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Ronaldo, Wanda Nara e un 20-0: così muore il calcio italiano

Ronaldo, Wanda Nara e un 20-0: così muore il calcio italiano

Improvvisamente in Italia tutti parlano di Serie C. Per far scoprire questo campionato ci voleva un 20-0. Un torneo quello di Serie C fino a non molti anni fa amatissimo perché coinvolgeva decine e decine di medie e piccole città con migliaia di appassionati  e oggi sempre più negletto per via della possibilità di  assistere alle partite di categorie ben superiori, a ogni ora e in ogni angolo del mondo sulle tv satellitari e in streaming.

Parliamone anche noi del 20-0. Mi viene la tentazione di non farlo perché io vi racconto sempre di calcio e sport minori senza bisogno di ripugnanti fatti eclatanti, ma è giusto invece affrontare l’argomento. La situazione dell’Atletico Pro Piacenza è nota da tempo, tutti  i calciatori, i tecnici i dirigenti se ne sono andati, liberati dalla federazione per non aver praticamente mai ricevuto uno stipendio in stagione, la società non si era presentata in campo in tre occasioni, poi la Lega, per non si sa quale ragione, ufficialmente per evitare teatrini e figuracce aveva sospeso i suoi match. La settimana scorsa il cambio di rotta, visto che nel frattempo non si era riusciti a radiare la Pro, e la decisione di far tornare a giocare i piacentini regolarmente. Nella speranza che non si presentassero per la quarta volta risolvendo così il problema da soli, togliendo alla FIGC e alla Lega Pro l’incombenza di radiarli con un provvedimento d’imperio che avrebbe potuto essere impugnato davanti ai vari Tar, Consigli di Stato, Tribunali dei Ministri, Corte dei Conti, Autorità garanti varie (privacy, infanzia, detenuti…), Commissioni Parlamentari e magari anche al Magistrato del Po’ che in Italia di riffa o di raffa han competenza, palese, occulta o strisciante anche nel pianeta pallonaro.

Il presidente dell’Atletico Pro Piacenza, Pannella, il “signor Seleco” sponsor di Lazio e Salernitana del gruppo Lotito per capirci, però non ha voluto facilitare il compito al governo del calcio e ha spedito a Cuneo, accompagnati da un dirigente e da un massaggiatore sette ragazzi senza né arte né parte tra i 17 e i 19 anni. In sette a calcio si può giocare e dunque la partita doveva iniziare. Il problema era però che uno dei giovanotti si è dimenticato a casa i documenti di identità, o magari ha finto di averlo fatto per risparmiarsi la vergogna di quel che sarebbe seguito, e dunque l’arbitro gli ha impedito di scendere in campo. Problema risolto? Quarta rinuncia e radiazione? Assolutamente no! Il massaggiatore si cambia, incolla con lo scotch il nome sulla maglietta  e scende in campo come difensore centrale!

La partita inizia e con essa anche il tiro al bersaglio del Cuneo. Il primo tempo finisce 16-0. Nella ripresa i piemontesi tirano i remi in barca e ne fanno solo 4 per il 20-0 finale. Poi, tutti, a gridare vergogna, in prima fila i dirigenti di FIGC e Lega Pro che non hanno firmato un provvedimento di esclusione dal campionato del Pro Piacenza quando avrebbero dovuto farlo. E adesso cosa succederà? Gli emiliani finiranno il campionato così? Compresi i recuperi che devono disputare alcuni dei quali ancora relativi al girone di andata, figli dei ricorsi finiti nel vuoto da parte delle squadre che volevano essere ripescate in B? Non è dato saperlo al momento.

Ah, giusto per capire come siamo messi fino in fondo, lo stesso Cuneo sta giocando pur avendo depositato in Lega con la domanda di iscrizione una fideiussione irregolare. E non solo gli è stato consentito di iniziare il torneo pur  privo di un requisito fondamentale , ma anche di arrivare a metà del girone di ritorno senza sanare la posizione. Ora dovrebbe farlo entro metà marzo, insieme alla Lucchese, altra società del Girone A nella stessa situazione. Nel girone C il Matera ha invece risolto i problemi alla governance calcistica non presentandosi per la quarta volta al calcio d’inizio e autoescludendosi, facendo fare anche bellissima figura alla Capitale Europea 2019 della cultura. I punti di penalizzazione per tasse e stipendi non pagati intanto si sprecano anche in molte altre realtà della nostra terza serie. Però nella Juventus gioca Ronaldo e Wanda Nara ha perso la fascia di capitano dell’Inter, quindi tutto va bene! Icardi? Dite che era Mauro Icardi il capitano dell’Inter?

A cura di

Francesco Beltrami nasce 55 anni fa a Laveno sulle sponde del Lago Maggiore per trasferirsi nel 2007 a Gozzano su quelle del Cusio. Giornalista, senza tessera perché allergico a ogni schema e inquadramento, festeggerà nel 2020 i trent'anni dal suo primo articolo. Oltre a raccontare lo sport è stato anche atleta, scarsissimo, in diverse discipline e dirigente in molte società. È anche, forse sopratutto, uno storico dello sport, autore di diversi libri che autoproduce completamente. Ha intenzione di fondare un premio giornalistico per autoassegnarselo visto che vuol vincerne uno e nessuno glielo da.

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