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Per Lei sfido anche gli Dei: tutte le pazzie per il biglietto della vita

Se pensate che sia solo una coincidenza che il nome Roma al contrario si legga Amor vi sbagliate di grosso. Trentaquattro anni dopo l’unica finale di Champions League disputata e persa proprio a Roma all’Olimpico contro il Liverpool, il destino “pallinaro” dell’urna di Nyon, se beffardo o meno lo vedremo in seguito, consegna ai tifosi giallorossi un doppio confronto contro i Reds proprio ad un passo dalla finale più importante e prestigiosa del calcio mondiale a livello di club.

Il problema è che il settore ospiti di Anfield Road può contenere solo 2500 anime, troppo poche per tutta la passione giallorossa tant’è che la Roma per premiare e permettere a chi l’ha sempre seguita da inizio stagione di  continuare a vivere insieme alla squadra quel sogno dalle grandi orecchie ha stabilito un criterio di prelazione.

Per passare avanti agli altri bisognava esibire i biglietti delle altre trasferte europee della Roma come quella di Baku contro il Qarabag. In quell’occasione tantissimi comprarono il biglietto del match dal costo di solo 1.5 € ma poi non andarono effettivamente in trasferta.  Sapendo questo, la Roma per concedere la prelazione non vuole vedere il biglietto di quella partita bensì il visto o il biglietto aereo (basta la fotocopia).

Animata da buone intenzioni la Roma non ha fatto i conti però  con la smodata passione dei suoi supporters pronti a tutto per accaparrarsi l’agognato tagliando. Ecco allora, qui si entra forse nella leggenda, (ma perché rovinare una splendida storia con la verità?) girare la voce nella capitale di tantissime persone che si sono rivolte all’ambasciata Azera dove sotto pagamento avrebbero ottenuto il timbro del visto per poi andare al Roma Store a prendere il biglietto. Altri invece hanno fatto una fotocopia del biglietto aereo di qualcuno che realmente è andato a Baku e hanno cambiato i nomi con photoshop. Insomma un pieno di inventiva per non mancare ad un evento che capita una volta per ogni generazione.

E il volo aereo? Se si parte da Roma si spende tantissimo perché le compagnie aeree hanno alzato i prezzi. C’è il charter con andata e ritorno in giornata ma il costo è proibitivo lo stesso. Alcuni partono da Pisa, altri da Napoli, altri ancora armati di cartina geografica disegnano rotte e scali per l’Europa grazie ai voli low cost sperando di arrivare a Liverpool spendendo il meno possibile  ma con la consapevolezza che l’imprevisto è sempre dietro l’angolo e che basta un minuto per trasformare un’avventura in una disavventura, il sogno in un incubo.

E per il ritorno? Gente accampata per 36 ore fuori dal Roma Store fino all’uscita dei biglietti, terminali bloccati e sold out in pochissime ore. Storie di ordinaria follia. E’ proprio vero che al cuore non si comanda ma soprattutto che “In amore, in guerra  e per una semifinale di Champions, tutto è lecito”

 

 

Emanuele Sabatino
A cura di

Nato a Roma nel 1990, anno delle notti magiche. Ex giocatore di basket, nonostante gli studi in legge, dopo una lunga parentesi personale negli States, decide di seguire la sua passione per lo sport e per il giornalismo. Giornalista iscritto all'albo, da quattro anni vice caporedattore di GiocoPulito.it, speaker radiofonico a Tele Radio Stereo e co-conduttore a TeleRoma 56.

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