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Rivista al…Bar: il commento della Serie A di Paolo Valenti

Col posticipo serale Sampdoria-Milan di lunedì, la prima giornata della Serie A 2021-22 è andata in archivio. Il calcio “vero”, quello dei tre punti e dell’attenzione alla classifica, è tornato anche se è ancora estate, l’aria appiccica di umido e salsedine e molti appassionati sono ancora in vacanza. Ma tant’è.

La partenza non ha dato luogo a particolari sorprese: al netto della scivolone della Juventus a Udine, per via più della deficitaria prestazione di Szczesny che per il richiamo alle amnesie della passata stagione, che pure ci sono state, milanesi, romane, Atalanta e Napoli hanno portato a casa la vittoria. Si è già detto molto sul campionato che sarà: equilibrio allargato, importanza degli allenatori, necessità di dare valore alle nuove idee in mancanza di troppi soldi da spendere. Nell’entropia di questo episodio primordiale, una verità sembra conclamata: le prime sette posizioni, con ordine da definire, saranno nelle mani di queste squadre. Chiamiamole le nuove sette sorelle, giusto per riportare in auge la nomenclatura del calcio italiano di vent’anni fa, quando a contendersi scudetto e piazzamenti per le competizioni europee erano le compagini di oggi con le sole variazioni di Fiorentina (comunque tra le possibili sorprese di quest’anno) e Parma, che hanno lasciato il testimone a Napoli e Atalanta.

Le considerazioni che arrivano dai campi, per quanto soggette alla controprova del tempo, spingono a dire che la Juventus probabilmente dovrà faticare ancora un po’ per trovare l’assetto migliore: rinunciando inizialmente a Ronaldo per poi chiamarlo in causa nel corso del match, ha dimostrato di essere ancora nel mezzo della transizione che ritorna al futuro di Allegri dopo la perlustrazione dei sentieri alternativi e insoddisfacenti seguiti con Sarri e Pirlo.

LInter campione d’Italia alza subito la voce: lo scudetto è mio – sembra dichiarare più ai suoi timori che agli avversari – e sarà dura venirlo a riprendere. Inzaghi, chiamato per gestire al meglio l’arrocco, è in grado di svolgere il compito al meglio. Il Milan tiene fede al suo proposito di mandare la gioventù al potere con una consapevolezza che le due ultime stagioni pandemiche hanno rafforzato. In più il mercato non è ancora finito e Ibra deve tornare. Roma e Lazio stanno assumendo le sembianze dei loro allenatori: per i giallorossi si è anche aggiunto il valore Abraham. Il Napoli vince in dieci, l’Atalanta lo fa all’ultimo minuto con un gol di Piccoli, attaccante classe 2001 che affianca il suo nome nella classifica dei marcatori a quelli degli azzurri Immobile, Belotti e Raspadori. Nella stagione che precede i mondiali, per Roberto Mancini è un bel segnale.

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