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Patric, il sostituto che divenne certezza

Il pubblico laziale è una platea difficile. Tante, troppe volte il popolo biancoceleste non ha avuto pazienza con i propri calciatori, surclassandoli di critiche alla prima partita sbagliata. In altre occasioni è andata ancora peggio, con il malcapitato di turno dileggiato e criticato fin dal suo approdo a Formello senza magari essere mai sceso in campo. Questo è il caso di Patricio Gabarron, in arte Patric, terzino destro scuola Barcellona che è arrivato alla Lazio a parametro zero tra lo scetticismo generale. Il suo acquisto, un anno e mezzo fa, fu oggetto di critiche preventive e risate di scherno da parte del sempre esigente pubblico laziale, poco incline ad attendere con pazienza il responso del campo.

All’inizio della sua avventura con la maglia dell’aquila, il biondo spagnolo è stato per diversi mesi un oggetto misterioso, quando il suo mancato utilizzo aumentò la sfiducia nei suoi confronti da parte dei supporters biancocelesti. Le prime presenze del giovane spagnolo si registrarono solamente sul finire del campionato, quando scese in campo in diverse occasioni fornendo prestazioni sufficienti. Troppo poco però per far cambiare idea al malfidato pubblico di fede laziale, che ha continuato a ritenere inadatto il calciatore scuola Barca invocandone la cessione estiva. Patric non si è però arreso e ha iniziato l’attuale stagione sportiva col pigio giusto, dimostrando a tutti il suo reale valore.

Adattatosi al campionato italiano, Patricio Gabarron finora è sceso in campo con discreta continuità sostituendo Basta al meglio e riuscendo più di una volta a fornire prestazioni decisamente superiori al compagno di reparto serbo. Intelligenza tattica, buona tecnica, capacità di proporsi in avanti e attenzione in quella difensiva: sono queste le caratteristiche che il buon Patric ha dimostrato di possedere, conquistando poco a poco la fiducia di tutto l’ambiente. Per un calciatore proveniente dal calcio spagnolo non è mai facile imporsi in Italia, soprattutto se il ruolo ricoperto è quello del terzino e le maggiori lacune del ragazzo si palesano in fase difensiva. Ma l’impegno, lo spirito di abnegazione e la voglia di convincere gli scettici hanno permesso all’ex capitano del Barcellona B di lavorare duramente e di migliorare giorno dopo giorno, sino a trasformare i fischi in applausi e passare dal ruolo di semplice riserva a quello di certezza assoluta.

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