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Rafa non può

Se pensate di voler vedere su Netflix qualcosa oggi pomeriggio e magari non guardare Brasile – Messico, ottavo di finale del mondiale, aspettate di sentire cosa succede alla nazionale messicana.
La squadra che ha sorpreso tutti, contribuendo nettamente a sbattere fuori la Germania, deve fare i conti con un separato in casa. Un suo giocatore infatti, pur essendo parte della squadra non può fare quello che fa la squadra.

No, nessuna malattia e nessun mobbing. Nemmeno questioni per cui chiunque per ora si banna sui social. Ma semplicemente essere presenti in una black list degli Stati Uniti.
Lui è Rafa Marquez, per cui passare alla storia sta costando fatica e anche qualche bocca storta in attesa della definizione giudiziaria del tutto. Il capitano del Messico, ex di Barcellona ed Hellas Verona tra gli altri, ha una serie di divieti che sembrano il castigo ad un figlio adolescente o le precauzioni per un appestato. Non può usare le stesse maglie di allenamento dei suoi compagni, nè bere la stessa acqua, non può fare conferenze stampa con cartelloni pubblicitari dietro. Sa va parlare con la stampa non può aver presente nella stessa stanza nessun giornalista americano. Ah, non può nemmeno essere nominato uomo partita. Se fa la prestazione della vita, gli è interdetto anche il premio, sponsorizzato da una birra americana. E non deve rivolgere la parola a nessun americano in terra russa. Una passeggiata di salute.

Il motivo? Rafa Marquez è al centro di indagini, su cui è stato fatto il suo nome. Avrebbe appoggiato esternamente, stando a quello che si sta approfondendo, un trafficante messicano, che agisce su territorio statunitense. Il suo nome è saltato fuori e prima di decidere eventuali imputazioni penali, è arrivato il fisco a stelle e strisce. Infatti, quando pendono accuse di questo genere, prima ancora di arrivare a sentenza, in via precauzionale, gli USA inseriscono tra le persone non gradite il soggetto. Marquez dal canto suo, appresa la notizia, ha sguinzagliato i suoi legali perchè venga riabilitato il suo nome e tolto dalla lista.

La sua presenza con la nazionale messicana, tra l’altro, ha creato anche problemi di liquidità, mentre altre squadre hanno avuto dalla Fifa compensi in dollari, il Messico li ha ricevuti in euro. Una situazione a dir poco surreale, per la quale ogni partita smuove una serie di complicazioni, oltre che difficoltà varie. In attesa di accertare precise responsabilità di Marquez.
Allora, ancora convinti di guardare qualcosa su Netflix, oppure preferite Brasile-Messico?

Ettore Zanca
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