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Pier Luigi Nervi, l’architettura al servizio dello sport

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Pier Luigi Nervi, l’architettura al servizio dello sport

Il 9 Gennaio 1979 moriva un maestro indiscusso della storia dell’architettura italiana, Pier Luigi Nervi, un innovatore nell’ambito delle scienza costruttiva, le cui opere ancora oggi sono studiate e prese a modello.

La sua idea di architettura si ricollega direttamente alla grande progettazione del passato, consapevole che la dimensione strutturale e statica è prioritaria, viene prima della forma e dell’estetica. La grande architettura è quella che riesce a tenere insieme queste due dimensioni che, secondo Nervi, trovano il loro massimo momento di espressione nell’architettura gotica.

Grande fautore della conoscenza della tecnica ritenne fondamentale che questa fosse messa al servizio della funzionalità dell’impianto architettonico .

La sua idea di architettura ebbe inoltre anche una valenza pedagogica quando dichiarò che l’ambiente doveva essere “serio” contribuendo all’educazione degli uomini.

Quando ricevette il premio Feltrinelli fu paragonato a Leonardo Da Vinci e il grande critico d’arte Longhi lo osannò come colui che è riuscito a sintetizzare la tecnologia con l’estetica .

L’architettura infatti prima di essere decorativa deve in qualche modo porsi questioni di carattere strutturale. Utilizzò in maniera mai vista prima il cemento armato che diceva avere “una ricchezza unica migliore sia della pietra che del metallo”, costruendo pilastri prefabbricati che poi componeva, questo gli permise non solo di abbassare i costi ma anche di velocizzare le progettazioni.

La fama di Nervi divenne presto internazionale e collaborò con architetti del calibro di Le Corbusier e Louis Kahn e fu considerato il “campione del cemento”, l’idea che ebbe delle costruzioni fu sempre legata al contenimento dei costi ed alla funzionalità

E la sua produzione ebbe un grande apporto architettonico alla realizzazione di importanti impianti sportivi.

Le strutture che consacrarono Nervi al successo furono la realizzazione dello  stabilimento balneare Kursaal sul litorale romano, lo stadio Comunale di Firenze e soprattutto le opere realizzate per le Olimpiadi di Roma nel 1960: il Palazzetto dello Sport, il Palazzo dello Sport all’EUR, lo stadio Flaminio, il viadotto di Corso Francia.

Queste costruzioni furono considerate dei veri e propri miracoli costruttivi perché oltre al contenimento dei costi si distinse per un originale modo di progettare e costruire basato su invenzioni da lui stesso brevettate: la “prefabbricazione strutturale” e il “ferrocemento”.

Nel 1954 insieme al figlio Antonio, anche lui ingegnere, nasce lo Studio Nervi che divenne il punto di riferimento dell’architettura mondiale consultato da ogni parte del mondo per progetti o consulenze strutturali. Il successo è tale che lo studio Nervi progetterà strutture sportive per tutto il mondo.

In America emergono le opere realizzate negli Stati Uniti: esemplari sono le architetture per il Dartmouth College ad Hanover e la Sport Arena nel Cultural and Convention Center di Norfolk, originali rielaborazioni delle opere italiane.

Il tema degli stadi torna nel progetto per Swindon, in Inghilterra, e in quello costruito a Novara, che rappresentano l’evoluzione delle più complesse strutture già sperimentate nei decenni precedenti. La tipologia delle strutture polifunzionali trova declinazioni innovative nel Good Hope Center a Cape Town, il primo impianto sportivo multirazziale realizzato in Sudafrica, e nel progetto per il concorso per il Kuwait Sports Center a Kuwait City, in cui un ormai anziano Nervi stupisce il mondo con la sua  viva curiosità sperimentale, abbandonando l’ortodossia del cemento armato per lanciarsi nell’uso di una complessa struttura reticolare metallica.

Un genio, un precursore che aveva capito prima degli altri l’importanza dell’architettura nella vita reale, al servizio degli uomini, abbinando all’aspetto estetico l’esigenza di soddisfare una produzione snella e veloce.

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