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Partite sicure sulle quali scommettere? Facciamo chiarezza sui pericoli della rete

Partite sicure sulle quali scommettere? Facciamo chiarezza sui pericoli della rete

Un mondo denso di rischi, che da sempre attrae per la sua stessa conformazione e per la capacità di aggiungere l’elemento ‘sogno’ tanto amato dagli utenti finali; paradossalmente, ancor di più nei momenti complessi a livello sociale quale quello che si sta attraversando.

Il mondo in questione è quello delle scommesse, che può tranquillamente essere etichetto in costante e precario equilibrio tra vizi e virtù: il tema delle scommesse illegali ad esempio, è piuttosto noto ed ha dato il via a molteplici casi di cronaca legati a storie non propriamente edificanti.

Si parla di match fixing come abbiamo visto in passato, un business estremamente redditizio che necessita anche di bookmakers compiacenti che vadano ad applicare una quota inferiore sulla stessa partita rispetto ad altri e che si poggino poi su altri bookmaker, possibilmente con sede dall’altra parte del mondo, che offrono invece quote più alte per la medesima partita.

Il rischio delle quote sicure da giocare

Ma di pratiche scorrette legate al mondo delle scommesse ce ne sono tante altre e tutte tese a garantire un guadagno per chi si muove nell’illegalità, a discapito quindi dei bookmaker onesti (che per fortuna sono tanti, consultabili sul sito ufficiale dell’agenzia Dogane e Monopoli) e, ovviamente, degli scommettitori, i primi ad essere frodati nonché coloro che devono portare soldi al meccanismo.

Oltre alle truffe dirette, come quelle sopra descritte, c’è un altro meccanismo al quale si deve fare attenzione se si vuole scommettere in sicurezza: quello della pubblicità non sempre trasparente tesa ad invogliare i giocatori con la promessa di quote sicure per le partite. Si sente spesso parlare di quote sicure da giocare o di scommesse vincenti al 100% e similari: tanti siti che propongono offerte di questo genere che, come evidente, non possono avere un riscontro nella realtà.

Il che va a scavare un solco enorme tra i bookmaker onesti, trasparenti (ed ovviamente, legalizzati oltre che certificati ADM) sui quali scommettere in sicurezza e, viceversa, quelli che operano nell’illecito o millantano partite sicure, inducendo l’utente in tentazione sulla base di promesse non reali.

Il business delle scommesse sportive

Fatto sta che il business delle scommesse sportive fa sempre più parte della cultura sportiva in Italia, ormai da qualche anno: un settore in grande crescita come si può vedere dai messaggi pubblicitari, dai quali siamo costantemente bombardati soprattutto durante le trasmissioni sportive e le partite di calcio.

Importante è sempre disgiungere comunque ciò che è legale, quindi normato dall’AAMS (Monopoli di Stato) da quello che, invece, può essere inserito tra le attività parallele e lucrative che si trovano in una zona d’ombra a metà tra legalità ed illegalità.

Secondo gli esperti di Scommetteronline.info, in rete esistono tante realtà di questo genere che non offrono sempre chiarezza, soprattutto per quello che riguarda eventuali bonus e promozioni. Per scommettere in sicurezza è bene affidarsi a broker noti e regolamentati, da Planetwin a Snai passando per Eurobet, William Hill, Sisal e via via tutti gli altri. E per comprendere quanto siano importanti bonus e promozioni in ottica sicurezza, si può consultare l’offerta di Planetwin365 ad esempio, uno dei bookmakers più ricercati in rete.

Il Decreto Dignità

Un tema, quello delle scommesse, enorme da trattare, che di recente si è arricchito di un altro capitolo: da un po’ di tempo è entrato in vigore il Decreto Dignità, un insieme di norme all’interno del quale è stato inserito anche il divieto di promozione di qualsiasi forma di pubblicità, diretta o indiretta, riferita al mondo delle scommesse.

Una vera e propria rivoluzione per il settore, abituato a farsi pubblicità su media e ad abbinare la propria immagine al mondo sportivo; le stesse società calcistiche hanno più volte protestato contro questo provvedimento, d’altra parte dalle partnership commerciali con i bookmakers tiravano su buona parte dei loro introiti pubblicitari.

Un provvedimento che nasce con uno scopo anche nobile, quello di disincentivare gli utenti a scommettere andando così ad arginare, nelle intenzioni, la diffusione della ludopatia, vera e propria patologia del gioco d’azzardo. Obiettivo che, dai primi dati disponibili non sembra essere stato conseguito visto che nel periodo compreso tra il 1 luglio 2019 (data in cui è entrato in vigore il Decreto Dignità) ed il 29 febbraio 2020, il totale della raccolta scommesse sportive in Italia è addirittura cresciuto del 17%. Cifre che ancora non comprendono i dati relativi al periodo del lock down, durante i quali i numeri saranno calati ma solo perché tutti i campionati erano fermi e, di conseguenza, non erano presenti partite sulle quali scommettere.

Distinguere sempre tra legale ed illegale

Secondo un’altra vulgata poi, il divieto in questione altro non farebbe che aprire la strada a bookmaker non in regola, che magari si poggiano su altri mercati esotici e che per questo riescono, in un modo o nell’altro, a sfuggire alla regolamentazione potendo contare su un giro di affari più ampio di quello dei soggetti italiani, stretti nelle maglie del Decreto Dignità.

Basta fare un giro in rete, magari sui social, per vedere come, malgrado proprio il Decreto Dignità, le pubblicità continuino a proliferare; spesso anche ingannevoli, con promesse di quote sicure da giocare e partite certe sulle quali scommettere.

In sostanza il rischio è quello di creare un abisso tra gli operatori legali, quelli sicuri che sono certificati ADM; e chi invece opera fuori dalla legge. Il che da un lato è certamente positivo, a patto che non si finisca per favorire, anche in modo involontario, la diffusione dei soggetti non a norma.

 

 

 

 

 

 

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