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Pubblicità e scommesse: le due cose che le Tv dovranno fare per rispettare il Decreto Dignità

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Pubblicità e scommesse: le due cose che le Tv dovranno fare per rispettare il Decreto Dignità

La pubblicità delle scommesse e del gioco d’azzardo tra poco sarà solamente un ricordo nel Belpaese. Dall’8 agosto 2019, infatti, per una novità inserita nel cosiddetto “decreto dignità”, non sarà più possibile mandare in onda pubblicità su questi due temi.

Sulla questione è scesa in campo la stessa AgCom (l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). Questa stessa autorità ha stilato delle vere e proprie linee guida per spiegare, ai diretti interessati, come agire senza correre il rischio di cadere in eventuali sanzioni.

Tra i punti da mettere in risalto vi è quello che permette ai nomi delle storiche agenzie delle scommesse italiane, ad esempio Totocalcio e Superenalotto, di conservare il “diritto ad esistere”.

La stessa AgCom ha chiesto al governo di non scagliarsi a 360° contro il mondo del gioco di azzardo. Nel mondo del calcio attuale infatti, sia a livello nazionale che internazionale, sono sempre di più le squadre che, come sponsor principale, hanno una società di scommesse. Nella liga spagnola, ad esempio, se ne possono contare quattro, nella Premier League inglese addirittura nove.

Qualora la legge italiana non dovesse essere corretta, le nostre emittenti tv nazionali dovranno occuparsi di due problemi in particolare: oscurare il nome degli sponsor dalle divise da gioco delle squadre internazionali, sia durante le dirette, sia nei match in differita. Inoltre, saranno obbligate a oscurare anche le pubblicità di scommesse dai cartelloni degli stadi inglesi, spagnoli o tedeschi.  Tra il dire ed il fare, però, ne passa di acqua sotto i ponti….

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