Connect with us

Cerca articoli

Calcio

Predrag Pasic: una scuola calcio per resistere alla Guerra

Predrag Pasic: una scuola calcio per resistere alla Guerra

Compie oggi 63 anni Predrag Pasic, l’ex calciatore dell’ex Jugoslavia, che è voluto tornare in Patria per amore della sua terra e del suo popolo. Vi raccontiamo la sua storia e quella della scuola calcio da lui fondata per dare un calcio alla Guerra.

Ero orgoglioso di essere un cittadino di una città così aperta tutti. Solo a Sarajevo si potevano ascoltare le campane delle Chiese Cattoliche, i suoni delle Moschee e vedere gli ebrei andare in Sinagoga”. Agli inizi degli anni Novanta Sarajevo è ancora la città simbolo del multiculturalismo. La “Gerusalemme dei Balcani”. Aperta a tutti, dove le tre religioni convivono; l’Oriente e l’Occidente si incontrano e cristiani, musulmani ed ebrei possono finalmente darsi la mano. Una “città gioiello”, un laboratorio di integrazione etnica e religiosa. Fino a quando anche qui prevalgono i nazionalismi e arriva la guerra a distruggere tutto. E in poco tempo Sarajevo diventa una città ferita.

I palazzi sono deturpati dalle bombe. Molti di essi non esistono più: diventano solo un cumulo di macerie. La gente ha paura ad uscire per strada.  A molte ore del giorno c’è il coprifuoco. Non c’è più traccia di quella che può essere considerata una vita sociale. Non ci sono persone che camminano; non ci sono bambini che giocano per la strada.

Predrag Pasic, a Sarajevo, è tornato da qualche anno. Ha voluto terminare qui la sua carriera di calciatore, nella sua città, di ritorno dalla Germania, dove ha vestito le maglie di Stoccarda e Monaco 1860. E’ voluto tornare in patria per indossare la maglia della sua squadra del cuore: il FK Sarajevo. Quando nel 1992 scoppia la guerra, è ancora un calciatore in attività. Deve decidere che cosa fare. Potrebbe andare via, all’estero. Strappando magari un altro contratto con qualche altra squadra che lo cerca. Ma Pasic, invece, decide di restare. E in una città che per colpa della guerra è diventata l’ombra di se stessa annuncia di voler fondare una scuola calcio per bambini. Per aiutarli a tornare a giocare. Per qualcuno, l’idea di aprire una scuola calcio in una città assediata dalle bombe e con la gente nel mirino dei cecchini è semplicemente “una pazzia”. Ma ciò nonostante Pasic decide di andare avanti.

E’ così che nasce la scuola calcio di Bubamara. Vicino ad un cimitero che prima era un campo di calcio. Pasic è il suo fondatore e vuole che la scuola calcio sia prima di tutto un punto di incontro. Non vuole sentir parlare di nazionalismi. Non vuole ascoltare la gente come Radovan Karadzic che prima di diventare il temuto leader dei serbo-bosniaci era lo psicologo della sua squadra l’FK Sarajevo. Niente muri, soltanto ponti. Come quello che i bambini che si iscrivono alla Bubamara devono attraversare ogni volta per arrivare al centro sportivo. Sempre sotto l’occhio vigile dei cecchini, che sul ponte, hanno i fucili puntati. Oggi a distanza di anni, sono in molti a credere che Pasic abbia avuto ragione. Venticinque anni dopo la scuola calcio di Bubumara è ancora lì. Nel frattempo, le cose sono cambiate in meglio. Grazie al progetto Intercampus, la scuola calcio ha ricevuto in passato il sostegno dell’Inter. La soddisfazione più grande per Pasic è comunque sempre quella di vederli giocare. Con un piccolo rammarico.

“La gente che mi incontra per strada mi ricorda sempre come calciatore. Vorrei che mi  riconoscesse per il Bubamara

 

A cura di

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Altri Sport

“La Guerra meno lo sparo”: la stroncatura dello Sport secondo George Orwell Il 21 gennaio 1950 moriva lo scrittore inglese Eric Arthur Blair, da tutti conosciuto...

Calcio

La Tigre Arkan e un sogno chiamato Champions League Il 15 Gennaio del 2000 moriva Željko Ražnatović, meglio conosciuto come la Tigre Arkan, il...

Calcio

Il calcio al tempo di Tito: Jugoslavia, una Nazionale per sei Stati, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti Il 14 Gennaio 1953...

Calcio

Jamie Vardy e i gradini sui quali riflettere Compie oggi 35 anni Jamie Vardy, il bomber del Leicester, la cui storia ci ha insegnato...

Altri Sport

La poesia “sbagliata” di Miguel: storia del desaparecido che amava correre e sognare Dei trentamila desaparecidos che l’Argentina degli orrori ha strappato alla vita...

Calcio

La “Sindrome di Ronaldo” Il 20 Novembre si celebra la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Qualcosa che andrebbe ricordato anche mentre...

Calcio

La Leggenda di Pelé che “ferma” la Guerra del Biafra in Nigeria Si è celebrata ieri la Giornata Mondiale della Pace Onu. Per l’occasione...

Calcio

Il Derby di Mostar tra nazionalismo, religione, politica e odio Si è giocato ieri alle ore 17 una delle partite più calde del panorama...

Calcio

Dragan Džajić, il Mago di Ub Compie oggi 75 anni Dragan Džajić, fenomenale mancino e leggenda del calcio jugoslavo. Vi raccontiamo la sua storia....

Calcio

Palestina-Israele, anche il calcio alle prese con l’Intifada Nell’ultima settimana la tensione tra Israele e Palestina ha toccato livelli altissimi, con il vicendevole lancio...

Calcio

13/5/1990: Dinamo Zagabria – Stella Rossa, venti(due) di Guerra Se quel giorno le squadre scesero in campo, fu solo per rappresentare la negazione dell’evento...

Calcio

Quello a cui stiamo assistendo negli ultimi giorni rappresenta uno dei punti più bassi che il calcio ci ha offerto nelle ultime decadi. Una...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro