti incredibili. Vi raccontiamo la sua storia da film.

Il profeta dello Snooker

Di campioni ogni sport ne ha tanti, ma sono pochi quelli in grado di farti innamorare di quello che fanno. Portare una disciplina ad un altro livello è impresa difficile, ma quando questa non è conosciuta e non è adatta allo spettacolo c’è bisogno di un vero e proprio profeta che vada a portare il verbo casa per casa: Ronnie O’Sullivan lo ha fatto per lo Snooker. Cinque volte campione del mondo, sul tavolo verde ha fatto vedere di tutto: far saltare le biglie, cambiare mano, tirare usando un braccio solo, parlare con il pubblico durante il gioco, fermare una partita per chiedere quale fosse il premio. Lo Snooker lo ha tenuto fuori dai guai e il campione inglese ha ricambiato la sua fede diffondendola in ogni angolo della Terra a suon di spettacoli. Quando scorrendo i canali sportivi delle Pay Tv trovate tanti tornei di biliardo, sempre di più, forse vi chiedete di chi è il merito (o la colpa). Bene, non abbiate dubbi: Ronald Antonio O’Sullivan, detto Ronnie.

La vita estrema di Ronnie O’Sullivan

Ronnie “The Rocket” O’Sullivan sarebbe potuto essere tranquillamente uno di quei personaggi paradossali di un film di Guy Ritchie sulla malavita inglese. Il Razzo, questo il suo soprannome, in una pellicola come The Snatch, o Lock & Stock- Pazzi scatenati- avrebbe fatto la sua figura. La faccia e l’espressività da attore ci sono, in più la sua storia nelle ambientazioni di Ritchie avrebbe fatto da padrona di casa. O’Sullivan cresce nell’Essex e suo padre Ronald ha già deciso per lui cosa sarà da grande: un fenomeno dello Snooker. Ronnie viene al mondo letteralmente con la stecca già in mano e resta ore ed ore chiuso in casa per imparare a conoscere ogni angolo del tavolo e ogni aspetto del gioco. L’inglese pochi anni fa ha rivelato: “Sono dannatamente timido! E grazie…quando avevo 10 anni stavo tutto il giorno a giocare a biliardo da solo”. L’allenamento comunque paga perché lui diventa rapidamente un prodigio: a 15 anni è già capace di siglare la sua prima serie perfetta da 147 punti (se non avete mai visto lo Snooker fidatevi: non è facile per niente). A 17 anni, però, suo padre Ronald finisce in galera per omicidio, sua madre Maria viene arrestata per evasione. Il diciottenne Ronnie è chiamato a badare alla sorellina piccola e a mandare avanti gli affari di famiglia: ovviamente non si poteva trattare di un forno o una farmacia, i signori O’Sullivan gestivano una catena di sexy shop a Soho. Il campioncino inglese era già un ragazzo molto ribelle, ma sostanzialmente lo Snooker lo teneva abbastanza fuori dai guai. L’incarcerazione della signora Maria è il colpo di grazia, tutte le responsabilità sono sulle sue spalle e lui si perde in un giro di vizi. Prima la dipendenza da alcol, poi l’abuso di droghe, alla fine l’ossessione per il cibo e il giovane O’Sullivan finisce in depressione costretto a seguire delle terapie.

I successi di O’Sullivan

I problemi di Ronnie non passano ma il suo talento è trasparente come il vetro: a 18 anni, vince il suo primo torneo, gli UK Championships, diventando così il più giovane ad aver mai vinto un torneo professionistico di questo sport. Nel 1997 infila la serie perfetta più veloce della storia, 5 minuti e 20 secondi per fare 147 punti, colleghi e pubblico sono assolutamente increduli (ora capite perché “The Rocket”). Ronnie gioca divinamente e rompe anche tanti tabù: la sua personalità vulcanica e impertinente modella poco a poco uno sport così elegante da essere inavvicinabile. Esce piano piano dalle sabbie mobili con qualche piccola ricaduta che è parte del personaggio, ma comunque il suo talento è talmente grande che la sua carriera non ne risente. Campione del mondo per cinque volte, il biliardo inglese non lo deve ringraziare per questo: se questa specialità è diventata spettacolare, appetibile per televisioni e sponsor, se è diventata praticata dai giovani, tanto è merito suo. Ha rotto tutti gli schemi possibili, ha giocato non per la gloria ma per amore di questo sport e del suo pubblico. Che ve ne siate accorti o meno, che se ne sia accorto o meno, è come se O’Sullivan avesso messo il biliardo inglese nella valigetta e fosse venuto a bussarvi mentre siete in pantofole:

Salve sono Ronnie, conoscete lo Snooker?

[themoneytizer id=”27127-28″]

Commenti

11 Comments

  1. Avatar

    simone

    Novembre 1, 2016 at 11:17 am

    Tutta veritiera la biografia, per quel che riguarda il resto, lo snooker era già uno sport spettacolare che ha visto campioni ben più forti di O’Sullivan, faceva numeri di spettatori e odiens già molto prima del suddetto. Spezzando una lancia a suo favori si può cmq dire che lui ha portato un tipo di gioco più moderno, e forse più spettacolare per chi non conosce lo snooker. Ma si parla di snooker lo dice la parola stessa, altrimenti si chiamerebbe imbucare all’impazata. Detto ciò è innegabile il talento cristallino, ma credo che non raggiungerà più i traguardi raggiunti di altri campioni.

    • Avatar

      Simone

      Febbraio 9, 2017 at 2:24 pm

      A parte Steve Davis e Stephen Hendry, i quali hanno rispettivamente 6 e 7 mondiali vinti (ma in altre “ere”), lui ha “rotto” tutti i record: e’ il campione del mondo piu’ anziano dell’era moderna. Ha in assoluto piu’ serie da 147 e serie sopra i 100 punti di qualunque altro giocatore della storia dello sport. Ha vinto 7 volte il Master, (come nessun altro). Contro Carter nel 2007 ha totalizzato 5 serie sopra i 100 (di cui un 147) su un totale di 7 frame giocati. Ha realizzato un 147 sul decidinng frame contro Selby… una cosa imbarazzante.., solo a pensarla. Ha il 147 più veloce della storia.
      Sinceramente quindi non capisco chi intendi qundo parli di giocatori “ben piu’ forti” di lui… Ad Hendry una delle prime volte in cui lo ha battuto (prendendo anche lo scettro del giocatore più giovane ad aver vinto un torneo ranking.., e che ranking..), era novembre 1993 ed aveva 17 anni, finale UK Championship a Preston.
      L’era di Hendry, cioè gli anni ’90, non ha visto questi campioni… cosi’ come gli anni di Steve Davis, vale a dire gli anni ’80. In entrambi i casi cmq, lo stile di gioco è imparagonabile alla classe ed al genio di O’Sullivan, il quale ancora non ha finito di deliziarci…
      Io, personalmente, mi ritengo fortunato a vivere in questi anni in cui ho la possibilita’ di poter assistere a questo fenomeno inarrivabile.
      Fa’ ‘na cosa, dai n’occhiata a ‘sti 5 link e, dimmi chi puo’ fare altrettanto…
      https://www.youtube.com/watch?v=cvlzSBPFUsE https://www.youtube.com/watch?v=rLk71tnNxOU
      https://www.youtube.com/watch?v=P1VApsk1NOQ
      https://www.youtube.com/watch?v=kGAcV1kQ1ro
      https://www.youtube.com/watch?v=V1s9oC5ebFs

      • Avatar

        Loretta Sacchi

        Novembre 6, 2017 at 7:19 am

        Concordo Assolutamente con quanto scrivi.
        Quando Ronnie è al tavolo verde, tutti gli altri spariscono.
        Che vinca o perda.
        Lui è unico.
        Ha una personalità molto spiccata.
        Io lo adoro.

  2. Avatar

    paolo

    Novembre 1, 2016 at 7:05 pm

    Scrivo solo per ribadire che Campioni piu’ forti di O’Sullivan non ce ne sono mai stati, neppure chi ha vinto piu’ di lui :precisazione doverosa ed essenziale!

  3. Avatar

    Lorenzo Siggillino

    Novembre 2, 2016 at 11:37 am

    Buongiorno Simone e Paolo,
    l’articolo non voleva dichiaratamente entrare nella discussione sul più forte di sempre nello Snooker. Il punto centrale era (ed è mia personale opinione, ci mancherebbe) che probabilmente il giocatore O’Sullivan insieme al personaggio O’Sullivan hanno dato a questo sport una spinta decisiva per affermarsi nell’era delle Pay TV. Ovviamente lo spazio per trattare questo argomento è molto ridotto trattandosi di un articolo, però credo che la sua presenza sia stata molto importante per far crescere interesse e movimento (ovviamente tutto questo vale solo se guardiamo lo Snooker con gli occhi di un italiano, di un francese, un tedesco ecc. ecc.).
    Questo solo per spiegare quale fosse l’intento, poi molto è opinione personale e si può sicuramente sostenere un’idea differente.
    Un saluto 🙂

  4. Avatar

    Silver Bear

    Novembre 4, 2016 at 4:53 pm

    E’ molto interessante che si inizi a scrivere qualcosa sullo snooker anche nel nostro paese. Tutto sembra dover passare da un ossequio al buon Ronnie che, effettivamente, è il testimonial attuale indiscusso di questo sport. Negli anni 80 lo snooker era gemellato con il nome di Steve Davis, campione cristallino, britannico doc, sei volte detentore del titolo mondiale e insignito al cavalierato reale come OBE. Si è ritirato ufficialmente dalle competizioni solo quest’anno, restando un pilastro come organizzatore nella World Snooker e grande commentatore nella BBC. Davis ha traghettato lo snooker nell’era moderna e televisiva del quale Ronnie è degno erede anche se con stile e personalità agli antipodi dell’algido Steve. In ogni caso e dopo questa divagazione vorrei segnalarle che in Italia è nato e sta crescendo un movimento di snooker giocato e sentito. Abbiamo organizzato ben due campionati nazionali ed iniziato a partecipare agli europei EBSA … sarebbe bello se una penna come la sua potesse dedicare qualche riga all’epopea dello snooker nostrano. Infine complimenti per l’articolo !

  5. Avatar

    Stefano

    Dicembre 17, 2016 at 5:29 am

    Ronnie è il numero uno

    • Avatar

      Loretta Sacchi

      Novembre 6, 2017 at 7:14 am

      Concordo Assolutamente.
      Condivido per filo e per segno ogni Tua parola. Ronnie è Ronnie… nessun altro come Lui.

  6. Avatar

    Luca

    Gennaio 23, 2017 at 7:10 am

    Da ieri, vincitore per la settima volta del master. Nessuno come lui. Primo titolo nel 1995.

  7. Avatar

    Alex

    Ottobre 30, 2017 at 11:08 am

    concordo con Simone e lo dico da grandissimo ammiratore di Hendry e Davis… Ronnie ha innalzato ulteriormente l’asticella e l’ha portata ad altezze secondo me inarrivabili per chiunque e per chissà quanto tempo.
    Poi magari alla fine non avrà vinto quanto Hendry e magari Selby arrivato a fine carriera avrà vinto più mondiali di lui (quanto invidio la forza mentale del Jester…), ma qualunque appassionato di questo sport sa che Ronnie è qualcosa di diverso, è una sorta di alieno venuto sulla Terra per deliziarci col suo snooker divino.
    Se devo fare un paragone con un altro sport dico Roger Federer, stessa classe, stessi colpi impossibili, stesso stile e stessa genialità inarrivabile.

  8. Avatar

    Giovanni

    Marzo 29, 2019 at 2:41 am

    Ahahahahah hai centrato la tua previsione….ad oggi 29.03.2019 The rocket ha vinto 36 tornei, eguagliando un altro mostro della categoria, Stephen Hendry, da Ronnie definito il più grande giocatore di snooker. Ha fatto 1007 serie da 100 punti, 15 maximum break, ha un controllo della battente superiore a chiunque. Il più grande talento della storia di questo sport insieme al già citato Hendry, Jimmy White ed Alex “the hurricane” Higgins. Non fosse stato discontinuo a causa forse di una mente bipolare (molti lo chiamano neuro’sullivan) avrebbe vinto a mani basse tutti i tornei contro qualsiasi avversario. Se a 44 anni è tornato il numero 1 al mondo (dopo ben 9 anni), ridicolizzando due volte Robertson e disponendo facilmente di Trump (da molti definito suo erede), vuol dire che stiamo parlando di un fenomeno paragonabile ne suo sport a Federer, Messi, Cristiano Ronaldo, Usain Bolt e io ci aggiungerei anche Pantani. Gente nata per emozionare il genere umano appassionato di sport. Certo, ci sono e ci sono stati altri grandissimi…ma tu dimmi Simone se ti emoziona Selby, oppure John Higgins. Da appassionato di biliardo e di snooker, ti posso dire che mi diverto a guardare solo Williams e Trump. E mi fanno simpatia i cinesi Fu e Jun Hui. Un saluto

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

Bianchi contro Neri, la partita “razzista” dove nessuno si sentì discriminato Estate 1979; West Midlands, più precisamente West Bromwich. La società di casa allo...

Snooker

Quella sera al Gallia di Milano, la “Prima” dello snooker in Italia (parte terza): la notte delle Stelle Si dice che prima di TUTTO...

Calcio

Justin Fashanu, il fratello “sbagliato” Il 14 Ottobre 1979 si svolgeva il primo Gay Pride della storia con una lunga e affollata parata a...

Calcio

Nobby Stiles: l’anti-divo che arrivò sul tetto del mondo Se pensiamo al grande Manchester United e all’Inghilterra Campione del Mondo, ci vengono in mente...

Calcio

Coming Out Day: Fasce e lacci arcobaleno, ma il Calcio resta ancora uno sport omofobo L’11 Ottobre si celebra in tutto il mondo il...

Calcio

Josè Leandro Andrade: la vita estrema della Maravilla Negra Il 5 Ottobre 1957 ci lasciava Josè Leandro Andrade, la Maravilla Negra, il fenomeno dell’Uruguay...

Calcio

La Leggenda di Pelé che “ferma” la Guerra del Biafra in Nigeria Il 21 Settembre si celebra la Giornata Mondiale della Pace ONU. Per...

Calcio

Maxim Tsigalko: il più grande talento della storia che nessuno ha mai visto Si apre oggi la sessione di calciomercato estivo e i club...

Altri Sport

Le due vite “estreme” dell’Ironman Todd Crandell Cominciò tutto con due sorsi di birra, a tredici anni. Iniziò così la road to perdition di...

Calcio

Coppa del Bicentenario: quando i SuperEroi del Team America sfidarono il Mondo Nell’estate del 1976, in territorio statunitense, il mondo del calcio diede vita...

Basket

Kobe e Gianna: come te lo immagini il paradiso? Avrebbe compiuto oggi 42 anni Kobe Bryant, la leggenda dei Los Angeles Lakers recentemente scomparso...

Snooker

Il FIAT CHALLENGE andrà in scena ancora per un paio di edizioni, nel Regno Unito, con un format leggermente ritoccato e altri campioni da...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro