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Pescara e Lazio, il motivo di tanto odio

Domenica prossima la Lazio giocherà a Pescara una sfida che, a chi non si interessa di rivalità tra tifoserie, potrebbe apparire come una partita tra tante. Se al giorno d’oggi per i tifosi della Lazio questa partita non ha più alcun sapore particolare, per i padroni di casa è invece una sfida nella sfida, un match da vincere dentro e fuori dal campo, una sorta di derby che ha radici antiche .Tutto ebbe inizio sul finire degli anni ’70 quando, durante un Lazio-Pescara di scena allo stadio Olimpico, gli ultras di casa rubarono del materiale ai tifosi abruzzesi. Quell’affronto non andò giù ai supporters del Delfino, che da quel giorno giurarono eterna vendetta per lo sgarbo subito. Ebbe quindi inizio una fortissima rivalità extra calcistica, che vide protagoniste due tifoserie da sempre ‘’calde’’ e poco inclini al dialogo.

Negli anni ’80, ad ogni trasferta in quel di Pescara i tifosi laziali trovavano un clima di vera e propria guerra ad accoglierli in città: manichini appesi con le sciarpe della Lazio, madri di famiglia che lanciavano oggetti dalla propria finestra, fino ad arrivare ai ‘’classici’’ scontri dentro e fuori lo stadio. Un clima pesante, condito di avvenimenti che mai dovrebbero essere associati al gioco del calcio. Una rivalità accesa, un odio mai sopito, che nei primi anni ‘90 fece anche da contorno ad un episodio di cronaca nera: correva l’anno 1992 e in quel di Riccione, precisamente fuori dalla famosa discoteca Cocoricò, si fronteggiarono due gruppi di ragazzi, uno di Roma e l’altro di Pescara. Lo scontro ebbe un epilogo drammatico, con un ragazzo abruzzese che perse la vita. Questo episodio, nonostante non avesse nulla a che fare con il calcio, non fece altro che peggiorare ancor di più i già pessimi rapporti tra laziali e pescaresi, con quest’ultimi che giurarono di vendicare quanto prima il loro compaesano caduto.

La lunga militanza in categorie diverse da parte dei due club, ha consentito a questa rivalità di essere un po’accantonata, persino dimenticata quasi del tutto da parte dei laziali, ma non dai pescaresi. Ecco quindi che nel 2012, anno del ritorno in Serie A da parte del Pescara, parte deciso il tam tam nelle strade e sul web, con tanto di appelli vocali e striscioni incitanti alla guerra contro il nemico ritrovato, ovvero il tifoso laziale. La città abruzzese risponde presente e in un batter di ciglia il fuoco dell’odio nei confronti dei tifosi biancocelesti della capitale torna ad ardere come non mai. Se la rivalità sembra essere tornata ai pericolosi livelli di un tempo dalle parti di Pescara, per fortuna questo non è avvenuto in quel di Roma. I tifosi laziali, pur consapevoli degli avvenimenti del passato, nel 2012 non risposero alle provocazioni provenienti da Pescara, considerando la rivalità con i tifosi abruzzesi come una questione ormai passata e sepolta da tempo. Il recente ritorno in trasferta degli ultras laziali sta però creando parecchie preoccupazioni di ordine pubblico per la sfida di oggi. Nonostante siano passati quasi quaranta anni dal primo episodio, il match in programma all’Adriatico è quindi ancora oggi da considerarsi ad alto rischio, perché nonostante il tempo passi e le epoche cambino certe rivalità non finiscono ma, proprio come gli amori, fanno solo dei giri immensi e poi ritornano.

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