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Dopo il Padel arriva il Padbol: come lo sport si evolve durante la pandemia

Dopo il Padel arriva il Padbol: come lo sport si evolve durante la pandemia

Lo sport è una manna dal cielo per mente, corpo e anima, soprattutto nella società caotica e frustrante in cui viviamo. Inutile negare che quest’ultimo anno ci abbia messo davvero in difficoltà da questo punto di vista, privando molti di noi anche delle attività fisiche preferite per divertirsi, rilassarsi e stare in compagnia.

La libertà, prerogativa massima dell’uomo come ci ricorda il nostro Dante, se limitata porta ad una cosa molto basilare: la mancanza di contatto con l’altro. Questa mancanza ci tocca nel profondo dei nostri bisogni di uomini e ci rende estremamente suscettibili. Il risultato è che proprio per questa sofferenza comune, siamo pronti a trovare nuove soluzioni per adattarci allo stress.

Facendo di necessità virtù, pressati dalla mancanza di uno sfogo, di contatto e di divertimento, durante questa annosa pandemia alcuni di noi si sono reinventati anche il settore dello sport. Ci sono riusciti in particolare con la diffusione di due sport semi-sconosciuti che esamineremo qui di seguito: padel e padbol.

Il  più grande exploit per quanto riguarda l’evoluzione di uno sport classico lo abbiamo avuto recentemente con la vera e propria esplosione della mania per il padel tennis. Questo mix tra il tennis e lo squash è divenuto in brevissimo tempo un fenomeno globale che ha visto l’adesione di milioni di appassionati e la creazione di una lega internazionale in cui top player provenienti da ogni parte del mondo si sfidano riempiendo i palazzetti e trainando il movimento sia a livello amatoriale che professionistico.

Divenuto ormai a tutti gli effetti disciplina “tradizionale” il padel ha poi visto la sua evoluzione in uno sport che rappresenta la perfetta unione tra padel e calcio-tennis: il padbol. Destinato a divenire lo sport del 2021 con una crescita esponenziale di adesioni e realizzazione di nuovi campi sul tutto territorio italiano e non, il Padbol nasce nel 2008 in Argentina grazie all’intuizione di Gustavo Miguens che ha dato vita al movimento che si espanso poi in tutto il Sudamerica, prendendo piede anche in Europa in particolare in Spagna, Italia, Portogallo e Inghilterra.

 

 

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La grande crescita del movimento di Padbol è dovuta anche dal fatto che, a differenza di molti sport, non ha risentito della pandemia da Covid19 e delle regole imposte in tema di distanziamento. Molti sportivi, infatti, non potendo più giocare a calcio e, più in generale, non essendo consentito lo svolgimento degli sport di squadra, hanno spostato l’attenzione su questo sport che permette di fare attività fisica in compagnia senza rinunciare allo svago tipico di queste tipologie di discipline, in totale sicurezza.

E’ come se fosse un calcio-tennis con il battimuro, prende qualcosa dalle regole del padel ma non ci sono racchette, si gioca con i piedi e la palla è simile a quella da calcetto. Naturalmente anche i campi sono più piccoli, 10×6, la rete invece è più alta. A una prima occhiata potrebbe sembrare un campo da padel più piccolo, ma nel campo da padbol c’è anche la fatidica “zona rossa”, o zona d’attacco, dove i giocatori possono colpire la palla e mandarla nel campo avversario di prima.

Il padbol è uno sport di spettacolo, di gioco al volo, di “roveghe”, tacchi e colpi di testa. Unisce il fascino di giocare con i piedi alla comodità di non dover trovare 10 persone, ed è divertentissimo.

E’ “calcio champagne” per forza, 90 minuti di classe, adrenalina e goliardia. Mentre giochi ti sembra di sentire di sottofondo “A Little Less Conversation” di Elvis nel remix della pubblicità Nike della gabbia. E se l’ultimo spot Nike girato a Roma fu quello celebre del Colosseo quadrato, adesso, a pochi metri, Padbol Roma sarebbe la scenografia perfetta per una nuova tappa romana.

Il primo Padbol club ufficiale di Roma è Padbol Roma, nato all’Eur, a via dei Cocchieri 11, tra viale Marconi e via Ostiense, dentro al Circolo Sportivo Stella Azzurra.

 

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