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Protesi sportive: atleti famosi con disabilità

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Le protesi sportive non si presentano come un impedimento in ambito sportivo, anzi, molti atleti hanno trovato la loro passione e si sono fatti conoscere in tutto il mondo per il loro talento, il quale va oltre qualsiasi disabilità.

Grazie alle innumerevoli innovazioni nel campo delle protesi sportive, non si presentano più limiti per coloro che vogliono praticare uno sport ma sembrano apparentemente impossibilitati. Le innovazioni in ambito ortopedico hanno permesso uno sviluppo di protesi sportive in grado di adattarsi ai movimenti e permettere di praticare attività sportiva anche a livello agonistico.

Chi sono gli atleti famosi con protesi sportive?

Sono molti gli atleti che continuano a praticare la loro disciplina nonostante l’utilizzo di protesi sportive o altri dispositivi ortopedici in grado di fornirgli una vita il più normale possibile.

Fra gli esempi più famosi, citiamo Alex Zanardi, noto pilota automobilistico in Formula 1, a causa di un grave incidente è stato sottoposto all’amputazione di entrambi gli arti inferiori.

Nel 2001 Zanardi si è affidato per il primo intervento al Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, con il quale negli anni ha mantenuto i rapporti. Il centro è famoso come “Officina dei campioni”, oltre a Zanardi anche Bebe Vio si è affidata a questo centro, per le tecnologie e i materiali d’avanguardia.

Zanardi ha instaurato un rapporto di amicizia e di fiducia con i tecnici del centro, è importante infatti affidarsi ad esperti del settore come Ortopedia Passoni e fidarsi in un rapporto che poi prosegue nel tempo. Il centro da tempo promuove l’attività sportiva per i disabili, prevedendo riabilitazione e reinserimento per i pazienti.

Nel 2018 Zanardi con Vigorso “Handbike kneeler” ha portato avanti un’iniziativa volta allo sviluppo di biciclette adatte a persone disabili senza gli arti inferiori, cosa impossibile fino a quel momento.

L’atleta promuove anche un progetto chiamato “Obiettivo 3” volto ad avvicinare persone disabili alla pratica sportiva. Zanardi ha fondato un’associazione “Bimbingamba” che sviluppa protesi ortopediche per i bambini che per incidenti o malattie hanno perso l’utilizzo degli arti e non possono usufruire dell’assistenza sanitaria.

Oscar Pistorius è un’atleta sudafricano che, a differenza di Zanardi, è praticamente nato senza gli arti inferiori. L’atleta ha subito a pochi mesi dalla nascita l’amputazione di entrambi gli arti a causa di una malformazione congenita.

Questo impedimento non gli ha certo impedito di coltivare la sua passione, grazie all’utilizzo di protesi sportive è riuscito a correre lo stesso, partecipando a diverse olimpiadi.

Le protesi sportive di Pistorius sono un vero e proprio gioiellino, per questo sono state viste molte volte come una facilitazione per l’atleta.

Le sue protesi sono conosciute come “Cheetahs” (ghepardo), a causa della velocità che gli permettono di raggiungere.

Sono 2 sottili gambe in fibra di carbonio ideate solamente per la corsa, sono state prodotte da un’azienda islandese con lo scopo di ottenere il massimo delle prestazioni dai suoi quadricipiti.

Le protesi sono sviluppate per fornirgli prestazioni superiori, la fibra di carbonio, infatti, garantisce un notevole vantaggio meccanico.

Pistorius nella vita quotidiana indossa delle altre protesi molto più simili, come forma, ad una gamba.

Ambra Sabatini è una velocista e atleta del salto in lungo, detiene il record mondiale paralimpico nei 100 metri piani.

L’atleta ha subito un infortunio a soli 19 anni e ha ripreso subito a fare sport: prima il nuoto e la bici, poi, con la protesi da corsa, il ritorno in pista. Anche lei si è affidata al centro di Vigoroso per la sua protesi da corsa.

Atleti famosi con disabilità

Le protesi sportive sono solo uno degli strumenti che la medicina ha messo a disposizione degli atleti che presentano disabilità, infatti, molti presentano tutti gli arti ma un’impossibilità di muoversi o di vedere.

Angela Procida è una promessa del nuoto paralimpico in Italia, è stata 2 volte medaglia d’argento ai mondiali e una di bronzo agli europei. Procida si trova sulla carrozzina da quasi tutta la vita, a 5 anni ha perso l’uso delle gambe a causa di un incidente in automobile.

Giovanni Achenza è triatleta e paraciclista italiano, costretto sulla sedia a rotelle a causa di un incidente sul lavoro, l’atleta non ha mollato. Grazie all’utilizzo dell’Handbike è riuscito a portare avanti i suoi obiettivi divenendo un atleta paralimpico.

Gianni Sasso era una promessa del calcio, costretto a causa di un incidente d’auto all’amputazione della gamba. Grazie all’utilizzo di protesi sportive è riuscito ad ottenere il record del mondo nella maratona con stampelle di Amsterdam e la coppa del mondo paratriathlon 2014.

Bebe Vio, atleta in fioretto individuale paralimpico, a causa di una meningite è stata costretta all’amputazione di braccia e gambe da piccolina. L’azienda Ottobock ha prodotto per lei le “Bebionic Hands”, mani adatte ai movimenti della sua disciplina.

Grazie alla onlus Art4sport dal 2009, Bebe e la sua famiglia sostengono bambini e ragazzi con disabilità aiutandoli ad adattarsi al meglio alle nuove protesi sportive.

Assunta Legnante è campionessa del lancio del peso e discobola italiana, nel 2007 diventa campionessa europea indoor a Birmingham. Perde la vista a 34 anni a causa di un glaucoma congenito che le aveva già causato problemi in passato. La sua disabilità non la ferma dal diventare atleta paralimpica.

Normalizzare la disabilità grazie a questi atleti, ha permesso a molti giovani di non vergognarsi più delle loro problematiche ma a sfruttare le proprie potenzialità per poter diventare campioni.

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