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Perché Karius non va compreso

Tutto il mondo pallonaro (compresi noi) si è stretto a Loris Karius dopo la prestazione di Champions. Ma in redazione si è aperto un dibattito. E siccome non ci è mai piaciuto il pensiero unico, ecco perché il portiere del Liverpool non merita comprensione.

Le immagine della finale di Champions tra Real Madrid e Liverpool le abbiamo viste tutti da poco, e credo sia inevitabile convenire che, rete in rovesciata di Bale a parte, ciò che resterà nel ricordo della partita è un simbolo negativo, il portiere dei Reds Loris Karius. tedesco 25 anni il prossimo 22 giugno, giovanili in patria tra Ulma e Stoccarda e poi a Manchester al City, ritorno in patria al Magonza nel 2011, portiere del Liverpool scelto da Klopp dal 2016. L’opinione pubblica si è divisa dopo le sue due clamorose papere che sostanzialmente hanno regalato la coppa dalle grandi orecchie al Real, chi ha mostrato comprensione verso il ragazzo, chi ritiene che non meriti di restare un giocatore di alto livello. Io faccio parte di questo secondo schieramento, vediamo perché.

Apprendo da una tabella di Calcio&Finanza, sito che segue il pallone soprattutto dal lato economico, che Loris Karius ha un contratto da 3,5 milioni di euro l’anno, e andando a leggere le cronache del recente passato della Premier non è nuovo a prestazioni negative eclatanti, molto criticato dalla stampa e spesso avvicendato come primo portiere del Liverpool dal belga Mignolet.

Pensate adesso un momento a voi stessi. Al vostro lavoro, ambito in cui quasi certamente non vi basterà una vita anche solo per avvicinare ciò che Karius guadagna in un anno, e pensate se in una singola giornata aveste commesso due errori dello stesso livello di quelli commessi durante la finale di Champions dall’estremo difensore tedesco. Cosa avrebbe fatto il vostro direttore se siete lavoratori dipendenti? Vi avrebbe manifestato comprensione o ve ne avrebbe dette un sacco minacciando il demansionamento e il licenziamento? E se siete autonomi? Il vostro cliente vi avrebbe abbracciato e sostenuto emotivamente o vi avrebbe fatto scrivere dai suoi avvocati chiedendo i danni?

Un portiere di Prima Categoria che gioca per passione merita comprensione per questi errori, starà al suo posto finché non si trova di meglio, poi scenderà in Terza o nel CSI o a giocare a calcetto con gli amici e si andrà insieme a bere una birra dopo la partita sempre e comunque, un professionista da 3,5 milioni di euro l’anno non può permettersi certi errori.

Sarebbe anche ora di finirla con la legge non scritta in vigore nel calcio che non si sostituisce mai il portiere, il ruolo è troppo delicato per avere remore, se un portiere commette un errore del genere l’allenatore deve capire se la sua reazione sarà positiva, di riscatto, o se andrà in confusione rischiando di reiterarlo come è successo a Karius, e se ritene possa esser vera la seconda ipotesi deve sostituirlo. Mi si obietterà che essere cambiati è psicologicamente distruttivo per un portiere, bene, se fosse vero e il giocatore sostituito si lasciasse andare moralmente in conseguenza del cambio vorrebbe solo dire che non è in grado di giocare a certi livelli e non merita certi stipendi.

A cura di

Francesco Beltrami nasce 55 anni fa a Laveno sulle sponde del Lago Maggiore per trasferirsi nel 2007 a Gozzano su quelle del Cusio. Giornalista, senza tessera perché allergico a ogni schema e inquadramento, festeggerà nel 2020 i trent'anni dal suo primo articolo. Oltre a raccontare lo sport è stato anche atleta, scarsissimo, in diverse discipline e dirigente in molte società. È anche, forse sopratutto, uno storico dello sport, autore di diversi libri che autoproduce completamente. Ha intenzione di fondare un premio giornalistico per autoassegnarselo visto che vuol vincerne uno e nessuno glielo da.

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