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Prince Buster e la boxe a ritmo di ska

Prince Buster e la boxe a ritmo di ska

La Giamaica è una terra conosciuta per alcuni sport in particolare. Per il calcio, basti pensare alla figura di Bob Marley o a quelle delle “reggae girls”, passando per il cricket, lascito del periodo coloniale dell’impero britannico terminato nell’agosto 1962, fino all’atletica leggera, ed in questo caso non si può non citare la figura di Usain Bolt, sono parecchie le pratiche sportive per cui la piccola isola caraibica è famosa.

Negli ultimi tempi, però, stanno venendo fuori anche altri sport assai distanti da quelli descritti. Uno degli esempi che si può fare è, ad esempio, quello della boxe. Nel novembre 2018 si è recato a Kingston niente meno che Anthony Joshua, pugile di origini nigeriane vincitore della medaglia d’oro nella categoria dilettanti alle Olimpiadi di Londra 2012.

Il campione olimpico, in quell’occasione, ha visitato la Haile Selassie High School di Payneland, importante scuola locale per futuri pugili, ed ha speso parole di elogio la situazione attuale della boxe giamaicana. Lo stesso Joshua ha affermato che la Giamaica rappresenta “una terra che ben seminata può produrre anche campioni di pugilato”.

La boxe però, già durante la seconda metà del XIX secolo, era presente nell’isola anche se non ai livelli di adesso. Una figura molto importante che la praticava allora era quella di Prince Buster, cantautore e produttore di musica, che da molti è ritenuto come uno dei massimi esponenti mondiale del genere musicale dello ska.

Prince Buster, il cui vero nome era Cecil Bustamente Campbell, in questi giorni ha compiuto 82 anni. Egli infatti nacque, in una data imprecisata tra il 24 e il 28 maggio 1932, nella famosa Orange Street di Kingston, ad est del quartiere di Trenchown, il luogo dove si svilupparono molti dei generi musicali giamaicani più famosi di sempre.

Da giovanissimo venne mandato a vivere con la nonna nella Giamaica rurale dove ebbe i primi contatti con il mondo delle note. Poco tempo dopo però, tornato a Kingston, si avvicinò anche alla boxe, una passione che si porterà avanti per tutta la vita.

Grazie alle sua particolare abilità in questo sport si guadagnò il nome di Prince Buster, verso la fine degli anni ’30 del XX secolo. Per questa sua qualità, e per la sua tendenza bellicosa, fu ingaggiato niente meno che da Sir Coxsone Dodd per ricorpire vari ruoli “di protezione” del suo sound system. Negli anni ’50, grazie a questa collaborazione con uno dei più importanti esperti di musica giamaicana di sempre, Prince prese la decisione di costruire un proprio sound system. Tale sound venne ribattezzato “Voice of the People” e, nel giro di pochi anni, diventò un diretto concorrente di quello di Coxsone Dodd.

Nel 1961 pubblicò, con la collaborazione del gruppo Folkes Brotherse, il suo primo pezzo famoso dal titolo “Oh Carolina”. Grazie a questa canzone egli diventò un artista di riferimento nella scena ska e nelle sue varie derivazioni sia nella stessa Giamaica ma anche oltreconfine, soprattutto in alcuni stati come Inghilterra e Stati Uniti.

Da lì cominciò il periodo musicale più prolifico di Prince Buster. Nel giro di pochi anni registrò quelle che, a detta di molti, sono le sue canzoni più famose di sempre: “Madness” nel 1963 e “One Step Beyond” nel 1964.

Con il decennio successivo, quando lo ska perse il ruolo di genere musicale giamaicano più ascoltato nel mondo soppiantato dal nascente reggae, la figura di Buster ebbe un piccolo declino. La sua fama però ricominciò a crescere quando nel 1976 si formò, in Inghilterra, un gruppo chiamato “Madness”.

Tale band, nata nel quartiere londinese di Camden Town, era una delle prime espressioni del 2 tone ska: un genere che si rifaceva allo ska giamaicano con influenze anche del punk rock inglese. Molti dei maggiori successi del gruppo di Londra furono delle rivisitazioni di alcuni pezzi dello stesso Prince Buster, ad esempio “Madness” e “One Step Beyond”. Il cantante giamaicano, in questo modo, riuscì a vivere una seconda giovinezza dal punto di vista musicale.

Prince Buster morì la mattina dell’8 settembre 2016, a 78 anni di età, nella città americana di Miami, la stessa in cui era venuto a mancare un certo Robert Nesta Marley l’11 maggio 1981. La causa della morte fu dei problemi cardiaci di cui soffriva da tempo.

Da un punto di vista sportivo sono due gli episodi che videro protagonista questa figura. Entrambi, per una semplice casualità, avvennero nel 1964.

In quell’anno, infatti, Prince Buster si convertì all’Islam. A convincerlo, a quanto pare, fu un incontro che gli ebbe con il grande pugile Muhammad Ali, anche lui convertitosi all’Islam nel corso della sua vita.

Lo stesso Ali convinse il cantante a partecipare ad un evento del Nation of Islam. Questo, per chi non lo sapesse, è un movimento che persegue la teoria del cosiddetto “afroislamismo” che vorrebbe far diventare gli Stati Uniti d’America un paese a maggioranza nera e filo-islamico.

Il secondo episodio invece avvenne il 3 ottobre 1964. Pochi mesi prima Prince Buster aveva avuto una vera e propria disputa musicale con un altro famosissimo cantante giamaicano quale Derrick Morgan.

Morgan, infatti, aveva scritto un pezzo chiamato “Foward March” che era diventato l’inno nazionale dello stesso governo di Kingston. Buster, però, rivendicava di essere il vero padre di quella canzone e accusò Derrick Morgan di avergli rubato l’idea.

In quella giornata autunnale il re dello ska tenne il suo primo incontro ufficiale sul ring, durante il quale fu sconfitto dal pugile statunitense Joe Brown. Poco dopo, però, Prince riuscì a vincere il suo primo incontro “di livello” contro Gene Coy.

Da questi fatti, e data anche la loro rivalità musicale, Morgan e Buster presero spunto per registrare un pezzo a testa. Il primo incise “Housewives Choice”, il secondo invece registrò “Blackhead Chinaman”.

Nelle classifiche delle vendite andò nettamente meglio il pezzo di Derrick Morgan. La boxe insomma, in questa specifica occasione, diventò un semplice pretesto per Derrick Morgan per denigrare lo stesso re dello ska dal punto di vista musicale.

Egli, infatti, disse al suo amico: “Era meglio che continuavi a fare il pugile anzichè cantare”. Nonostante ciò Prince Buster coltivò il suo hobby per i guantoni e Morgan lo vide in più di un incontro dal vivo sul ring.

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