Raccontiamo lo sport dal 2015 - Direttore Antonio Padellaro
Settembre 3, 2026

Pacentro si prepara alla Corsa degli Zingari, il rito che unisce fede e identità

Ai piedi della Majella, dove la pietra dei vicoli custodisce secoli di storia, Pacentro si prepara a vivere ancora una volta il suo giorno più intenso. Domenica 6 settembre 2026 il borgo abruzzese tornerà a raccogliersi attorno alla Corsa degli Zingari, un appuntamento che non ha bisogno di essere reinventato per emozionare, perché la sua forza nasce proprio dalla fedeltà a se stesso. 

Non si tratta di una rievocazione costruita per lo spettacolo. È una tradizione viva, sentita e tramandata di padre in figlio, che continua a parlare al presente con la stessa intensità con cui parlava secoli fa.

La Corsa degli Zingari è oggi riconosciuta come uno dei patrimoni culturali immateriali più significativi dell’Abruzzo. Il suo valore non risiede soltanto nel gesto atletico degli uomini e delle donne che ogni anno corrono a piedi nudi lungo i sentieri del Colle Ardinghi, ma nel significato collettivo che quel gesto porta con sé. Fede, coraggio individuale e appartenenza si intrecciano in un rito che ogni generazione riceve in eredità e restituisce, arricchito, a quella successiva. Pacentro non conserva la Corsa come un reperto da museo. La fa vivere, la fa correre, la fa sanguinare ogni prima domenica di settembre, e in questo modo la mantiene autentica.

Le origini tra fede, storia e leggenda

Le radici della manifestazione affondano nel Medioevo e restano avvolte in un alone di mistero che gli storici continuano a indagare senza giungere a una verità unica. Alcuni collegano la Corsa alla traslazione della Santa Casa di Loreto, altri la ricondu­cono al reclutamento di uomini validi per le truppe di Giacomo Caldora, feudatario medievale del paese. 

Altri ancora la interpretano come un’antica forma di riscatto sociale ed economico, un modo per gli abitanti più umili di conquistare visibilità e rispetto agli occhi della comunità. Il termine stesso, “zingari“, nel dialetto pacentrano non ha nulla a che vedere con l’etnia rom, ma indica semplicemente le persone che si gettano nella corsa vestite di pochi stracci, spogliate di ogni distinzione sociale. 

Nella corsa tutti diventano uguali, e forse è proprio in questa uguaglianza che si nasconde il segreto della sua sopravvivenza nei secoli.

Il percorso e il rito del 6 settembre

Il momento clou della giornata prende avvio dalla Pietra Spaccata, da dove i corridori si lanciano a piedi nudi lungo i ripidi sentieri del Colle Ardinghi. Attraversano poi il fiume Vella e affrontano l’ultima, faticosa salita che li conduce nel cuore del centro storico, fino alla Chiesa della Madonna di Loreto

È qui che la corsa si conclude, tra le medicazioni ai piedi feriti e la proclamazione del vincitore, che riceve il Palio, la stoffa che un tempo serviva a cucire il vestito buono. Ogni ferita riportata lungo il percorso diventa parte della narrazione collettiva del paese, un segno visibile di un impegno che va ben oltre la competizione sportiva.

Negli ultimi anni la manifestazione ha intrapreso un percorso di crescita costruito su basi solide, tra ricerca storica, relazioni istituzionali e una comunicazione sempre più moderna. A guidare questo cammino è il Presidente dell’Associazione Culturale Corsa degli Zingari, Giuseppe De Chellis, la cui visione strategica ha saputo coniugare innovazione e rispetto per l’autenticità del rito. Sono nati così il Trail degli Zingari e il progetto digitale Corsa degli Zingari Experience, iniziative che ampliano lo sguardo sulla tradizione senza mai alterarne la sostanza. 

La presentazione ufficiale alla Camera dei Deputati, avvenuta il 14 luglio 2026, ha segnato una tappa di grande valore simbolico, confermando l’interesse nazionale verso una manifestazione che fino a pochi anni fa restava confinata alla dimensione locale. Anche la Regione Abruzzo ha riconosciuto formalmente la rilevanza culturale e identitaria della Corsa attraverso una specifica previsione legislativa, un passaggio che rafforza la tutela di un patrimonio condiviso.

Il programma del weekend tra sport, fede e spettacolo

Il fine settimana del 5 e 6 settembre porterà a Pacentro visitatori, giornalisti e studiosi, richiamati da un programma che intreccia sport, cultura, spiritualità e spettacolo. 

Sabato 5 settembre si apre con il debutto del Trail degli Zingari, una gara di corsa in montagna nata per intrecciare lo sport con la stessa identità che da secoli anima il borgo. L’iniziativa porta la firma di Simone Di Loreto e Luca Viviani, referenti tecnico-sportivi che conoscono la montagna pacentrana come pochi altri, e si sviluppa su due percorsi pensati per pubblici diversi. 

La prova principale misura 25 chilometri con 1.650 metri di dislivello positivo, un tracciato esigente che attraversa boschi, creste e pietraie fino a regalare improvvise aperture panoramiche sull’Appennino centrale. Chi cerca un impegno più contenuto può scegliere il percorso di 16 chilometri con 800 metri D+, comunque capace di restituire l’intensità autentica della corsa in montagna.

Domenica 6 settembre si scandisce il momento più solenne, tra celebrazioni civili e religiose, la processione, la gara degli Zingarelli riservata ai più giovani, il lancio dei paracadutisti con il Tricolore e, infine, la Corsa degli Zingari, culmine di una giornata che trasforma l’intero paese in protagonista.

Perché questa tradizione continua a parlare al presente

C’è qualcosa che il programma da solo non riesce a raccontare, ed è lo sguardo di chi torna a Pacentro ogni anno per la stessa ragione, senza mai stancarsi. È l’attesa dei corridori nei giorni che precedono la gara, la partecipazione delle famiglie che si stringono attorno a chi corre, l’orgoglio silenzioso con cui il paese custodisce un rito che sente profondamente proprio.

In quei momenti la tradizione smette di essere semplice memoria e torna, letteralmente, a correre. Custodire la Corsa degli Zingari non significa fermarla nel tempo, ma comprenderne il senso più profondo e trasmetterlo a chi verrà dopo. 

È questa la sfida che Pacentro rinnova ogni settembre, ed è questo il motivo per cui la Corsa degli Zingari appartiene non soltanto al borgo che l’ha custodita per secoli, ma sempre di più all’Abruzzo e all’Italia intera.

Redazione

GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.