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Primo Carnera e il cinema: tre Film da vedere assolutamente

Primo Carnera e il cinema: tre Film da vedere assolutamente

Il 25 ottobre 1906 nasceva Primo Carnera, leggendario pugile friulano campione del Mondo dei Pesi Massimi. Ma nella storia del Gigante Buono esistono parentesi che con lo Sport non hanno nulla (o quasi) a che fare. Come quando si cimentò nella carriera di attore.

Mendicante, carpentiere, attrazione da circo, pugile e infine anche attore. Non si può certo dire che il gigante di Sequal, Primo Carnera, non abbia provato molte esperienze nella sua vita. Eppure, se molto sappiamo della sua carriera pugilistica, delle vittorie, sconfitte e drammi personali, meno conosciuto è l’aspetto che lo lega al grande schermo. Quello tra il cinema e Primo Carnera è stato un rapporto nato nel bel mezzo della sua carriera sportiva, al culmine della sua popolarità, pochi mesi dopo il match leggendario contro lo spagnolo Paulino Uzcudun davanti a 60.000 spettatori, tra cui Benito Mussolini. Fu il regista statunitense statunitense Woodbridge Strong Van Dyke a proporgli un ruolo nel film “L’Idolo delle donne” che vide la partecipazione dell’altro pugile, che a dodici mesi di distanza dal film sfilerà a Carnera il titolo mondiale, Max Baer. Il pugile friulano cederà altre sedici volte alle avances dei produttori cinematografici, l’ultima apparizione sul grande schermo sarà in occasione del film del 1959 “Ercole e la regina di Lidia” diretto da Pietro Francisci. In quell’occasione Carnera, nel ruolo di Anteo, mostrò i primi segni di invecchiamento, anche a causa della malattia che otto anni dopo lo porterà alla morte.

Ecco i tre film in cui Primo Carnera ha recitato che Io gioco pulito vi consiglia di vedere per conoscere ancora più in profondità la storica figura dello sport italiano:

Domani splenderà il sole, 1955

In questo film diretto da Carol Reed il ring non abbandona Carnera nemmeno davanti le telecamere. Nella periferia est di Londra, il piccolo Joe vive con sua madre in un appartamento vicino ad una sartoria dove fa la conoscenza di Sam (Joe Robinson), un povero garzone di bottega con la passione per il pugilato. Un giorno Joe ascolta il padrone della sartoria raccontare la storia di un piccolo unicorno che se catturato avrebbe esaudito ogni suo desiderio. Proprio l’unicorno diventa l’ossessione del bambino che vorrebbe aiutare l’amico Sam a realizzare i suoi sogni di pugile e a sposare la donna che ama. Perciò Joe spende tutti i suoi soldi per acquistare una capretta con una piccola protuberanza sulla testa che convince il bambino di avere a che fare proprio con il fantastico animale. L’ingresso in scena di Primo Carnera è, come in tutti i suoi film, monumentale. Il suo personaggio, Python Macklin, un lottatore di wrestling famoso per la sua enorme stazza, è costretto ad inginocchiarsi per entrare dalla porta della palestra dove sbeffeggia Sam e lo batte in un incontro improvvisato. Quest’ultimo, ferito nell’orgoglio, gli promette di batterlo in futuro e il film ruota attorno alla preparazione del match finale che alla fine Sam vincerà riuscendo a sposare la donna che ama e a cambiare vita. Carnera, che nel film è il nemico del protagonista, non riesce fino in fondo a farsi odiare dallo spettatore per via del suo aspetto bonario aldilà del fisico imponente e questo è il fattore che limita la memorabilità del match finale. Un film che in ogni caso, pur avendo riscontrato meno successo di quanto meritasse, costituisce un grande classico del genere e capace di ispirare capolavori futuri.

Due cuori fra le belve, 1943

Due fuoriclasse nei rispettivi campi si incontrano per dare vita ad una pellicola diretta da Giorgio Simoncelli. Antonio De Curtis meglio noto come Totò interpreta una maestro di danza perdutamente innamorato di Laura, una ragazza che assieme all’esploratore Smith intraprende un pericoloso viaggio in Africa per trovare suo padre misteriosamente scomparso, il professor Berti che era in Africa per uno studio sull’anello mancante nella catena evolutiva. Totò decide quindi di partecipare alla spedizione e si propone come guardia del corpo della ragazza ma viene catturato da un gruppo di indigeni. Il maestro di danza viene condannato a morte ma la regina convince il Grande Capo (Primo Carnera) ad avere pietà di lui. Quest’ultimo accetta a patto che Totò lo sfidi a duello. La comicità del momento è tutta racchiusa nel contrasto tra la grandezza di Carnera confrontata con la gracilità di Totò che riesce a fuggire insieme a Laura e suo padre, finalmente ritrovato nella giungla.

L’idolo delle donne, 1933

Primo Carnera interpreta se stesso in questo film del 1933 diretto da Van Dyke. Insieme a lui, debutta nel grande schermo anche l’altro pugile di fama internazionale, Max Baer. Quest’ultimo interpreta Steve, proprietario di un bar, che accetta la proposta di un agente di diventare un pugile professionista. Un giorno, durante un allenamento per strada, una macchina sparata a tutta velocità rischia di investirlo e termina la sua corsa in un fossato. A bordo c’è la famosa cantante Belle Marcer, Steve la soccorre e si innamora di lei. I due presto si sposano e la relazione permette a Steve di acquistare fama e popolarità tra una vittoria e un’altra sul ring. Tuttavia, Belle, stanca dell’attenzione che Steve riserva alle altre donne, decide di lasciarlo per tornare dal suo ex fidanzato e la depressione colpisce il pugile che tra pochi giorni dovrà affrontare Primo Carnera per l’incontro decisivo. Il match termina in pareggio e Carnera mantiene il titolo di campione ma Steve riesce a abbracciare di nuovo la sua amata Belle. Un epilogo poco profetico di quello che accadrà nella realtà un anno dopo con Max Baer che batterà Primo Carnera scippandogli il titolo di campione del mondo dei pesi massimi.

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