Connect with us

Cerca articoli

Azzardo

Poker Texas Hold’Em, confusione all’italiana: quando è azzardo e quando no?

Non è un luogo comune che nel nostro paese poche cose siano logiche rispetto ad una più diffusa confusione. Un esempio è rappresentato dal Poker Texas Hold’em, non un gioco d’azzardo – a determinate condizioni – secondo tre sentenze della Corte Suprema di Cassazione. Bisogna fare ordine. Il poker alla texana è una variante del poker classico e negli ultimi anni ha avuto una diffusione senza precedenti in Italia. Sono nati circoli su circoli per poter giocare ‘live’, ovviando così alla mancanza di casinò in gran parte del nostro paese, è stato lanciato un canale che trasmette 24 ore su 24 partite di Hold’em attuali o del passato e si sono moltiplicati siti dove poter giocare il proprio denaro legalmente. La legge in tema di gioco d’azzardo relativo all’Hold’em è vaga a causa delle due macrocategorie in cui si può dividere il gioco: tornei e cash game. In sostanza, pur trattandosi dello stesso gioco (quindi con le stesse regole) cambiano i criteri con cui i giocatori si possono sedere al tavolo. Nei tornei c’è una tassa d’iscrizione fissa uguale per tutti i players, ai quali viene consegnata la stessa quantità di fiches senza controvalore in denaro e il montepremi è stabilito in partenza. Nel cash game, invece, la posta acquistata dal giocatore ha controvalore in denaro, quindi al tavolo vengono giocati direttamente i soldi, seppur sotto la forma di fiches.

Secondo più sentenze della Cassazione (2011, 2013, 2015), la modalità torneo – se rispetta i parametri sopracitati e l’iscrizione non è troppo esosa – non è da considerarsi un gioco d’azzardo, in quanto “si tratta di un gioco in cui l’abilità prevale sull’alea“. Il cash game, viceversa, trattandosi di una partita a soldi dove ogni giocatore non ha la certezza di mettere in gioco solo una cifra ben definita, è a tutti gli effetti un gioco d’azzardo, e tutti i circoli (oltre 400 in tutti Italia) che vengono sorpresi ad organizzare partite simili sono passibili di denuncia per gioco d’azzardo. Chiunque conosca anche in maniera superficiale l’argomento può contestare il merito della sentenza. In primo luogo definire il Texas Hold’em a torneo un gioco in cui l’abilità prevale sulla fortuna è del tutto approssimativo e trova un riscontro solo parziale nel concreto. Per il verificarsi della condizione in cui due giocatori possono sfidarsi senza che il risultato finale sia pesantemente condizionato dall’alea, dovrebbero scontrarsi due players più o meno di pari livello, giocare un numero altissimo di partite l’uno contro l’altro e alla fine, probabilmente, entrambi vinceranno un numero simile di sfide.

Queste condizioni, nella realtà, rappresentano una rara congiunzione astrale e di fatto negano la possibilità di duellare a colpi d’abilità. Solitamente, infatti, nei circoli, nei casinò e on line si gioca in tavoli da nove o dieci giocatori, con un livello d’abilità che varia dal principiante al professionista, dal giocatore occasionale a quello che conosce appena le regole. Ipoteticamente, in un tavolo composto da un mix di giocatori simili potrebbe tranquillamente succedere che il giocatore principiante batta quello più esperto grazie ad una o più mani fortunate. Mentre è pressoché impossibile che in un uno-contro-uno, alla lunga, il giocatore più forte non batta largamente l’esordiente. Ma questo nella sentenza non è specificato e fa tutta la differenza del mondo. In secondo luogo discostare il poker dalla parola azzardo è quantomeno pericoloso per chi si approccia al gioco. Sia chiaro, grazie a Dio l’epoca del proibizionismo è lontana e nessuno vuole impedire il gioco a soldi. Bisogna tuttavia informare onestamente i giocatori e chiunque si avvicini ai tavoli da gioco per renderlo edotto su quello che sta per fare. Secondo la Treccani, il gioco d’azzardo “è un attività ludica in cui ricorre il fine di lucro e nella quale la vincita o la perdita è in prevalenza aleatoria, avendovi l’abilità un’importanza trascurabile“. Come si fa a non definire tale un gioco in cui il partecipante paga un’iscrizione per scontrarsi con decine di giocatori che come lui vogliono accaparrarsi una parte del montepremi, e dove in una serata storta anche il giocatore più forte del mondo può essere eliminato pur avendo compiuto le più corrette scelte strategiche? La risposta è chiara: non si può non farlo.

In Italia la situazione è ambigua. On line esistono diversi siti di Poker Texas Hold’em certificati da AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) dove chiunque, previo invio di un documento d’identità valido, può aprire un conto e giocare al Texas in tutte le sue forme, cash game incluso. Quindi, il discorso sulla differenza con i tornei riguarda solo ed esclusivamente i circoli, essendo permesso il cash anche nei quattro casinò italiani. Ma il paradosso più grande è l’approccio restìo dello Stato riguardo alla legalizzazione completa del gioco dal vivo. Da un lato, infatti, il poker on line è diventato un fenomeno pop: Totti, Cristiano Ronaldo e Nadal (per citarne alcuni) sono stati testimonial di alcuni tra i più importanti siti legali in Italia. Dall’altro chi organizza dal vivo una partita – identica a quella che si gioca legalmente on line – rischiava una pena da tre mesi ad un anno di reclusione e una multa non inferiore a 206 euro prima della depenalizzazione del 2015. Lo stato, quindi, incentiva il gioco d’azzardo on line – prima bandito – per ingrassare le casse dello stato (nel 2007 quella del gioco era la quinta industria del paese) ma rimane incerto sulla conversione totale del fenomeno, anche nella sua versione ‘reale’, come a voler mantenere uno strato di morale in realtà inesistente.

Commenti

10 Comments

  1. Avatar

    pibedeoro7913

    Ottobre 10, 2016 at 1:51 pm

    Lei la butta troppo sull’ideologia. Sicuramente il texas holdem fra i giochi di azzardo è quello che necessita maggiore abilità. Ma lo stato non gliene frega niente di abilità o meno, altrimenti vieterebbe gratta e vinci,slot e tante altre cose che rovinano la gente. Il discorso è un altro, ora i circoli sono a nero,completamente , quindi facendo pagare delle rake(tassa di iscrizione) ragionevoli ci stanno dentro piu o meno. Se dovvessero legalizzarlo con i dealer da pagare in regola, le tasse da pagare la rake sarebbe talmente alta che non ci andrebbe a giocare nessuno. Discorso diverso per i casinò che hanno un ricarico pazzesco sul servizio bar e sanno poi che molti giocatori di texas, magari una volta eliminati dal torneo o prima, qualcosa fra slot,tavoli ecc lasciano….

  2. Avatar

    pibedeoro7913

    Ottobre 10, 2016 at 1:51 pm

    Lei la butta troppo sull’ideologia. Sicuramente il texas holdem fra i giochi di azzardo è quello che necessita maggiore abilità. Ma lo stato non gliene frega niente di abilità o meno, altrimenti vieterebbe gratta e vinci,slot e tante altre cose che rovinano la gente. Il discorso è un altro, ora i circoli sono a nero,completamente , quindi facendo pagare delle rake(tassa di iscrizione) ragionevoli ci stanno dentro piu o meno. Se dovvessero legalizzarlo con i dealer da pagare in regola, le tasse da pagare la rake sarebbe talmente alta che non ci andrebbe a giocare nessuno. Discorso diverso per i casinò che hanno un ricarico pazzesco sul servizio bar e sanno poi che molti giocatori di texas, magari una volta eliminati dal torneo o prima, qualcosa fra slot,tavoli ecc lasciano….

  3. Avatar

    Moimeio

    Ottobre 10, 2016 at 2:09 pm

    In effetti mi chiedo cosa avessero in testa i giudici che hanno scritto la sentenza.

    Non ci vuole grande intelligenza per capire che nel cash game l’alea è di gran lunga inferiore rispetto al torneo.

    Detto questo, c’è da fare una precisazione che nemmeno in questo articolo è stata ben approfondita.

    E cioè: nel poker – qualunque sia la specialità, ma più di ogni altra nel T.H.E. – la natura di gioco d’azzardo o di abilità non è insita nel gioco in sè, ma DIPENDA DA COME IL SINGOLO GIOCA.

    In estrema sintesi: se giochi poche mani, il risultato sarà determinato dalla fortuna ed avrai praticamente giocato solo d’azzardo.

    Se, al contrario, giochi moltissime mani (si parla di milioni di mani), il risultato sarà determinato dall’abilità ed avrai giocato ad un gioco d’abilità.

    Tecnicamente si dice che nel lungo periodo l’abilità prevale sulla varianza.
    Il motivo è semplice ed intuibile.
    Se gioco milioni di mani, alla fine della fiera avrò avuto in mano tutte le carte e pertanto l’unica cosa che avrà fatto la differenza sarà stata la mia abilità nel vincere il più possibile quando avevo le carte buone e perdere il meno possibile quando avevo quelle cattive.

    Se gioco poche mani, al contrario, il risultato sarà legato alla varianza, cioè alla buona o alla cattiva sorte che mi avrà messo in mano carte buone o cattive.

    Il giocatore occasionale, generalmente, non solo non impara a giocare dal punto di vista tecnico, ma anche gioca poche mani e quindi sostanzialmente gioca d’azzardo.

  4. Avatar

    Moimeio

    Ottobre 10, 2016 at 2:09 pm

    In effetti mi chiedo cosa avessero in testa i giudici che hanno scritto la sentenza.

    Non ci vuole grande intelligenza per capire che nel cash game l’alea è di gran lunga inferiore rispetto al torneo.

    Detto questo, c’è da fare una precisazione che nemmeno in questo articolo è stata ben approfondita.

    E cioè: nel poker – qualunque sia la specialità, ma più di ogni altra nel T.H.E. – la natura di gioco d’azzardo o di abilità non è insita nel gioco in sè, ma DIPENDA DA COME IL SINGOLO GIOCA.

    In estrema sintesi: se giochi poche mani, il risultato sarà determinato dalla fortuna ed avrai praticamente giocato solo d’azzardo.

    Se, al contrario, giochi moltissime mani (si parla di milioni di mani), il risultato sarà determinato dall’abilità ed avrai giocato ad un gioco d’abilità.

    Tecnicamente si dice che nel lungo periodo l’abilità prevale sulla varianza.
    Il motivo è semplice ed intuibile.
    Se gioco milioni di mani, alla fine della fiera avrò avuto in mano tutte le carte e pertanto l’unica cosa che avrà fatto la differenza sarà stata la mia abilità nel vincere il più possibile quando avevo le carte buone e perdere il meno possibile quando avevo quelle cattive.

    Se gioco poche mani, al contrario, il risultato sarà legato alla varianza, cioè alla buona o alla cattiva sorte che mi avrà messo in mano carte buone o cattive.

    Il giocatore occasionale, generalmente, non solo non impara a giocare dal punto di vista tecnico, ma anche gioca poche mani e quindi sostanzialmente gioca d’azzardo.

  5. Avatar

    Giuseppe Legnante

    Ottobre 10, 2016 at 2:21 pm

    Chiaro e sintetico pur trattando di una materia molto tecnica. Condivido il giudizio finale e spero che si intervenga presto per evitare che lo Stato incentivi il gioco d’azzardo on line che, in tempo di crisi, attrae sempre più persone. La ludopatia provoca danni enormi e si va sempre più diffondendo….per non parlare dei profitti della criminalità organizzata e dei condoni fiscali sulle tasse dovute allo Stato.

  6. Avatar

    Giuseppe Legnante

    Ottobre 10, 2016 at 2:21 pm

    Chiaro e sintetico pur trattando di una materia molto tecnica. Condivido il giudizio finale e spero che si intervenga presto per evitare che lo Stato incentivi il gioco d’azzardo on line che, in tempo di crisi, attrae sempre più persone. La ludopatia provoca danni enormi e si va sempre più diffondendo….per non parlare dei profitti della criminalità organizzata e dei condoni fiscali sulle tasse dovute allo Stato.

  7. Avatar

    Massimo

    Ottobre 10, 2016 at 2:53 pm

    Dissento completamente dall’opinione dell’autore in quanto in questa modalità di poker la componente fortuna o “casualità” incide per il 5%. Il resto è abilità del giocatore.

  8. Avatar

    Massimo

    Ottobre 10, 2016 at 2:53 pm

    Dissento completamente dall’opinione dell’autore in quanto in questa modalità di poker la componente fortuna o “casualità” incide per il 5%. Il resto è abilità del giocatore.

  9. Avatar

    Andrea Barbieri

    Ottobre 10, 2016 at 3:53 pm

    Molte cose scritte sono errate.
    “In primo luogo definire il Texas Hold’em a torneo un gioco in cui l’abilità prevale sulla fortuna è del tutto approssimativo e trova un riscontro solo parziale nel concreto.” Ma cosa vuol dire? L’abilità è decisiva a Texas in quanto il giocatore esperto vincerà molto probabilmente contro un giocatore inesperto. Ciò è verificabile in ogni momento, sia on line che dal vivo. E’ ovvio che essendo un gioco di carte vi potrà anche essere il colpo di fortuna, ma l’abilità è DECISIVA.
    Il tentativo di dimostrare l’azzardo è veramente infelice: anche a calcio può avvenire che una squadra più debole batta la prima in classifica, anche se normalmente non succede. E con ciò? che cosa si vuole dimostrare? Che è azzardo?

  10. Avatar

    Andrea Barbieri

    Ottobre 10, 2016 at 3:53 pm

    Molte cose scritte sono errate.
    “In primo luogo definire il Texas Hold’em a torneo un gioco in cui l’abilità prevale sulla fortuna è del tutto approssimativo e trova un riscontro solo parziale nel concreto.” Ma cosa vuol dire? L’abilità è decisiva a Texas in quanto il giocatore esperto vincerà molto probabilmente contro un giocatore inesperto. Ciò è verificabile in ogni momento, sia on line che dal vivo. E’ ovvio che essendo un gioco di carte vi potrà anche essere il colpo di fortuna, ma l’abilità è DECISIVA.
    Il tentativo di dimostrare l’azzardo è veramente infelice: anche a calcio può avvenire che una squadra più debole batta la prima in classifica, anche se normalmente non succede. E con ciò? che cosa si vuole dimostrare? Che è azzardo?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Altri Sport

Lo statunitense Stuart Errol Ungar, meglio noto come Stu Ungar, è ormai una leggenda del poker, probabilmente noto anche ai non appassionati del settore...

Azzardo

In Italia il ricordo di Nicklas Bendtner è legato al personaggio idolatrato dalla pagina Facebook Calciatori Brutti per aver adocchiato e salutato in mondovisione due...

Altri Sport

Non potendo farlo sullo sport, si scommette anche sul Coronavirus Gli scommettitori possono scommettere su casi quotidiani di coronavirus su siti Web di gioco...

Basket

The Last Gamble: L’altro Michael Jordan Il documentario Netflix intitolato “The Last Dance” sui Chicago Bulls e Michael Jordan sta riscuotendo un successo planetario....

Calcio

Perché il gioco d’azzardo sta invadendo l’Africa Tra le conseguenze del boom di Internet e della telefonia mobile nel continente africano, anche l’esplosione del...

Azzardo

[themoneytizer id=”27127-1″] I Videogame sono gioco d’azzardo che crea dipendenza? Ora è gioco d’azzardo giocare anche a Fifa 20. Due legali francesi spiegano il...

Azzardo

[themoneytizer id=”27127-1″] Anonymous Player, l’intelligenza artificiale contro il gioco d’azzardo. Si chiama Anonymous Player Awareness System ed è stato lanciato dal Betting and Gaming...

Calcio

[themoneytizer id=”27127-1″] Frederic Kanouté, la carriera non cambia i valori Parlando di calciatori che pur facendone parte non hanno mai piegato i propri principi...

Calcio

[themoneytizer id=”27127-1″] Disciplina a tutti i “costi”: le rigide regole e sanzioni del Chelsea di Lampard I successi nello sport passano sempre per il...

Azzardo

[themoneytizer id=”27127-1″] Il grande inganno dei Bonus di Benvenuto: quando il “regalo” è utile solo ai Bookmaker Sono messi in grandissima mostra, scritti grandi...

Calcio

[themoneytizer id=”27127-1″] Serie A vs Streaming illegale: le 4 mosse della Lega Calcio per fermare la Pirateria e il caso spagnolo La Serie A...

Azzardo

[themoneytizer id=”27127-1″] Decreto Dignità e Scommesse, parte il divieto tra proteste e dubbi Il mese di luglio è il mese della verità perché gli...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro