Il rischio del taglio drastico di peso negli Sport da combattimento
Negli sport di combattimento gli atleti sono consoni perdere peso velocemente per rientrare nelle categorie inferiori ed avere un vantaggio sugli avversari. Ma quali sono gli effetti a lungo termine di questi tagli drastici e reiterati? La comunità scientifica ad oggi ancora dibatte.
Le categorie negli sport da combattimento sono spesso definite da determinati range di peso. Il più delle volte nelle discipline sportive da combattimento c’è la tendenza a cercare di scendere di peso a ridosso della pesata, procedimento ufficiale che determina la distribuzione degli atleti nelle categorie attinenti. Il taglio del peso in prossimità di questo evento può rappresentare un vantaggio nell’ottica di un incontro di un avversario più leggero e meno prestante.
Di contro, molto spesso gli atleti subiscono una significativa disidratazione e fluttuazioni della massa corporea elevate a ridosso della pesata e quando essa si sviluppa poche ore prima della competizione, diventa molto difficile recuperare tutti i liquidi persi. Infatti una percentuale significativa di combattenti non si reidrata con successo prima della competizione, arrivando a combattere in uno stato di parziale disidratazione.
Il taglio del peso è una procedura usata ormai da anni negli sport da combattimento. I numerosi pareri discordanti provenienti da tutto il mondo scientifico hanno dato il via ad un dibattito che mette al centro la salute dell’atleta. Essendo una strategia fortemente drastica è difficile capire sino a che punto sia più vantaggioso scendere di categoria di peso e allo stesso tempo rischiare l’indebolimento fisico e muscolare del soggetto.