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Quella sera al Gallia di Milano, la “Prima” dello snooker in Italia (parte terza): la notte delle Stelle

Quella sera al Gallia di Milano, la “Prima” dello snooker in Italia (parte terza): la notte delle Stelle

Si dice che prima di TUTTO ci sia stato IL NULLA, o quasi, nel senso che tutta l’energia che  avrebbe dato vita al CREATO era concentrata in un sol punto. Poi d’improvviso, circa 14 miliardi di anni fa quasi un colpo di bacchetta magica ed ecco prodursi  il BIG BANG, l’immane esplosione che avrebbe lanciato l’energia a super velocità in ogni direzione, determinando la formazione di galassie, stelle, pianeti ed… esseri viventi. Nient’altro che polvere di stelle saremmo dunque, alla fine, noi esseri umani, così come cantava in un famoso brano degli anni settanta Alan Sorrenti. Lui che in FIGLI DELLE STELLE faceva riferimento, appunto, alla percezione della  natura umana come parte integrante di un TUTTO mirabilmente fuso in una grande ondata  cosmica di energia. E’ certo comunque, che in Italia, nel mondo del biliardo, la natura stellare dei campioni della stecca non si è mai offerta con tanto splendore come in occasione del lancio ufficiale dello SNOOKER, nel nostro paese. E’una fredda giornata di fine dicembre 88, quando negli eleganti saloni dell’Hotel Excelsior Gallia di Milano, vengono presentati i famosi professionisti del TEAM della Matchroom, capitanati da un’autentica SUPERSTAR come Steve Davis, all’epoca già 5 volte campione del mondo, nonchè uno dei più ricchi e famosi sportivi del Regno Unito. Possiamo dire addirittura il  NUMERO UNO, come ci sarà modo di verificare proprio in occasione del torneo milanese, valido come quarta prova del Norwich Union European Grand Prix 88/89. Nel gruppo figura il gallese Terry Griffiths, già detentore del titolo iridato, assieme all’inglese Tony Meo di italianissime origini  e l’altro inglese Willie Thorne, di cui purtroppo il mondo del biliardo ha dovuto lamentare la recente scomparsa. Con un Davis che risulta già qualificato per il GRAND FINAL di Montecarlo assieme a Dennis Taylor e Jimmy White, resta da vedere chi andrà a fare da incomodo in Costa Azzurra tra Griffiths, Meo e Thorne. I primi due possono riuscirci solo vincendo il torneo, mentre Thorne, già finalista a Parigi e Madrid, può permettersi di giocare di rimessa contando anche sul fatto che Davis, da asso pigliatutto qual’è, non vorrà  certo mancare l’occasione di lasciare il segno  nell’attesa «prima» italiana dello snooker. La NOTTE DELLE STELLE si appresta ad emettere il suo verdetto.

Nel salone delle feste dell’Hotel EXCELSIOR GALLIA di Milano, sono presenti un centinaio di ospiti, ammessi esclusivamente per invito. Uomini in giacca e cravatta e signore in abito elegante, a fare da cornice ad un’ambientazione assolutamente inusuale per il biliardo, nel nostro paese. Tra i presenti figurano non solo operatori ed esperti del settore, ma anche personaggi appartenenti al mondo dello spettacolo. Tra questi Alfio Liotta, destinato ad una bella carriera di commentatore televisivo di 5 BIRILLI, nonchè di CARAMBOLA, POOL e anche SNOOKER, guarda caso, ma che all’epoca poteva avere solo un’idea alquanto vaga del mondo del biliardo. Più che normale, peraltro, visto che era  molto preso dal suo lavoro di doppiatore e di nota voce prestata al mondo della pubblicità, senza dimenticarne gli impegni anche come presentatore ed attore. «Come tutti, da ragazzo, avevo tirato qualche steccata al bar, giusto per provare – ricorda a tanti anni di distanza Liotta – ma senza mai metterci troppo dentro la testa. Solo parecchi anni dopo, quando mi sono trovato a frequentare per lavoro uno studio di registrazione nei pressi di via Melzo, una laterale di corso Buenos Aires, mi è capitato di fermarmi qualche volta, ma giusto per la classica pausa caffè, nella famosa «Sala Mazzarella» che stava proprio lì vicino. Era l’ambiente che andava per la maggiore, a Milano, e vi si potevano vedere all’opera fuoriclasse come Cifalà, Sessa, Albrito e Cammarata impegnati in sfide da capogiro, anche per le cifre in palio … Beati loro, pensavo, perchè io per guadagnare DOVEVO LAVORARE ! Questo era poco ma sicuro .» 

Intanto l’interesse per il biliardo cominciava a crescere sul piccolo schermo, a partire soprattutto dal Mondiale di 5 BIRILLI, di Milano 87. Un grande successo di pubblico al Castello Sforzesco, ma soprattutto un BOOM a livello mediatico ed è da allora che il biliardo è entrato con sempre maggior frequenza nelle case degli italiani. Liotta, catanese di famiglia e milanese d’adozione, di quell’evento non sembra quasi essersi reso conto. Per lui, il primo vero contatto con il biliardo da competizione si è registrato l’anno dopo, proprio al Gallia, in occasione dell’esordio ufficiale dello snooker nel nostro paese. «Il biliardo lo conoscevo superficialmente. Non pensavo che potesse essere un gioco con una proiezione fuori dal bar, o dalla sale. Sono rimasto di stucco, si può capire, quando QUELLA SERA, a seguito di un invito ricevuto nel mondo dello spettacolo, ho messo piede  al Gallia, vicino alla Stazione Centrale. Il vero BILIARDO TELEVISIVO l’ho scoperto solo allora ed è stato tutto molto coinvolgente, fin dall’inizio. Ho preso subito un buon posto in terza fila, sulla tribunetta centrale, ed ho cominciato a guardarmi attorno. Immaginate la sorpresa di ritrovarmi in un’ambientazione da SET CINEMATOGRAFICO, con i giocatori a fare la parte degli ATTORI. Quello era proprio il mio mondo.» Potenti riflettori illuminano A GIORNO l’ambiente, mentre varie telecamere inquadrano il gioco da ogni possibile angolazione, sul maestoso tavolo che troneggia al centro della sala. La regia, in concorrenza con quella dei maestri inglesi della BBC, è di CANAL +, la pay tv francese che ha seguito in diretta tutto IL CIRCUITO, poi trasmesso in Italia, sotto forma di HIGHLIGHTS, da Telemontecarlo. Impeccabili i giocatori a muoversi sulla scena da artisti consumati, ma in sala, come ovvio, c’è una sola SUPERSTAR su cui far convergere  l’interesse del pubblico. Chiaro che si tratta del mitico Steve Davis, già conosciuto in Italia con l’eloquente  soprannome di MISTER MILIARDO. I suoi guadagni da capogiro (NDA calcolati in due milioni di dollari l’anno) sono stati uno degli argomenti più gettonati della serata, tanto più in un’ epoca antecedente il MONDIALE PRO, su TELE +2, quando finalmente si sono visti circolare SOLDI VERI anche per i giocatori, in Italia.

Una storia curiosa quella del rapporto dell’amico e collega Liotta con lo SNOOKER, visto che per motivi di lavoro era venuto a trovarsi anni prima in Canada, in un periodo in cui la classica specialità con le 21 bilie colorate era piuttosto in voga nell’estremo nord del continente americano. Non poteva fare eccezione Toronto, che del paese è la metropoli principale con i suoi quasi tre milioni di abitanti , di cui una buona parte di origine italiana. Una città così fredda e poco vivibile in inverno, da dover  essere costruita su due livelli, di cui uno UNDERGROUND, cioè nel sottosuolo! Da quelle parti si dice che la città l’hanno costruita i nostri connazionali  e, non a caso, la comunità italiana è particolarmente nutrita, con  quasi mezzo milione di residenti. Ecco la ragione, in sintesi, della presenza di Liotta a Toronto, che è chiamato sul posto come presentatore e speaker di un’emittente che realizza programmi rivolti ai nostri connazionali della terra dei GRANDI LAGHI. « Non vorrei si pensasse – sorride Liotta – che io sia potuto vivere nella parte «sbagliata» della città, per quanto riguarda il biliardo. In realtà il gioco non mi passava nemmeno per l’anticamera del cervello, preso com’ero da una FULL IMMERSION televisiva che mi vedeva impegnato da mattina a sera a presentare programmi, a condurre  interviste e pure a leggere le News. Il vero biliardo l’ho scoperto in epoca successiva, in Italia, come già detto.  In seguito ho avuto anche il piacere di commentare prima i 5 birilli e successivamente pure lo snooker, a EUROSPORT,  in coppia con chi sai bene tu…» In realtà l’arrivo di Alfio nell’emittente paneuropea, nel 2009, mi ha piacevolmente sorpreso, ma solo adesso riesco a realizzare che per quanto biliardo ai 5  BIRILLI si sia potuto commentare assieme ai tempi di TELE+2 e nelle videocassette della DeAgostini (NDA:  l’ARTE DEL BILIARDO), resta un fatto che la nostra maggior produzione di coppia si è registrata proprio nel quadriennio in cui abbiamo lavorato assieme, nello SNOOKER . Proprio quella specialità che, come un segno del destino, aveva letteralmente affascinato il NOSTRO TESTIMONE, tanti anni prima, nella famosa NOTTE DELLE STELLE al Gallia di Milano.

Sede di gara è il prestigioso HOTEL EXCELSIOR GALLIA, uno degli alberghi più conosciuti ed apprezzati della grande metropoli lombarda, fin dagli anni trenta. Un ambiente esclusivo su cui si è accentrato per tanto tempo l’interesse dei MEDIA per seguire, ogni estate, le intricate vicende del famoso CALCIOMERCATO, un evento che tanto coinvolge, da sempre, il MONDO ITALIOTA del pallone. Certo, un’ambientazione di gran classe, da  biliardo in GUANTI BIANCHI, forse  persino eccessiva per le abitudini un po’ ruspanti di casa nostra. Questo potrebbe spiegare la presenza  davvero limitata, in sala, dei nostri BIG della stecca, proprio perchè tanti avranno temuto  di trovarsi a disagio a contatto con un mondo lontano ANNI LUCE da quella che era la nostra realtà nazionale del biliardo. Tra i pochi meritevoli di una citazione ci sono due vice-campioni del mondo di 5 birilli. Si parla di Niky Cammarata e Giuseppe Consagno, entrambi vincitori di titoli italiani e di una edizione del prestigioso Grand Prix di goriziana a Saint-Vincent. Due personaggi che hanno sempre saputo trarre spunti interessanti dalle altri grandi specialità del biliardo internazionale, in particolare dalla carambola 3 sponde, diventando eccellenti interpreti del BIATHLON (NDA. Cammarata, tra l’altro, vanta un bel secondo posto al Mondiale di Thiene 91). Due autentici cultori del PANNO VERDE che hanno saputo guardare anche allo snooker, magari per capire come quel CIRCUITO PRIVILEGIATO sia riuscito ad  ottenere tanto successo a livello mediatico ed economico. Consagno, con i figli, ha tenuto un tavolo da snooker nel suo Circolo, a Nocera Inferiore, e quando ha deciso, coraggiosamente, di mettersi alla testa di una pubblicazione specializzata, non ha mancato di inserirvi , ogni tanto, anche qualche valido articolo di snooker.      

Tra i personaggi che si sono fatti vedere  al Gallia, una citazione DI MERITO  va  al grande LAURDES CAVALLARI, classe 1916, dunque già un OVER 70 all’epoca. Un  fuoriclasse considerato a ragione  il prototipo del giocatore professionista, anche se non proprio in maniera dichiarata, visto che faceva parte di una Federazione che, per statuto, doveva essere contraria ad ogni forma di professionismo. Giocatore molto ferrato sotto il profilo tecnico, Cavallari era  al tempo stesso un grande stratega e un fenomenale colpitore. Si può immaginare che si sarà rivisto, da giovane,  nella grande precisione di Davis & Co., ma chissà quanti interrogativi  saranno frullati per la testa del buon «Sesto», che era ferrarese di origine, ma godeva di questo soprannome perchè veniva da Sesto S.Giovanni. Tante domande relative, prima di tutto, agli aspetti tecnici di un gioco che praticato su tavoli così grandi, con bilie  piccole e stecche tanto sottili e leggere, ha portato ad assumere un’impostazione molto abbassata al tavolo e ad adottare una  meccanica esecutiva di AVAMBRACCIO, così diversa da quella a TUTTO BRACCIO tipica del gioco ai birilli. Per non parlare poi della tecnica di mira con  focalizzazione all’ultimo istante sulla bilia avversaria, quando era normale per tutti i campioni  della sua epoca – sui vecchi tavoli DA ITALIANA con le buche  – guardare all’ultimo momento la  battente per assicurarsi il giusto punto di attacco con la stecca .

Di tutti i quesiti che avrà potuto porsi il grande maestro milanese, sicuramente il principale sarà stato di capire come i professionisti dello snooker possano guadagnare molti soldi e con tanta facilità. Lui che pur avendo tirato avanti dignitosamente la carretta per oltre mezzo secolo, da «rispettato» professionista, di certo non ha mai potuto vantarsi, nemmeno per un momento, di sguazzare nell’oro anzi, le sue belle delusioni le ha avute, come quando è venuta a galla la STORIA delle lezioni impartite, in privato, ad un certo ADRIANO CELENTANO, per un importo complessivo di lire CINQUANTAMILA! Si dà il caso che tale personaggio, soprannominato «Il Molleggiato», fosse alquanto in vista nel mondo dello spettacolo per cui la vicenda non poteva  passare inosservata. La Federazione si è trovata con le mani legate e si è vista costretta a rifilare a Cavallari una pesante squalifica, per professionismo. Una sospensione di DUE ANNI, arrivata nel 65, che ha colpito il maestro nel periodo  di maggior fulgore della carriera, quando era considerato il NUMERO UNO della specialità. Al momento del rientro alle competizioni Cavallari, ormai superata la fatidica QUOTA CINQUANTA, ha dovuto accettare la leadership del fiorentino Emilio Biagini, di alcuni anni più giovane, diventato ormai il nuovo asso pigliatutto dei 5 birilli. Intanto Celentano, già da ragazzo appassionato delle serate di  biliardo al bar, con gli amici, ha potuto perfezionarsi anche grazie ai consigli di «Sesto», diventando così autonomo in buona parte delle scene girate sul biliardo, al cinema. Poi chissà, da quel gran burlone che è sempre stato, quali GIRI avrà potuto inventare sul panno verde «Il Molleggiato» per incuriosire e divertire i suoi ospiti nei dopo cena in villa, in Brianza. Prima, sicuramente, con  qualche bel tiro di esibizione sul biliardo e poi, una volta spediti a nanna i SONNANBULI, magari organizzando un bel POKERINO per adulti vaccinati, giusto  per tirare mattina.


Rivista “Il Musichiere”  Febbraio 1961 (collezione Corrado Amato)

Il giorno più lungo dello SNOOKER in Italia inizia di mattina, subito dopo colazione. Vari biliardieri e operatori del settore potenzialmente interessati ad entrare in contatto col mondo dello snooker, sono invitati ad un MEETING in cui gli ORGANIZZATORI andranno ad illustrare i loro programmi di penetrazione nel mercato italiano. Ovviamente tutto è finalizzato alla ricerca di validi  partner commerciali IN LOCO, ma gli inglesi incappano male e sono destinati a fare un bel buco nell’acqua, almeno sotto il profilo commerciale. Ora, se per quanto riguarda il torneo non c’è dubbio che tutto faccia capo alla MATCHROOM di Barry Hearn, per quanto concerne invece gli aspetti prettamente commerciali della vicenda, pare ci sia di mezzo una ditta dell’Europa continentale, cui la MATCHROOM avrebbe dato l’esclusiva dei suoi prodotti (biliardi, stecche, libri, profumi, dischi in vinile e quant’altro) da piazzare a dovere oltre Manica. Ne fa cenno Mariano Maggio, titolare della MBM biliardi di Roma, nonchè brillante promotore del biliardo televisivo in Italia, il quale si trova IN MISSIONE a Milano, in una duplice veste: «Sono stato invitato a questa riunione da una DITTA  BELGA, mi pare (NDA si è sentito dire in giro che potesse trattarsi della Europe Snooker Ltd.) e mi trovavo assieme ad altri produttori più o meno interessati alla questione. Però alla fine non se n’è  fatto niente, perchè  ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso di non partecipare in quanto LA COSA NON ERA TANTO CHIARA. Dirò di più, abbiamo approfittato dell’occasione per riunirci tra noi  e parlare degli interessi di CASA NOSTRA, tra l’altro in un momento particolare di passaggio  dai vecchi biliardi tradizionali all’italiana, ai tavoli internazionali senza  buche.» Da notare, in proposito, che dopo alcune difficoltà iniziali, questo settore ha cominciato a muoversi in maniera molto interessante e allora si può pensare che, snooker o non snooker, l’intromissione potenziale degli inglesi nel mercato italiano potesse destare viva preoccupazione tra gli addetti ai lavori. Alla fine, come apparso evidente sin dall’inizio, con i sudditi di Sua Maestà non se n’è fatto proprio UN BEL NULLA .

Boicottata dunque, in blocco, la «pericolosa» iniziativa commerciale della PERFIDA ALBIONE, adesso per Maggio si tratta di entrare nella seconda fase della missione, strettamente personale questa volta, che è quella di stabilire il più velocemente possibile un fattivo contatto con l’organizzazione del torneo, per mettere assieme, sotto un profilo giornalistico, tutte le informazioni relative ai protagonisti, alla meccanica di gioco, al punteggio e all’interpretazione  di  un regolamento che appare alquanto complicato. Fortuna vuole che in sala tutto sia organizzato in maniera molto professionale e che si possa contare sulla presenza  di un valido speaker a bordo tavolo: David Hayter, di Telemontecarlo. Ciò consente ai presenti di entrare  progressivamente nella meccanica di un gioco molto raffinato, di cui vanno sottolineate le fasi di attacco, ma anche quelle di difesa, come pure la scelta di tiro e la qualità esecutiva sciorinata, peraltro, a piene mani dai migliori giocatori del mondo. Una buona scuola per tutti, in fondo, in un momento in cui la specialità muove i primi passi in Italia, quando non c’è ancora internet e i supporti didattici sono molto limitati, oltre che  difficili da reperire. Per il dinamico Mariano Maggio una full immersion salutare, si può pensare, con vari MATCH da seguire e tante informazioni e chiarimenti da recepire, in vista di un pronto  rientro a Roma dove è chiamato a  commentare gli HIGHLIGHTS della finale, a fianco di  Massimo Benedetti, negli studi di Telemontecarlo.

L’attesa trasmissione verrà proposta a STASERA SPORT, in seconda serata, per una durata di circa un’ora, inclusiva naturalmente dei soliti 12 minuti di IMMANCABILE PUBBLICITA’. Magari potrà sembrare poco adesso, per chi è abituato a seguire ore e ore di DIRETTA a  EUROSPORT, la rete su cui lo SNOOKER è diventato una trasmissione di culto a partire dai primi anni duemila. Ma all’epoca, credetemi, si trattava di TANTA ROBA, anche in rapporto al fatto che TMC era un’importante RETE GENERALISTA. Tra l’altro si parla di un programma ben confezionato, con un valido commento e ottime riprese, che niente avevano da invidiare a quelle delle super specializzate reti britanniche. Un plauso ai commentatori che con garbo e misura hanno saputo condurre validamente in porto la prima, vera telecronaca di snooker, in Italia. L’enfasi, comprensibilmente, non poteva che essere sui personaggi – Davis in particolare – come sulla  meccanica  di gioco e sul punteggio. Però sono piaciuti il ritmo narrativo, l’affiatamento di coppia e la capacità di sottolineare, con puntualità, i momenti chiave del match sia sotto l’aspetto tecnico, che quello  psicologico. Il fascino del gioco, le valenze dei colori e la spettacolarità di certi colpi  usciti come per magia dalle mani dei protagonisti, HANNO FATTO IL RESTO. Non c’è voluto tanto a capire che, prima o poi, lo snooker sarebbe diventato un CULT TELEVISIVO anche da noi .

(fine terza parte)

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