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Premier League: per vincere non bastano i milioni

Che siano euro, sterline, dollari o petroldollari, la sostanza non cambia. I soldi nel calcio non significano vittoria assicurata, tantomeno nel campionato più ricco del mondo. A dare lo spunto è una particolare tabella pubblicata da Sky Sports, che confronta la posizione in Premier League di ogni club inglese con il valore dell’undici iniziale schierato nella scorsa giornata. Ovviamente la valutazione economica della formazione non va presa come indicatore assoluto delle spese di un club: risente di infortuni e scelte tecniche, oltre a non dire nulla su tutti gli altri ambiti in cui ci possono essere stati degli investimenti. Tuttavia, l’elaborazione permette di segnalare quelli che sono i casi più evidenti di divergenza tra valore economico della formazione e posizione in classifica.

tabella sky sports

A risaltare sono senza dubbio le prime e le ultime posizioni, ovvero le squadre che hanno schierato le rose più costose e più economiche. L’undici iniziale più caro è stato schierato dal Manchester City, che nonostante la formazione da 233 milioni di sterline, è in caduta libera: da quando ha annunciato Guardiola come prossimo allenatore ha perso i due scontri fondamentali contro Leicester e Tottenham. Il faraonico mercato estivo dei Citizens, che ha portato a Manchester Sterling, Otamendi e l’attualmente infortunato De Bruyne, al momento sta garantendo solo un deludente quarto posto.

Lo stesso discorso vale per il Manchester United, che segue il City sia nella classifica della Premier sia in quella dell’undici iniziale. Anche i Red Devils stanno attraversando un periodo difficile, che ha visto seguire al pareggio col Chelsea le sconfitte con Sunderland in campionato e Midtjylland in Europa League. Con un’unica differenza: come riporta Transfermarkt, lo United ha chiuso le due ultime sessioni di mercato spendendo circa 100 milioni di euro in meno rispetto ai concittadini del City.

La tabella risulta ancor più dura per il Chelsea, con ben nove posizioni di differenza tra la classifica della Premier e quella del valore economico delle starting line-ups. I londinesi hanno schierato la terza formazione più costosa, ma si ritrovano dodicesimi. Guus Hiddink, che quasi sicuramente lascerà a maggio, ha dichiarato che chiunque verrà dopo di lui dovrà intervenire pesantemente sul mercato, se vorrà riportare i Blues sulla vetta del calcio britannico ed europeo.

La squadra che più è andata oltre il valore economico del proprio undici iniziale è il Leicester City, che si ritrova ben diciassette posizioni più in alto rispetto a quanto la valutazione economica della formazione indicherebbe. I giocatori schierati da Claudio Ranieri contro l’Arsenal non raggiungevano complessivamente nemmeno i 23 milioni di sterline: poco più di 21 milioni, che è il valore della formazione del City diviso per undici. Praticamente, un solo giocatore schierato dal City nella scorsa giornata di Premier vale in media poco meno di tutta la formazione del Leicester. Ma all’Emirates il 6 febbraio il campo ha detto altro.

Anche il Watford della famiglia Pozzo, tornato questa stagione in Premier League, sta utilizzando le proprie risorse in maniera proficua. Gli Hornets, penultimi in quanto a valore della formazione schierata, sono attualmente noni e puntano a restare nella parte sinistra della classifica. Merita una nota anche il Tottenham, che assieme a quella di Ranieri è la squadra più in forma del momento. Gli uomini di Mauricio Pochettino hanno schierato la sesta formazione più costosa, ma in campionato sono secondi alla pari con i rivali dell’Arsenal. La lotta per vincere la premier potrebbe rivelarsi un inedito duello fra gli Spurs e il Leicester, le cui formazioni unite non raggiungerebbero il valore di quella del City. Chiude la classifica come formazione più economica quella del Bournemouth, anch’essa neopromossa, che in Premier naviga in acque relativamente tranquille a tre posizioni dalla zona retrocessione.

Come già detto, la tabella pubblicata da Sky Sports ha un valore solo parzialmente significativo, anche perché relativa ad una sola giornata. Tuttavia, se consultiamo la classifica delle formazioni iniziali più costose schierate durante tutta l’attuale Premier League, notiamo che anch’essa è dominata dalle stesse quattro squadre. Quello schierato dal Chelsea alla prima giornata è rimasto l’undici più caro, valutato 377 milioni di euro, circa 291 milioni di sterline. Il secondo è quello da 271 milioni messo in campo dal City – ironia della sorte – nella partita pareggiata 0-0 in casa del Leicester.

Per avere un’idea più dettagliata del valore delle squadre inglesi dobbiamo però rifarci ad un’altra tabella, relativa al valore complessivo delle rose. Secondo le stime di Transfermarkt è ancora il Manchester City a dominare la Premier, con la sua rosa valutata più di mezzo miliardo di euro. Seguono Chelsea, Arsenal e United, uniche altre rose a superare i 400 milioni di euro di valore.

Verrebbe da dire che vincere spendendo queste cifre sarebbe facile, se non spendessero altrettanto anche altre squadre: si veda il caso del PSG in Francia. Tuttavia, almeno per questa stagione, in Inghilterra le cose sembrerebbero non prestarsi a così semplici interpretazioni. L’Arsenal è l’unica delle big a trovarsi in zona qualificazione diretta per la Champions. Il Leicester è primo in Premier e dodicesimo per valore della rosa, il Tottenham secondo e sesto. Al momento, domina la classifica l’unica squadra tra le prime cinque la cui rosa valga meno di 150 milioni di euro. Perché le Foxes hanno trovato qualcosa che non si compra e mai si comprerà. La chiamano alchimia, l’intesa perfetta, la stupenda sensazione che quello in corso sia l’anno giusto. Sempre se e finché non iniziano a sentirla anche altre squadre.

Foto: www.foxsports.com

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