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Papu Gomez: se essere social questa volta vale più di un Pallone D’Oro

Nel mondo calcistico moderno essere social vale più di un 7 in pagella a fine partita. E dal campo passare alla rete (quella di Internet si intende) è un attimo. Non è un caso che infatti i giocatori prestino sempre più attenzione alle loro attività sull’etere, facendole diventare in pratica un secondo lavoro. E non vengono risparmiate le critiche da quelli che, a torto o a ragione, vorrebbero l’uomo calciatore confinato nel rettangolo verde o al massimo in qualche gossippata dell’ultima ora. Tra coloro che stanno riscuotendo maggior successo nella comunità virtuale c’è senza ombra di dubbio Alejandro Gomez, il Papu, che tra un diretta con la moglie e qualche “litigata” con i compagni di squadra si è costruito letteralmente un personaggio che va di pari passo con le magie che ogni domenica regala in campo. Per distacco, quella che ha riscosso maggior viralità è la sua esultanza, una sorta di ballo di stampo sudamericano con il quale il Papu omaggia i suoi tifosi e i tanti follower dei sui vari profili social. Il tutto è cominciato con un video negli spogliatoi della Dea ma poi il movimento ondulatorio ha contagiato tutti. Un impatto talmente devastante da farla diventare una hit musicale grazie alla collaborazione di Dj Matrix e del trio comico degli Autogol.

E allora “Baila come el Papu” da fenomeno social si è trasformato in fenomeno musicale, e il video ha ottenuto 30 milioni di visualizzazioni su Youtube e un disco d’oro che nessuno si sarebbe mai aspettato potesse essere dato ad un calciatore. Negli Stati Uniti molti sono gli sportivi che si sono cimentati al microfono, come Shaq o Shumpert, e anche nel calcio non mancano esempi, ultimo tra tutti Osvaldo che ha addirittura lasciato il calcio (anche) per bere, fumare e fare musica (ipse dixit). Quindi niente di nuovo per il Papu. Se non fosse che i proventi derivanti dalla canzone andranno all’Associazione Insuperabili Onlus, che in collaborazione con la Reset Academy si prende cura di ragazzi con disabilità intellettive grazie alla creazione di scuole calcio sparse in tutto il territorio italiano e che ha tra i suoi testimonial personaggi d’eccezione del mondo del calcio come Marcello Lippi, Buffon, Giorgio Chiellini e tanti altri tra cui appunto il Papu, che ha messo anche all’asta una cena fuori insieme con il suo amico e compagno di squadra Petagna con l’intento di raccogliere fondi.


“Siete un esempio di vita per tutti e sarà un onore condividere il campo con voi” queste le parole dell’argentino quando un anno fa accettava la “sfida” di Gioele, giovane calciatore della Scuola Calcio degli Insuperabili. E così il Papu ha messo a disposizione il suo sorriso e la sua simpatia per ragazzi che, pur nelle difficoltà, hanno come unico desiderio quello di giocare e non sentirsi emarginati. E non è un caso che nel fulcro degli insegnamenti che vengono forniti dai professionisti che operano nella Onlus c’è quello di considerare questi giovani in tutto e per tutto uguali agli altri bambini che non hanno avuto la sfortuna di incappare in un destino beffardo. Senza pietismi ma sempre provando ad ottenere il massimo, come ci aveva raccontato il fondatore Davide Leonardi. E dai 4 iscritti nella prima Scuola Calcio fondata a Torino 5 anni fa, si è passati a 400 iscritti e 13 scuole sparse in tutta Italia.

E allora bailamo tutti come el Papu che, come lui stesso ha scherzosamente mostrato su Instagram, forse non vincerà mai il Pallone d’Oro ma un Disco d’Oro se lo è appeso al muro. Un metallo già nobile di suo, figuriamoci per una causa così importante. E se non dovesse arrivare quello di platino, nessun problema, il miglior premio, spesso, si cela dentro il sorriso di un bambino che rincorre un pallone.

 E TU CHE FAI, NON BALLI?

 

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