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Panchine nel pallone: il meglio (o il peggio) di quello che accade a bordo campo

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Panchine nel pallone: il meglio (o il peggio) di quello che accade a bordo campo

La panchina: luogo per gli allenatori per modificare le loro tattiche, per i possibili sostituti per sostenere i loro compagni di squadra e prepararsi ad affrontare una gara in cui inventarsi un impatto decisivo.

Teatro, però, anche di uno straordinario numero di bizzarrie nella storia del nostro caro calcio.

Tutto partì nel 2017 quando durante la vittoria per 2-0 del Manchester United di Mourinho sull’Arsenal di un sempre più contestato Wenger, le telecamere di Sky Sport UK hanno raccolto immagini di un pacchetto di noccioline amabilmente condiviso sulla panchina dei Gunners.

Un evento banale, che, comunque, ha scatenato grossa ironia tra i media e gli utenti social del mondo britannico (e non solo).

Ecco, allora, che i cugini anglosassoni si sono divertiti a raccogliere le storie più strane mai viste sulle panchine delle squadre di calcio:

Diego Costa e la ceretta a Xabi Alonso

Coppa del Mondo 2014 in Brasile. La Spagna è già stata eliminata dalla competizione dopo un avvio nel girone disastroso. Diego Costa e Xabi Alonso sono seduti fianco a fianco per vedere l’ultimo match previsto dal calendario contro l’Australia.

Cosa altro fare, a causa della noia, se non ‘cerettare’ un proprio compagno di squadra pensa l’attaccante oggi al Chelsea? Così avviene che Diego Costa usi il nastro adesivo sulla pelle di un non troppo convinto (e colto di sorpresa) Xabi Alonso.

La reazione del centrocampista basco non fu delle migliori.

Lo spuntino di Wayne Shaw

Il Sutton United al quinto turno della FA Cup di questa stagione è stato uno dei momenti più chiacchierati nel mondo del calcio. Una favola stupenda. Un gruppo di ragazzotti di non-league catapultati a giocare contro l’Arsenal. Uno su tutti colpisce l’attenzione dei media: il portiere di riserva del Sutton United, Wayne Shaw, non proprio un tipico peso da calciatore.

La magica serata contro l’Arsenal arriva e, dopo che il Sutton si avvia all’ampiamente prevedibile sconfitta, Shaw viene colto in flagrante mentre addenta una fetta di torta salata. L’ilarità sul web esplode ma, ben presto, il divertimento lascia spazio allo sgomento.

Infatti, erano state pubblicizzate le possibilità di scommettere proprio su tale, strambo, avvenimento. Una banale mossa di marketing per guadagnare (e far guadagnare) dei soldi.

Alla fine, Shaw è costretto a rescindere con il Sutton e a chiedere pubblicamente scusa.

L’igiene personale di Joachim Low

Joachim Low, tecnico della Germania Campione del Mondo, è unanimemente riconosciuto come un allenatore brillante, un tattico superbo ma anche un prolifico ‘ispezionatore’ del proprio naso.

Una faccenda ben nota in Italia grazie all’attenzione posta sull’argomento dalla sempre dissacrante Gialappa’s Band.

In un’occasione, Low è addirittura passato da un ‘controllo’ ad una stretta di mano con Cristiano Ronaldo. Memorabile.

Non solo il naso, però: a Euro 2016, Low è stato ripreso dapprima mentre posava la propria mano nei pantaloni e poi annusava il tutto allegramente.

“Ho visto le immagini e ovviamente a volte le cose vengono fatte inconsciamente. È accaduto e mi dispiace” disse Low in quella circostanza.

Il caffè di Marcelo Bielsa

“Il più bravo allenatore sulla faccia della terra”, parola di Pep Guardiola, non certo l’ultimo arrivato: l’argentino Marcelo Bielsa ha gestito club e nazionali in tutto il mondo.

Durante il suo periodo a Marsiglia, Bielsa, però, è passato soprattutto alla storia per essersi seduto, a bordo campo, su un piccolo frigorifero portatile, mentre era in corso un match della sua squadra.

Fin qui, più o meno tutto normale, non fosse che un membro dello staff aveva appena lasciato il caffè per il mister in una tazza di carta.

Potete immaginare la tranquilla reazione di un personaggio noto nel mondo del calcio col soprannome di ‘Loco’.

Il giubbotto di Tony Adams

Tony Adams è stato una vera leggenda dell’Arsenal e, nel 2017, è stato nominato come nuovo tecnico del Granada, in Spagna, nel disperato tentativo di salvare la squadra dalla retrocessione. Missione, però, non riuscita.

L’ex capitano dei Gunners, comunque, è stato posto in risalto dai media spagnoli per un giacchetto di dubbio gusto indossato in panchina durante la partita disputata contro il Real Madrid.

Secondo un giornale iberico, il calciatore madrileno Isco avrebbe addirittura a gridato dalla panchina: “Ehi, cameriere, una Coca Cola!” , ad un certo punto della sfida.

Bravo Isco; hai fatto bene a non usare certe frasi in un confronto diretto come calciatore contro il buon Adams.

Qualche anno fa, sul rettangolo di gioco, probabilmente la voglia di scherzare sarebbe passata in breve tempo al talentino di casa Real!

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Matteo Luciani
A cura di

Nato a Roma sul finire degli anni Ottanta, dopo aver conseguito il diploma classico tra gloria (poca) e insuccessi (molti di più), mi sono iscritto e laureato in Lingue e Letterature Europee e Americane presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tor Vergata. Appassionato, sin dall'età più tenera, di calcio, adoro raccontare le storie di “pallone”: il processo che sta portando il ‘tifoso’ sempre più a diventare, invece, ‘cliente’ proprio non fa per me. Nel 2016, ho coronato il sogno di scrivere un libro tutto mio ed è uscito "Meteore Romaniste”, mentre nel 2019 sono diventato giornalista pubblicista presso l'Ordine del Lazio

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